Fury vs Chisora. Cosa ha spinto Warren e Arum a organizzare il match?

Tre motivi, almeno due non condivisibili, hanno spinto i promoter a mettere in piedi il match di sabato notte. Tyson Fury vs Derek Chisora è un mondiale massimi (per il WBC) che fatica a catturare l’attenzione. I bookmaker offrono quote che raccontano una verità che tutti conosciamo, in caso di successo dello sfidante sono pronti a pagare undici volte la posta. Sarebbe dunque una sorpresa. Non come il ko inflitto da James Buster Douglas a Mike Tyson, ma sarebbe comunque un risultato clamoroso.
Derek Chisora è quello che nel pugilato viene definito journeyman, un professionista pronto a salire sul ring contro chiunque. Disposto a battersi con i migliori. E a perdere. Ha pugno e coraggio, ma appartiene a un livello che è sotto la Top Class. Ha sconfitto David Price, Artur Szpilska, Carlos Takam. Ha perso con Joseph Parker, Oleksandr Usyk, Dillian Whyte, David Haye, Vitali Klitschko, Robert Helenius. È coraggioso, tenace, competitivo, ma solo fino a un certo punto.
Ha affrontato in due occasioni Tyson Fury.
La prima volta ha perso nettamente ai punti, la seconda è stato sconfitto per abbandono. Il campione è più alto (19 centimetri), più pesante (un chilo, con riferimento all’ultimo match); più potente (69.7% di ko contro 51.1%); più forte (nessuna sconfitta contro le 12 del rivale); più titolato (è stato campione WBA, IBF, WBO e lo è ancora del WBC; l’altro non ha mai vinto il mondiale); più in forma (quattro vittorie negli ultimi quattro match; contro una vittoria e tre sconfitte dello sfidante: l’unico successo per split decision contro il 41enne Kubrat Pulev); più giovane (di cinque anni).
Credo che l’incontro stia in piedi solo per tre motivi.
Il primo è inquietante.
Derek Chisora piace agli amanti del trash. Ha tirato un tavolo contro Dillian Whyte, nel corso della conferenza stampa pre match. Ha schiaffeggiato Vitali Klitschko, ha sputato in faccia al fratello Wladimir. Ha minacciato di morte David Haye. È un bullo diventato personaggio per eccessi che dovevano essere condannati e invece sono stati esaltati.
Tyson Fury è un grande peso massimo, eppure ha una schiera di denigratori che sono lì, in platea, a bordo ring o davanti alla tv, in attesa di una sua sconfitta. Paga il fisico non statuario. È oggetto di body shaming, per dirla con la nostra lingua: viene discriminato per il fisico. Ha pugno, tecnica, mobilità, coraggio e resistenza. L’ha dimostrato con i fatti. È un degno campione del mondo, il migliore nel momento in cui esercita il suo mestiere. Credo meriterebbe rispetto. Anzi, ammirazione.
Fury vs Chisora poggia anche su queste incoerenze.
Il secondo motivo è fluido, vago, al momento impalpabile.
L’evento è stato creato sperando che generi un successo commerciale. L’idea per cui è stato messo in piedi è chiara, basta guardare il luogo scelto per ospitare la sfida. Lo stadio del Tottenham ha una capienza di 66.000 spettatori per il pugilato. Un errore di calcolo? Una visione che solo gli organizzatori, gente non proprio inesperta perché parliamo di Bob Arum e Frank Warren, hanno? Lo sapremo sabato notte.
Il terzo motivo è stato più volte sussurrato dietro le quinte.
Tyson Fury ha necessità di combattere con frequenze alte. Non perché abbia bisogno di soldi. In caso di un periodo di riposo prolungato, lui tende a cadere nelle tentazioni, a superare i limiti di peso consentiti dal ruolo, ad azzerare la condizione atletica. Meglio che salga sul ring spesso.
Il problema stavolta era: contro chi? Usyk ha fatto sapere che non sarebbe stato disponibile prima del 2023, Joshua ha detto sì, poi forse, poi no. In giro altri in grado di reggere il cartellone non se ne trovano. Ci sono pugili migliori di Chisora per tecnica, record e speranze di vittoria. Ma nessuno di loro ha la forza del personaggio che lo sfidante scelto invece ha. Meglio fare una concessione al trash che cedere al rispetto delle regole imposte da scelte valori e passione.
Ecco, sono quasi convinto che siano state queste le tre spinte che hanno convinto Warren&Arum a mettere in piedi lo spettacolo. Qualche risposta questo mondiale dovrà comunque darcela, anche se siamo convinti di sapere tutto.
Il match è uno scandalo?
È la boxe, soprattutto quella di oggi. A volte i numeri non raccontano la verità e nel pugilato bisogna sapere interpretarli. Ce lo siamo sentiti ripetere mille volte che alla fine abbiamo finito di crederci. Stavolta però è più dura del solito farlo, anche se abbiamo visto di peggio.

PROGRAMMA
Ci saranno anche Daniel Dubois vs Kevin Lerena, mondiale massimi WBA (Olexsandr Usyk è super campione) nella serata di Londra e l’europeo leggeri Yvan Mendy vs Denys Berinchyk. (incontri principali) Massimi (mondiale WBC, 12×3) Tyson Fury (32-0-1) vs Derek Chisora (33-12-0); (mondiale WBA, 12×3) Daniel Dubois (18-1-0) vs Kevin Lerena (28-1-0); leggeri (europeo) Yvan Mendy (47-5-1) vs Denys Berinchyk (16-0); mediomassimi (8×3) Karol Itauma (8-0) vs Vladimir Belujsky (12.5-1); superpiuma (6×3) Isaac Lowe (21-2-3) vs Sandeep Singh Bhatti (8-4-0).

TELEVISIONE
In Italia vedremo i match principali della riunione in streaming su mola.tv. Collegamento in diretta dalle 19:00. Sull’inizio del mondiale non ci sono comunicazioni ufficiali. BT Sport, che trasmetterà il match in Inghilterra, sul suo sito web annuncia l’ingresso sul ring per le 21:00 locali (le 22:00 ora italiana). Telecronaca di Manolo Chirico, commento tecnico di Roberto Cocco. Non serve l’abbonamento, né la singola sottoscrizione. Il collegamento è gratuito, basterà registrarsi al sito.

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