Mondiali. Mouhiidine vince un combattimento davvero brutto

Un match di un’imbarazzante bruttezza. Un clinch continuo, lungo tre round. E nulla più. L’unico momento positivo della serata arriva alla fine, quando l’abitro donna statunitense alza il braccio di Aziz Abbes Mouhiidine.
L’armeno Narek Manasyan sembrava un novellino calato in uno scenario a cui non apparteneva. Doveva a tutti i costi impedire che sul ring ci fosse un briciolo di pugilato. C’è riuscito. Muhiidine non ce l’ha fatta a impedirglielo, ha accettato di subire quella boxe sporca, fatta di trattenute, guantoni strusciati sulla faccia, colpi sulla nuca, lunghi momenti senza la possibilità di tirare un solo colpo.
L’azzurro non ha mai provato a fare una boxe diversa. L’altro gli veniva addosso e lui lo accompagnava in un giro di danza. Un balletto brutto, senza un minimo di richiamo all’arte pugilistica. Colpi? Pugni? Meglio evitare. Pochi, pochissimi. Nel primo round ne ha messi più a segno l’armeno, negli altri due ne ha piazzato qualcuno in più l’azzurro.
Alla fine risultato giusto. Bene il passaggio del turno. Meno bene, davvero meno bene, tutto il resto.
Prossimo match venerdì 29 ottobre per i sedicesimi nella categoria 92 Kg contro Toni Filipi, croato.

92 KG. (trentaduesimi) Aziz Abbes Mouhiidine b. Narek Manosyan (Arm) 5-0 (30-27, 29-28, 29-28, 30-27, 29-28).

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