Mondiali. Fenomeni da Cuba, l’Italia sul ring per ricostruire

Stamattina guardavo l’albo d’oro dei Mondiali, sul desktop del computer avevo quello del 1974, la prima edizione. Da paura. Teofilo Stevenson nei massimi, Mate Parlov nei mediomassimi, Rolando Garbey nei welter, Ayub Kalule nei superleggeri, Howard Davis nei piuma, Wilfredo Gomez nei gallo. E gli altri che completavano il quadro non erano da meno. I mondiali erano e sono una grande vetrina.


Quattro uomini, sei ori. Così l’Italia è entrata nella storia di questa competizione: Tommaso Russo (1991, pesi medi), Clemente Russo (2007 e 2013, pesi massimi), Domenico Valentino (2009, pesi leggeri), Roberto Cammarelle (2007 e 2009 pesi supermassimi).
I tempi però cambiano, sono cambiati.
Oggi pomeriggio cerimonia d’apertura, da domani si comincia. A Belgrado la nazionale azzurra maschile (foto in alto dal profilo Twitter dell’AIBA) riparte portandosi dietro un peso enorme, la non qualificazione per l’Olimpiade di Tokyo 2020. Una vergogna difficile da cancellare. Quella che salirà sul ring serbo sarà una squadra in costruzione, non si può pensare di cancellare la figuraccia e tornare sul podio dopo pochi mesi. L’Italia ha bisogno di tempo. Per capire che tipo di lavoro si stia facendo sarà sufficiente meno di un anno. Per tirare il primo bilancio importante, dovremo aspettare settembre 2023, quando a Tashkent in Uzbekistan si disputerà la prossima edizione dei Mondiali maschili. Per avere risultati a livello assoluto, occorreranno due cicli olimpici, Parigi 2024 sarà una tappa non il punto di arrivo.
Il problema è che siamo a digiuno da troppo tempo.
Da tre Mondiali (2015, 2017, 2019) non saliamo sul podio, zero medaglie anche nelle ultime due Olimpiadi (Rio 2016, Tokyo 2020). Nessun qualificato per i Giochi in Giappone.
Impossibile nascondere la realtà. Si riparte da zero.
I Mondiali di Belgrado 2021 sono l’evento peggiore per tornare a sorridere. Centocinque nazioni in gara, seicentocinquanta pugili, molti dei quali di altissimo livello. Prendiamo la squadra cubana. Schiera quattro fuoriclasse che hanno vinto sia l’oro olimpico che quello mondiale: Andy Cruz (leggeri), Roniel Iglesias (welter), Arnel Lopez (mediomassimi), Julio LaCruz (massimi). Ci sono poi tutti i Paesi dell’Est carichi di tradizione e fame di vittoria.
Quest’anno ci sono i soldi in ballo ed è inutile nascondersi. La possibilità di portare a casa 100.000 dollari farà aumentare a dismisura la competitività.

Noi porteremo sul ring tante speranze e nessuna certezza. È giusto che in questa fase sia così, i miracoli nello sport non esistono. Da Belgrado ci attendiamo un segnale che ci faccia pensare che, lavorando intensamente e con metodo, si possa guardare con un po’ di ottimismo al futuro. Per ora non chiediamo medaglie, sarebbe un sogno, ma prestazioni di cui essere orgogliosi.

PROGRAMMA
Oggi (ore 19): Cerimonia di Apertura
Da domani al 2 novembre (ore 13 e ore 18): Preliminari
3 novembre: Giorno di Riposo
4 novembre (ore 13 e ore 18): Semifinali
5 e 6 novembre (ore 18): finali

DOVE VEDERLI
https://www.youtube.com/c/AIBABoxingOfficial

L’ITALIA
Nicola Cordella (48 kg)
Federico Serra (51)
Manuel Cappai (54)
Raffaele Di Serio (57)
Simone Spada (60)
Gianluigi Malanga (63,500)
Vincenzo Mangiacapre (67)
Francesco Faraoni (71)
Salvatore Cavallaro (75)
Simone Fiori (80)
Aziz Abbes Mouhiidine (92).

CAMPIONI ISCRITTI
Andy Cruz Gomez, Roniel Iglesias, Arlen Lopez and Julio La Cruz (Cuba), Hovhannes Bachkov (Armenia), Loren Alfonso Dominguez (Azerbaijan), Wanderson de Oliveira and Abner Teixeira (Brasile), Javier Ibanez and Radoslav Pantaleev (Bulgaria), Yuberjen Martinez Rivas (Colombia), Billal Bennama and Sofiane Oumiha (Francia), Nelvie Tiafack (Germania), Sanjeet Sanjeet and Sachin Kumar (India), Reito Tsutsumi (Giappone), Saken Bibossinov and Aibek Oralbay (Kazakhstan), Azat Usenaliev (Kyrgyzstan), Enkhmandakh Kharkhuu (Mongolia), Eumir Marcial (Filippine), Vsevolod Shumkov and Dzhambulat Bizhamov (Russia), Atichai Phoemsap (Tailandia), Tsotne Rogava (Ucraina), Mirazizbek Mirzahalilov, Hasanboy Dusmatov and Shakhram Giyasov (Uzbekistan).

NOVITA’


Tredici le categorie.
Bianchi i guantoni, con il logo dell’AIBA sul fronte.
Gli indumenti dei pugili sul ring saranno del colore dei loro angoli. Sulla divisa i pugili potranno inserire i colori della loro nazione.
Al vincitore sarà consegnata una cintura di campione del mondo e una medaglia in oro solido.
All’altro finalista una medaglia in vero argento.
Ai due sconfitti in semifinale, bronzo.

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