Operato il 25 agosto, domani Salvo cerca la finale mondiale!

Il 25 agosto a Torino il dottor Davide Blonna, specialista di chirurgia della spalla del gomito, lo ha operato per una lesione del tendine bicipite al gomito. Si era strappato, è stata necessaria una ricostruzione dei tessuti.
Domani Salvatore Cavallaro salirà sul ring di Belgrado per cercare di conquistare la finale ai Campionati del mondo.
Ho provato a capire come sia stato possibile questo che appare come qualcosa di incredibile. Ho sentito le testimonianze dell’equipe che lo ha aiutato a recuperare da un infortunio, per il quale occorrono mediamente sei mesi.
Prima di riportare le parole dei medici che hanno reso possibile questo risultato, riassumo lo svolgimento del caso così come me lo ha raccontato Giovanni Cavallaro, il papà di Salvo.
“È stato operato il 25 agosto. Il medico che lo ha operato ha dato l’indicazione su come procedere. La preparazione atletica è durata dieci giorni. Si è poi allenato per 30 giorni con il solo braccio destro. Ha fatto anche sparring solo con quel braccio. Il sinistro ha cominciato ad usarlo a meno di due settimane dalla partenza per Belgrado”.
Momenti difficili, durante la fase di riabilitazione?
“La prima volta che è tornato a usare il sinistro, ha sentito dolore. Si è scoraggiato. Mi ha detto: Papà, si è rotto di nuovo! Invece era semplicemente un dolore naturale provocato da un arto che era stato a lungo immobilizzato”.
E adesso?
“Adesso vuole prendersi quello che è suo. Ha grandissima fiducia nel direttore tecnico Emanuele Renzini e nell’intero staff tecnico della nazionale, oltre che nel presidente Flavio D’Ambrosi”.
Ecco i protagonisti dell’impresa.
Il dottor Davide Blonna.
“Un fattore importante in questo recupero veloce è stata la tempestività dell’intervento. È un’operazione delicata e i tempi solitamente sono molto più lunghi. Altro fattore positivo l’uso di materiali e tecniche di ricostruzioni ottimali, moderne. E infine, un aspetto fondamentale è costituito dalla forte volontà del ragazzo”.
Il massoterapista sanitario Antonio Reitano.
“Dopo le indicazioni del fisiatra sui tempi di recupero post operatori, abbiamo fatto dello stretching nella fase iniziale, poi siamo passati al recupero dell’articolarità sia attiva che passiva della spalla, abbiamo fatto immobilizzazioni, lavorato con un massaggio trasverso profondo per quanto riguarda tutti i muscoli coinvolti. Questo massaggio è una digito pressione che aiuta sia a bloccare la formazione di tessuto fibroso cicatriziale, che a riposizionare le fibre di collagene nel loro allineamento normale. Abbiamo ripreso quasi subito la simulazione dei gesti atletici”.
Giusy Consoli, laureata in Scienze Motorie. Mamma di Salvo.
“Nel periodo post operatorio mi sono occupata di mio figlio. Ho trattato il ragazzo con bande elastiche, con trattamenti preventivi in modo che andasse a irrobustire la zona danneggiata. Ho lavorato in equipe con il fisioterapista. Ho curato anche la posturologia, in quanto gli serviva nel periodo di allenamento. Il percorso rieducativo è durato quasi quattro settimane. Poi Salvo è tornato in nazionale per gli allenamenti, secondo il programma stabilito dai tecnici”.
Dell’equipe ha fatto parte anche il dottor Fabio Teriaca, ortopedico, fisiatra.
Recupero lampo, medaglia in tasca.

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