In Costarica la farsa è andata in scena. WBA e WBC l’hanno chiamata campionato del mondo…

Le Associazioni mondiali di pugilato, come si dice dalle mie parti, non conoscono la vergogna. Sabato a San Josè, Costarica, su un ring che mi è sembrato di dimensioni minori di quelli tradizionali, si è svolto un match valido per il titolo vacante WBA dei mediomassimi e quello vacante WBC dei massimi.
Sul ring Hanna Gabriels e Martha Patricia Lara Gaytàn.
La Gabriels ha vinto il suo quarto titolo in altrettante categorie di peso, a 38 anni ha messo assieme un record di 21-2-1, 12 ko. È stata la prima a mettere knock down Clarissa Shields, cedendo poi ai punti.
L’altra non si muove su questi livelli. Il suo record dice 12-9-0. Dal 2 ottobre 2015 a oggi ha messo assieme due vittorie e sette sconfitte. Nell’ultimo match era rimasta in piedi 1:17 contro Shadasia Green, che (ovviamente) non è stata interpellata per questi titoli vacanti. Nonostante il disastro degli ultimi sei anni, la Gaytàn è numero 7 per WBA e WBC tra i supermedi. Figuratevi chi possano essere le atlete che la seguono in classifica…
Stavolta ha perso per kot dopo 1:59 del secondo round. Zero pugni a segno, una decina quelli subiti nelle due riprese. Ha chiuso con il volto triste, qualche lacrima e la consapevolezza di avere fatto una pessima figura.
L’altra ha celebrato il successo indossando la corona, che nel caso specifico era di carta e aveva la scritta BURGER KING.
Hanna Gabriels deve avere una corsa preferenziale all’interno della WBA. Nel penultimo match aveva infatti difeso il titolo dei superwelter contro Sara Dwyer (3-4-2), vincendo nettamente ai punti in 10 round.
Come ho scritto nell’articolo di presentazione: “Con questo incontro il pugilato si confina in una nicchia scura, al limite della farsa”.
Nessuno credo riuscirebbe a spiegare come possa essere stato permesso di disputare un mondiale unificato a una atleta con…
Un record di 11-9-0
Sei sconfitte negli ultimi otto match
Una sconfitta per ko 1 nell’ultimo incontro
Martha Lara Gaytàn, che in carriera ha segnato anche 84 kg sulla bilancia (sabato pesava qualca in più), è stata portata a boxare in un match in cui ha rischiato molto. Non solo la sconfitta. Si è arresa dopo meno di quattro minuti.
Nessuno la incolpa per la deludente prestazione.
In questo caso le colpe vanno cercate esclusivamente tra i dirigenti di World Boxing Council e World Boxing Association che hanno dato il nulla osta alla sfida.
Per fortuna nessuno ha subito danni seri.
Il pugilato femminile ne esce comunque fortemente danneggiato.




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