Boxe alle Olimpiadi. In futuro, computer al posto dei giudici?


Morinari Watanabe è stato rieletto presidente della Federazione Mondiale di Ginnastica.
In un’intervista in esclusiva pubblicata da insidethegames.biz ha dichiarato che in futuro il computer potrebbe prendere il posto dei giudici.
“I due elementi fondamentali da tenere in considerazione sono trasparenza e integrità. Oggi i computer con immagini a 3D servono da supporto ai giudici nelle competizioni di ginnastica, in futuro potrebbero anche prenderne il posto. Atletica e nuoto hanno i tempi, sono quelli a indicare vincitore e classifica. Gli sport che si fanno con la palla sono facili da capire. Se una squadra segna il gol è evidente a tutti. Poi ci sono altri sport, come il nostro, che sono interpretati soggettivamente dagli uomini. Forse, in futuro, potrebbe non essere più così”.
Watanabe è stato nominato nel 2019 capo della Task Force che ha gestito il torneo olimpico di pugilato per i Giochi di Tokyo 2020. L’IBA, la federazione che si occupa di boxe a livello dilettantistico, è ancora sotto la sospensione decisa due anni fa dal CIO a causa di cattiva governance, problemi di gestione finanziaria, impropria condotta di giudici e arbitri. Resterà sospesa sino al 2023, poi sarà sottoposta a un nuovo esame. Al momento il pugilato non è inserito nel programma olimpico di Los Angeles 2028.
La domanda sorge spontanea.
Ammesso che la boxe riesca a recuperare il posto perso ai Giochi, andremo verso l’utilizzo dei computer al posto dei giudici anche in questo sport?
Se ciò dovesse accadere sarebbe l’ennesima sconfitta di una disciplina dalle antiche tradizioni che per salvarsi si deve disfare dell’uomo, sostituendolo con una macchina. Non è il discorso nostalgico di un vecchio tifoso. Io non soffro di nostalgia, sono semplicemente deluso, triste, avvilito. Se in un futuro non lontano, la tecnologia dovesse essere chiamata a giudicare, attraverso complessi algoritmi e chissà quali altre innovazioni, il comportamento di un pugile sul ring ci troveremmo davanti alla fine della nobile arte. Il pugilato non avrebbe più alcun titolo per definirsi tale.
Come dice giustamente Watanabe, lo sport ha bisogno soprattutto di trasparenza e integrità. Due elementi che evidentemente la boxe non sarebbe in grado di offrire, se non attraverso complessi strumenti tecnologici che prenderebbero il posto dell’uomo.
Ma non è ancora arrivato il tempo delle lacrime. I computer al posto dei giudici al momento sono una concreta visione futura solo per la ginnastica. Ma gli elementi comuni alle due discipline, soprattutto se a gestirle a livello olimpico sarà lo stesso presidente, non sono pochi.
Aspettiamo per capire se e come sarà uccisa la passione di milioni di tifosi.
Quando poi leggo sul sito della ESPN il titolo: Che vi piaccia o no, il 2021 è stato l’anno di Jake Paul, e se lo è guadagnato, capisco che davvero (come sostengo da tempo) nella boxe il peggio non ha mai fine. Quando pensi che siano arrivati in fondo, riprendono a scavare.
Buone feste a tutti.


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