Massimi Wbc, i giudici (dei tribunali) decidono i mondiali


Ancora una volta gli unici verdetti da rispettare saranno redatti dai giudici (quelli veri, non quelli a bordo ring). Siamo talmente assuefatti a questo fantapugilato che accettiamo ogni assurdità senza porci domande. Prendiamo il titolo mondiale dei pesi massimi nella versione WBC.
Tyson Fury e Anthony Joshua avrebbero dovuto affrontarsi, ma un ex giudice, al termine di un arbitrato, ha sancito il diritto di Deontay Wilder a disputare il terzo match contro Fury.
E adesso che la parte di Tyson Fury (Bob Arum e Frank Warren) è d’accordo con quella di Dillian Whyte (Eddie Hearn) per fare incontrare i due a fine febbraio/inizio marzo 2022, il mondiale potrebbe saltare di nuovo perché il WBC si è rifiutato di designare Whyte sfidante ufficiale, nel momento stesso in cui lo stesso peso massimo britannico ha in portato in tribunale l’Ente che a suo giudizio allunga oltre ogni ragionevole misura ogni decisione.
L’assurdità non è quanto è stato stabilito da un ex magistrato o quello che stabilirà un giudice, non è quello che dice Whyte, non è quello che argomenta il WBC. L’assurdità è nel modo di gestire la boxe mondiale. Soprattutto tra i pesi massimi.
L’Articolo III delle WBC Rules and Regulations stabilisce le linee di comportamento degli affiliati al World Boxing Council per i titoli. Al comma 3.11 si legge…
Politica di rivincita immediata. Il WBC non riconosce clausole di rivincita immediata negli accordi di combattimento e non sanziona né autorizza rivincite immediate.
Chiaro?
E allora perché Fury, Wilder, Arum, Warren, Haymon e Finkel hanno firmato un accordo per tre match?
Perché gli ultimi tre combattimenti per la corona sono stati disputati da Tyson Fury e Deontay Wilder?Perché è stato possibile firmare un contratto, con l’avallo del WBC, in cui si definisce l’obbligo di un terzo match? Perché dal primo dicembre 2018 nessun altro pugile ha potuto battersi per la cintura dei massimi di questa sigla, tranne quei due signori?
Sono tre anni che una questione sportiva si è tramutata in un fatto privato.
Il WBC è lo stesso Ente che…
1. ha permesso a Wilder di non affrontare lo sfidante ufficiale per oltre due anni.
2. ha tenuto Dillian Whyte campione ad interim per tre anni e solo dopo che il pugile ha vinto la causa in un Tribunale di New York, ha annunciato che si sarebbe sicuramente battuto per il titolo entro il 22 febbraio 2021 (impegno non mantenuto)
3. tiene in sospeso il mondiale massimi che ha reso obbligatorio con un comunicato ufficiale: il vincitore del match tra Tyson Fury e Deontay Wilder avrà trenta giorni di tempo per raggiungere un accordo con Oleksandr Usyk, campione per Wba, Ibf, Wbo, Ibo, per l’unificazione del titolo. Nel caso in cui l’accordo non fosse raggiunto, il campione della cintura Wbc dovrà affrontare il campione ad interim dell’ente.
Cioè Dillian Whyte. Poi però ha preso tempo e Whyte è tornato in tribunale.
Ogni volta che parlo delle regole WBC, ne aggiungo sempre un’altra. L’unica che conti realmente.
1.1
Il Wbc è libero di decidere come vuole, sempre e comunque, qualsiasi sia la situazione, chiunque siano i protagonisti, a prescindere dalle regole. Fatevene una ragione.
Concludo riportando l’ultima idea di Frank Warren e Bob Arum.
Tre match per Tyson Fury nel 2022. Il primo contro Dillian Whyte, poi Andy Ruiz jr e infine il vincitore di Usyk vs Joshua, il solo match che mi sembri interessante.


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