Europei. Finisce a bottigliate il quarto di finale dei supermassimi

Venerdì 27 maggio, Sports and Concerts Complex di Yerevan in Armenia. Campionati europei maschili. Quarti di finale della categoria supermassimi, +92 kg.
All’angolo rosso Davit Chaloyan, un giovanotto armeno di 24 anni. Un gigante di oltre due metri.
Argento lo scorso anno ai Mondiali di Belgrado.
All’angolo blu uno spagnolo, Ayoub Ghafda Drissi El Aissaoui. Un anno più giovane e un paio di centimetri più basso del rivale.
All’angolo neutro Lee Martin Innes, inglese. Un signore leggermente sovrappeso, baffetti e pizzetto, sguardo sicuro.
Primo round.
Dopo 52 secondi lo spagnolo centra con un preciso gancio sinistro l’armeno che piega le gambe. L’arbitro interviene prontamente e lo conta.
Dopo 1:42, in uno scambio, l’iberico tocca l’avversario con un colpo largo, senza potenza. L’interno del guantone arriva sulla faccia di Chaloyan. È più uno schiaffo che un pugno, nessuna apparente conseguenza. L’arbitro ferma il match, conta fino a otto, non dice niente altro se non che il match finisce qui. L’armeno è in piedi, saldo sulle gambe, quando è stato fermato stava colpendo il rivale, non sembra minimamente in crisi.
Proteste dall’angolo dello sconfitto. Uno dei secondi, sembrerebbe il vice allenatore, un tipo alto magro e con un cappellino calato sulla testa, salta sul ring. Il braccio protesto verso la faccia dell’arbitro, lo sfiora. Ancora proteste, qualcuno tira una bottiglia di plastica sul quadrato. Lo stesso tizio di prima la raccoglie e la lancia (foto in alto) contro il signor Lee Martin Innes che viene centrato in piena faccia. Altre bottiglie volano sul quadrato.
I due uomini d’angolo del pugile spagnolo protestano contro la folla che continua a tirare bottiglie di plastica. Il pugile iberico fischia per richiamare l’attenzione di qualcuno, è pronto a farsi valere. Il tecnico che dovrebbe annunciare il risultato tentenna, cresce la tensione.
Finalmente viene letto il verdetto. Lo spagnolo vince per rsc 1 (referee stops contest, ovvero kot).
L’arbitro scende dal ring.
Un’altra pagina scura della boxe targata dilettantistica si è appena conclusa.

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