Storia di Aziz e del cubano di Spagna, sfida finale agli Europei

Agli Europei di Yerevan, oggi pomeriggio Aziz Abbes Mouhiidine affronterà in finale Emmanuel Reyes Pla per l’oro. Ripropongo ampi stralci della storia che ho scritto per raccontare la loro semifinale ai Mondiali dello scorso novembre a Belgrado.

Aziz Abbes Mouhiidine ha lineamenti marcati, fisico compatto.
A quattro anni entra in palestra. Pratica il karate, dove vince il bronzo mondiale e diventa vice campione europeo giovanile. Prova la kick boxing, poi arriva al pugilato.
A 13 anni vince il titolo italiano schoolboy ed entra in Nazionale. Nel 2018 vince l’oro ai campionati dell’Unione Europea, dopo aver conquistato i Giochi del Mediterraneo e gli Europei U 22. Una stagione magica.
Ha mezzi tecnici e fisici per arrivare a giocarsela con tutti. Deve però crederci. Per lui c’è un avversario difficile, del resto siamo alle semifinali di un campionato del mondo.
Emmanuel Reyes Pla boxa per la Spagna, ma è cubano di nascita. Finora solo il minimosca Enrique Rodriguez, all’Avana nel 1974, era riuscito a salire sul podio per gli iberici in un Mondiale.
Vive in Galizia con il figlio di sei anni, soffre per la lontananza della mamma rimasta nell’isola caraibica.
A Tokyo 2020 è stato eliminato nei quarti in un match che ha dato vita a una feroce polemica.Affrontava Julio Cesar la Cruz Peraza detto l’Ombra. Sono entrambi cubani, ma solo Peraza era in competizione per il suo Paese. L’altro, dopo un torneo in Russia, ha cercato asilo politico in Austria, Germania, Francia e Bielorussia. Alla fine lo ha trovato in Spagna. Prima del match ha detto che avrebbe distrutto il suo avversario e alla fine avrebbe celebrato la vittoria al grido “Patria y vida!”, il motto dei contestatori del regime.
Ha vinto Julio Cesar la Cruz Peraza che dopo la proclamazione del successo ha urlato al pubblico: “Patria y vida, no! Patria o muerte, venceremos!”, la frase che ha accompagnato Fidel Castro nella rivoluzione conclusasi con la vittoria nel 1959.
Emmanuel Reyes Pla cerca qualcosa che riesca a chiudere quella ferita.Sul ring troverà Aziz Abbes Muhiidine, deciso a prendersi un’altra soddisfazione, a salire più in alto. Pronostico in favore dello spagnolo/cubano. Nella speranza che Aziz mi smentisca.

Sinistro, sinistro, sinistro.
Gancio, spettacolare quello messo a segno dopo trenta secondi del primo
round. Diretto, con cui ha comandato per l’intero incontro. Addirittura montante, bello quello andato a segno dopo 38 secondi dell’ultima ripresa.
Così Aziz Abbes Mouhiidine porta l’Italia in finale nei pesi massimi ai Mondiali di Belgrado. Lo fa sconfiggendo in maniera chiara e netta per tutti, tranne che per il giudice egiziano, Emmanuel Reyes Pla. Uno che sul ring è sembrato un’ombra. Non perché fosse imprendibile e incutesse timore, ma perché è stato impalpabile, vuoto, senza consistenza.
Non è mai stato un pericolo per l’azzurro che lo ha spiazzato con la sua mobilità, controllato e intimorito con la velocità dei colpi, demolito con quel sinistro che è stato il protagonista assoluto del match.
Aziz ha boxato con determinazione. E ha vinto.
Spero proprio che la storia si ripeta.

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