La grandezza di Sinner? Netto favorito anche contro il numero 3 del mondo

È una strana finale quella di domani a Madrid.
Sono in pochi quelli che pensano che Sinner possa perdere. Ha vinto le ultime otto sfide contro Zverev, perché dovrebbe cedere proprio ora che sta per realizzare il quarto ATP Master 1000 consecutivo del 2026 dopo Indian Wells, Miami e Montecarlo?
Tutto questo Sascha lo sa. Sa anche che per vincere, dovrà soprattutto fare pace con sé stesso. È il numero 3 del mondo (ha 5.255 punti contro i 13.300 del numero 1), ma nella partita con l’italiano in tanti lo considerano poco più che un perdente di lusso. Porta sulle spalle il peso di vittorie importanti, ma sono le sconfitte ad avere lasciato il segno. E poi, poco più di un anno fa, è stato proprio Jannik ad avere cancellato il suo grande sogno. 
Sascha era il numero 2 del mondo.
Aveva già perso due finali di uno Slam (US Open 2020, Roland Garros 2024). Quel giorno di fine gennaio 2025 avrebbe giocato la terza. Era la prima occasione agli Australian Open, entrava in una terra sconosciuta. Per sperare, doveva tirare fuori tutto il coraggio che aveva. 
“Magari anche una botta di fortuna aiuterebbe”, sussurrava Alexander Sascha Zverev. Rincorreva l’impresa, prima che arrivasse l’età in cui anche le speranze diventano un lusso impossibile da sostenere.
Niente da fare, Sinner lo dominava in tre set. Buio fitto.
Madrid, 3 maggio 2026.
È in programma un’altra finale tra i due.
L’eccesso di nervosismo nelle situazioni di tensione è l’incubo di Sascha. 
Perde spesso la calma. Per un punto non concesso, per un gesto del pubblico, per una piuma in campo, per una pallina che (secondo lui) il raccattapalle ha tardato a dargli. Dall’altra parte della rete troverà Jannik che non perde mai la calma. Nei momenti peggiori, ha una grande forza mentale. E adesso sembra essere diventato quasi imbattibile. Solo Carlos Alcaraz può creargli problemi, e lo spagnolo è fermo per infortunio.
Una vita senza scomodi gossip o comportamenti inopportuni. Il buon Zverev, nel passato, di problemi ne ha avuti più di uno. Nuvole nere che annunciavano tempesta. 
Due denunce per presunte violenze domestiche. 
La prima, da parte dell’ex fidanzata Olga Sharypova, si è fermata al racconto dei fatti pubblicato per due volte da un giornale. Il suo avvocato ha detto che lei non cercava una causa civile o penale, si sentiva semplicemente in dovere di aiutare altre donne nella sua stessa situazione, di spingerle a parlare. Sascha ha negato gli addebiti.
La seconda è stata portata avanti da Brenda Patea, madre di Mayla, la loro bambina nata nel 2021. Ha confessato che lui, nel maggio 2020, l’ha spinta contro un muro tentando di strangolarla. Il Tribunale di Berlino, il 2 ottobre 2023, ha emesso un ordine di sanzione nei confronti di Zverev per “aver abusato fisicamente e danneggiato la salute di una donna”. L’ordine includeva una multa di 450.000 euro. La disputa si è conclusa in appello con un accordo extragiudiziale. L’accordo non includeva un’ammissione di colpevolezza da parte di Zverev e cancellava la precedente sentenza.
Sascha è nato il 20 aprile del 1997. 
Il Muro di Berlino era crollato da meno di due anni quando i signori Zverev si sono trasferiti dalla Russia in Germania. Sei anni dopo è arrivato lui. Ha cambiato più volte luoghi, lingua, abitudini. Si è spostato dalla periferia di Amburgo a Saddlebrook in Florida, per poi approdare a Montecarlo. Parla inglese, russo e tedesco. Ha capito presto di avere ricevuto in dono il talento, si è impegnato per non sprecarlo.È diventato l’azienda di famiglia. Sessantuno milioni e ottocentomila dollari in montepremi, con la possibilità di aggiungere più di un milione in caso di vittoria a Madrid, quasi seicentomila se dovesse perdere. Senza contare gli sponsor.
Da un paio di anni è diventato più aggressivo nel gioco, avvicinandosi alla linea di fondo. Servizio (contro Blocks in semifinale è stato quasi perfetto), rovescio e capacità di tenere botta negli scambi lunghi ne fanno un rivale pericoloso anche per Sinner, dice qualcuno. Il mondo del tennis parla a bassa voce, spera che un terzo incomodo venga a vivacizzare una trama che con due soli protagonisti in campo rischia di diventare monotona. Volano nell’aria nomi che cambiano ogni settimana, quello di Zverev sembra essere il più concreto. I bookmaker non la pensano nello stesso modo (pagano la vittoria dell’italiano a 1.48, quella del rivale 4.50). Jannik è il netto favorito. Zverev, per loro, è predestinato all’ennesima sconfitta.
Torschlusspanik. È un termine coniato nel medioevo. Significa “panico del portone che si sta chiudendo”. Si usa per descrivere quell’agitazione nervosa che sale dentro di noi quando ci accorgiamo di essere a corto di tempo (“Atlante delle emozioni umane”, Tiffany Watt Smith).
Credo che Sascha, giocatore potenzialmente in grado di compiere qualsiasi impresa, ne sia consapevole. Non so se domani sarà in grado di sostenerne il peso. Anche perché Jannik, diciamocelo, è più forte di lui. 


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