Sinner e Djokovic. Da Montecarlo a Wimbledon…

Novak Djokovic è un fenomeno.
A 39 anni sembra finalmente avere attraversato anche quell’invisibile nuvola che gli impediva di diventare ricettore universale di passione. È entrato nel gruppo degli idoli più amati, senza se e senza ma. E non solo per avere vinto 101 titoli, 24 Slam (più di tutti nella storia), 1177 partite. E, cosa che non guasta, 193.469.636 dollari di prize men a cui vanno aggiunto gli sponsor…
È un fuoriclasse assoluto, non necessita più di confronti con il passato, riferimenti al presente, analisi delle superfici e conteggio delle vittorie per essere definito tale. Ha carisma, personalità. Oltre al fatto che possiede una rabbia agonistica unica, un talento inconfutabile. Non ha più, da tempo, bisogno di confronti per legittimare la sua dimensione. 
Le vittorie in età avanzata (mi riferisco al tennis), paradossalmente entusiasmano più che i successi di quando a conquistarle è un giovane talento.
Lui ci aveva messo del suo per creare quella sorta di invisibile barriera.
Ha fatto di tutto per avere sempre qualcuno contro cui urlare. Gli serviva un nemico da combattere per trovare dentro di sé la giusta rabbia agonistica. Poi ci metteva il talento e diventava quasi imbattibile. E arrivato al litigio con gli spettatori, il giudice di sedia, gli avversari, il vento e il sole. 
E anche contro Sinner. 
Jannik però lo ricorda in modo romantico. Torna indietro nel tempo e racconta, in conferenza stampa, di quando l’ha visto per la prima volta. Il fatto è accaduto su un campo di tennis a Montecarlo, l’italiano aveva 14 anni. Gli ha chiesto foto e autografo. E quando la prima volta lo ha incrociato in partita, sempre nel Principato, ha sperato una sola cosa. “Volevo vincere almeno un game.”
Nole ha speso belle parole sul nostro campione, ma non ha fatto lo stesso quando è scoppiata la bufera del doping. 
“È una nuvola che seguirà Jannik Sinner, così come la nuvola del Covid seguirà me. Quando è successo, sono rimasto sinceramente scioccato. Credo che non l’abbia fatto di proposito. Ma il modo in cui è stato gestito l’intero caso è pieno di campanelli d’allarme. C’è stata mancanza di trasparenza, incoerenza. E anche la comodità di una squalifica tra gli Slam, così da non perdersi nulla: è stato molto, molto strano. Quindi non mi piace proprio come è stato gestito quel caso.”
Ora sono tornati i sorrisi.
Jannik è numero 1 del mondo, ed è quindici anni più giovane del serbo che ieri è uscito fuori da una lotta pazzesca in cinque set e tre tie break contro Auger-Aliaassime, dopo cinque e ore e quindici minuti di fatica.
Ancora una volta, come sempre, non ci resta che aspettare.
Le quote. 
I bookmaker hanno pochi dubbi, Sinner paga 1,22; Djokovic 4,33.


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