Ercole Morello, veterinario calabrese, è amante del mare e degli animali. La terza passione è il pugilato. Tre ragazzi da allenare: Dario, il figlio, Vincenzo e Roberto Lizzi che di Dario sono i cugini.
Dario (26-1-0, 4 ko) difenderà il titolo Europeo Silver dei medi il 23 maggio a Milano. Nella stessa riunione combatterà Vincenzo Lizzi.
Racconta Ercole.
“Dario vive a Bergamo e si allena con me, al telefono…”
Qualche tempo fa il figlio mi diceva.
“Non sono una persona facile da gestire, sono un individualista. Devo fare quello che dico io, quando lo dico io. Ma non sono uno stupido, cerco conferme, mi confronto sempre con mio padre.”
Ercole aggiunge.
“Facciamo assieme i programmi, lui li mette in pratica, poi mi racconta come vanno gli allenamenti. Se necessario, cambio qualcosa.”
Ercole dice che il concetto base è quello di fare sparring con pugili di medio livello. Anche quando prova qualcosa di particolare.
“Ad esempio?” chiedo.,
“Lo stato confusionale.”
“Cioè?”
“L’ho chiamato così perché è una tattica che devi eseguire senza starci tanto a pensare, devi averla immagazzinata nella mente durante gli allenamenti.”
“Cosa sarebbe?”
“Usare destro e sinistro con la stessa efficacia. In attacco viene più naturale, in difesa è più complicato.”
“Cambiare guardia non è una novità” obietto.
“Certo. Ma non tutti riescono a farlo senza problemi, ottenendo lo stesso risultato.”
Il 23 maggio all’Allianz Coud, Dario Morelllo affronterà Paolo Bologna (13-0-2, 5 ko).
“È un match che ha voluto mio figlio.”
Perché?
“Michel Soro dovrebbe affrontare il detentore della cintura continentale Bilal Jkitou, ma sembra che il campione abbia altri obiettivi (è mondiale Silver e numero 3 del Wbc, ndr). Dario è detentore dell’Europeo Silver e numero 2 della classifica, quindi …”

Gli faccio notare che per disputare quel match, dovrà vincere il 23 maggio.
“Quello contro Bologna sarà un incontro che servirà a Dario per tenersi in attività in vista dell’occasione più importante. Bologna fa a cazzotti, il suo non è pugilato. Il match contro Falcinelli è piaciuto a tanti, ma non a quelli che capiscono di boxe. Una rissa senza alcun pensiero per la difesa. Anche contro
Esposito ha boxato allo stesso modo, ma Esposito sa fare la boxe. Se avesse avuto un briciolo di potenza in più l’avrebbe messo ko.”
Insisto.
“Bologna non sarà uno stilista, ma ha una grande preparazione fisica e non si ferma un secondo.”
“È fatto apposta per Dario. La sua condotta sul ring non segue alcun filo logico.”
Mi viene in mente una cosa.
Nell’ultimo match, contro lo svizzero Faton Vukahins, Dario ha fatto quattro riprese da padrone, poi ha subito un conteggio. Nessun colpo devastante, eppure si è bloccato. Ricordo cosa mi ha risposto quando gli ho fatto notare questo problema.
“Il conteggio mi ha destabilizzato. Avevo fatto quattro riprese in crescendo. La quinta era andata addirittura meglio. Quel conteggio, a dieci secondi dalla fine del round, mi ha fatto pensare che quello che stavo disputando fosse un esame di maturità. L’irrequietezza che ne è seguita mi ha fatto perdere la serenità, ho faticato a ritrovare il passo giusto per i successivi tre round. Avevo una strana sensazione, quella di non riuscire a concentrarmi. Ma ero consapevole di essere superiore. Mi sono detto: Lo vinciamo ‘sto match o vuoi perderlo contro uno che non è più forte di te?”

A Milano combatterà anche Vincenzo Lizzi (4-0, 1 ko), mediomassimo. Affronterà il campione italiano della categoria Mohamed ElMaghraby (14-0, 7 ko). Un passo che sembra un azzardo.
“Forse un po’ lo è. Vincenzo ha solo quattro match, ma ha anche trent’anni. Dobbiamo accorciare i tempi di attesa. Ha un passato dilettantistico importante, ha mezzi fisici e tecnici per sfidare ElMaghraby.”
“Anche lui ha avuto problemi di sparring?”
“Siamo dovuti andare a Roma per fare qualche ripresa con Vianello e D’Ortenzi. Per il resto è stata una preparazione in casa. Vincenzo ha fatto i guanti con Roberto, il campione italiano dei massimi leggeri. Sono sicuro che farà un grande match.”
Dario porta nel cuore e nella testa gli insegnamenti di papà Ercole. Ma non dimentica le parole di nonno Benvenuto. Novantadue anni, un passato da marinaio, una saggezza antica.
“Ricordati figliolo, la paura la devi avere prima di buttare la barca a mare, non quando navighi in acque agitate. In quel momento devi pensare solo a lottare, altrimenti andrai a fondo.”


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