Canelo, la crescita di peso, le sfide nei cruiser e nei massimi

Saul Canelo Alvarez ha esordito al professionismo a 15 anni, nel 2005.
Pesava 63,050 kg. In pratica, combatteva da superleggero.
L’anno dopo accusava 66 kg.
Nel 2011 saliva a 69.850.
L’escalation non si fermava.
2017: 74,390.
2018: 75,750.
2019, il picco: 79,100.
Poi rientrava a 76,200 nell’anno in corso.
Ha vinto il titolo nei superwelter, medi, supermedi e mediomassimi.
Ha un record di 57-1-2, 39 vittorie per ko.
Ora vuole attaccare il mondiale massimi leggeri (attorno ai 91 chili) e massimi (oltre i 91, a meno che non provi nel WBC. In quel caso sarebbe sopra i 101,600).
Dicono che il 7 maggio a Las Vegas potrebbe affrontare Ilunga Makabu, campione dei cruiser per il WBC. Canelo è più basso di 10 centimetri e, al momento, dovrebbe aumentare il peso di oltre 14 kg.
Più azzardato sarebbe il tentativo, anche di questo si è parlato, contro Oleksandr Usyk nei massimi. I numeri. Canelo è alto 1.73 (fonte boxrec.com) e pesa 76,200. L’ucruaino è 1.91 per 101,600.
Dall’esordio a oggi, Alvarez ha messo su tra i 13 e 16 chili di peso. Nel caso in cui davvero dovesse affrontare un massimo, il gap tra partenza e arrivo sarebbe di oltre 28 chili.
Non so. Non sono competente in materia, riporto i numeri.
Saul Canelo Alvarez ha dimostrato di essere bravo, forte. A 168 pound (supermedi) ha sconfitto Callum Smith, Billy Joe Saunders e Caleb Plant. A 175 pound (mediomassimi) ha battuto Sergey Kovalev. Andare oltre significherebbe avventurarsi su un terreno sconosciuto.

Nel lontano 1909 un grande medio di nome Stanley Ketchel (al peso 77,200 kg, per 1.75 di altezza) sfidava il re dei massimi Jack Johnson (93,200 kg, per 1.89 di altezza). La differenza di struttura era imbarazzante, al punto che l’organizzatore Jim Coffroth imponeva a Ketchel di indossare un enorme cappotto, tre misure superiore alla sua taglia naturale (foto sopra), durante le operazioni di peso. Il giovanotto calzava anche un paio di stivali con circa dieci centimetri di suola. Il risultato era un equilibrio precario che lo costringeva a goffi movimenti sotto gli scatti dei fotografi.
Nel corso del mondiale Stanley riusciva a mettere al tappeto Johnson, ma alla fine veniva letteralmente distrutto. Le immagini d’epoca riportano in tutta la loro evidenza la diversa struttura fisica dei due rivali.
Stavolta la massa muscolare potrebbe invece non risultare così sproporzionata.
Comunque vada, un pugile alto 1.73 che accusi un peso di oltre 91 kg, non scatenerebbe in me sensazioni positive. Ma sicuramente stimolerebbe domande che non troverebbero risposte.
È la boxe. Un mondo in cui i dubbiosi finiscono all’inferno, nel girone dei miscredenti.
Il sipario cala mentre il dito indica l’incertezza sui pronostici dei match.
La Luna, lassù, è immersa nel buio.



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