Tutto vero. Il lungo conteggio di Ferrara supera quello di Dempsey vs Tunney

Ferrara, 22 marzo 2025.
Il titolo (vacante) Continentale della UBO (Universal Boxing Organization) dei pesi medi si disputa sulle 8 riprese, distanza insolita ma prevista dal regolamento dell’Ente in casi particolari. 
Ad eccezione degli incontri validi per il campionato del mondo, può essere concesso un permesso speciale per match con in palio un titolo maschile. Questi incontri possono essere sulla durata degli otto round, nei casi in cui le commissioni di pugilato locali, per qualsiasi motivo, lo ritengano necessario”.
È il caso della sfida tra il ferrarese Nicola Cristofori (16-3-2, 1 ko) e il croato Mate Rudan (7-0, 7 ko), quest’ultimo scelto negli ultimi giorni in sostituzione di Giancarlo Brusa che si era infortunato.

Arbitra il bolognese Alessandro Roda, quindici anni di esperienza sul ring tra i professionisti. Il fatto accade al quarto round. La pubblicazione del video è stata gentilmente concessa da Alberto Frati, per Fighters Life.
Cristofori (pantaloncino giallo con bande bianche) manda al tappeto Rudan (pantaloncino rosso) con un diretto sinistro.
Il cronometro ci dice che sono passati 1:40 dall’inizio della ripresa.
1:43 l’arbitro conta, 1.
1:46 Roda indica 2 con la mano destra. Poi si ferma e dice a Cristofori di recarsi all’angolo neutro. Riprende il conteggio.
1:50 siamo al 4.
1:53 siamo al 6.
L’arbitro invita Cristofori a non lasciare l’angolo neutro.
1:58 siamo all’8.
1:59 Roda chiede a Rudan di fare due passi avanti e mostrare i guantoni. Richiesta recepita ed eseguita.
Dopo l’8, nel video non mi sembra di vedere l’arbitro dare il segnale di “boxe” per la ripresa dell’incontro. 
2:00 Cristofori non è di questo avviso e si lancia sull’avversario per chiudere la sfida. Sfiora il croato con il diretto destro, lo tocca sul guantone con il gancio sinistro. Roda lo redarguisce verbalmente. Poi va sincerarsi che Rudan non abbia subito danni.
2:09 si torna a combattere.
Sono passati 29 secondi dall’atterramento.
Alla fine, per split decision (78-74 78-74 per Rudan, 76-75 per Cristofori), il croato vince il match e si prende il titolo.
Massimiliano Duran, organizzatore della manifestazione, fa reclamo alla Federazione Pugilistica Italiana per “errore tecnico”.
Il reclamo viene respinto.
Nella motivazione della sentenza la Commissione Tecnica per i Reclami segnala l’articolo 79 comma 4 del regolamento del Settore Pro: “Se l’avversario si allontana dall’angolo neutro indicatogli, l’arbitro interrompe il conteggio e lo riprende solo al momento in cui il pugile ha ottemperato al suo ordine.”  Poi aggiunge “considerato che il pugile Cristofori per ben due volte durante l’effettuazione del conteggio non ha ottemperato alla disposizione del predetto articolo 79 comma 4, obbligando l’arbitro a interrompere il conteggio sino al ripristino della condizione regolamentare…”
È, a detta della Commissione, il punto fondamentale per arrivare alla decisione presa. Il video contraddice questa conclusione.
Il tempo di blocco del cronometro, nei casi contestati, non è più lungo di 10 secondi. Rimangono sempre tra 17 e 20 i secondi dedicati a un conteggio che il regolamento prevede debba fermarsi a otto, più un altro paio per l’accertamento delle condizioni fisiche del pugile che ha subito il knock down. Dopo 10 secondi, è knock out.
The Long Count Fight, il match dal lungo conteggio tra Jack Dempsey e Gene Tunney con arbitro Dave Barry (Chicago, 22 settembre 1927), è durato molto meno ed è entrato nella storia. Per carità, siamo su un altro livello. Ma il conteggio sempre lungo è.
Un altro scivolone arbitrale, l’ennesimo, dopo la serata non felice di Milano, con tre errori evidenti. La decisione di andare ai cartellini (anziché decretare il kot) dopo che un colpo regolare aveva provocato una ferita costringendo al ritiro il pugile che l’aveva subita; la mancata squalifica per due colpi contro un pugile al tappeto; il tardivo intervento nel fermare un atleta in evidente difficoltà. Questo per rimanere a fatti recentissimi…
E pensare che, solo pochi giorni fa, il presidente federale Flavio D’Ambrosi aveva stigmatizzato l’attuale situazione della classe arbitrale italiana, concludendo così un suo intervento sui social: “Per quanto concerne l’incontro con i rappresentanti della categoria arbitri giudici, il sottoscritto ha fatto presente tutta l’insoddisfazione ed il clamore negativo suscitato da alcuni verdetti maturati nell’evento pugilistico svoltosi a Milano il 15 marzo u.s. Chi scrive ha sottolineato l’opportunità che le responsabilità di tali errati verdetti – che inficiano i sacrifici di pugili, tecnici e quelli delle società organizzatrici – siano oggetto delle valutazioni in seno al prossimo Consiglio federale che potrà adottare, qualora lo ritenesse, i giusti provvedimenti a salvaguardia dell’intero movimento pugilistico italiano.”
I momenti chiave dell’incontro sono di chiara visione nel video. Lo scorrere del tempo è indicato dall’orologio alla sinistra delle immagini. Ognuno può farsi un’opinione di cosa sia realmente accaduto.


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