Mondiali donne. Testa vince con merito un match semplice, non entusiasma

Irma Testa (a destra nella foto) passa il primo turno senza lasciare il segno del suo reale valore.
Vince (split decision, 4-1: quadruplo 30-27 per lei, un 28-29 per l’altra), ma non è questo il dubbio che mi rimane dentro. Non so se un avvio così misurato, con il freno a mano tirato direbbe qualche vecchio della mia generazione, sia stato un atteggiamento calcolato. Il Mondiale è lungo e lei, per colpa di un’IBA che non riesce a farne una giusta, parte con l’handicap. Niente teste di serie ha deciso la Federazione mondiale, Irma con il bronzo olimpico dello scorso anno lo sarebbe sicuramente stata, ma sorteggio libero. Quindi primo match subito, nei trentaduesimi. Tra il primo passo e la finale ci sono altri quattro incontri.
E allora, forse, si va di strategie. Inutile spingere a tavoletta fin dall’esordio. La rivale non incuteva sufficienti timori per richiedere il meglio di Irma sul ring.
Fatoumata Marine Camara, 27enne di Clamart, nove chilometri dal centro di Parigi, è di mamma francese. Ma lei combatte per la nazione del papà, che è del Mali. Una mancina che ha conquistato l’argento ai Giochi Africani di Rabat nel 2019. Una ragazza di carattere, una che non si è lasciata intimidire dal curriculum dell’italiana. È salita sul ring convinta e capace di giocarsi le sue carte. È andata a segno più di una volta, niente di trascendentale, ma abbastanza per tenerla nel match.
Irma Testa ha vinto con pieno merito, ma senza lasciare grandi ricordi. Il combattimento con cui ha aperto il viaggio lungo la strada del Mondiale, non è di quelli che rimarranno nella memoria collettiva. Ha vinto senza rischiare, e questo è un bene. Ha vinto senza mettere la sua firma sulla sfida, e questo è l’elemento che mi lascia dei dubbi. Remare senza sforzarsi può essere giusto, ma a volte è anche il segnale di qualche granello che blocca il meccanismo.
Niente di preoccupante, troppo chiara la superiorità. Ma lasciare spazi e campo alla Camara, che fino a questo pomeriggio non ne aveva mai avuti a livello mondiale, non è qualcosa che può entusiasmare.
Prossimo appuntamento mercoledì 11 maggio, nella sessione delle 18, contro la giapponese Mona Kimura, lei sì baciata dalla sorte al punto di avere goduto del bye.
Sarà la seconda tappa verso l’obiettivo.

RISULTATO – (Mondiali femminili) Trentaduesimi, pesi piuma (57 kg) Irma Testa (Italia) b. Fatoumata Marine Camara (Mali) split decision 4-1 (30-27, 30-27, 30-27, 28-29, 30-27).

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