Loro hanno deciso. I più deboli devono rassegnarsi a non essere curati…

Settimo titolo nella homepage del sito del Corriere della Sera di ieri, 11 gennaio 2021.

Testo.
Quando la scarsità rende le risorse insufficienti rispetto alle necessità, i principi di etica possono consentire di allocare risorse scarse in modo da fornire trattamenti necessari preferenzialmente a quei pazienti che hanno maggiori probabilità di trarne beneficio” (testo elaborato dal dipartimento Prevenzione del ministero della Salute che sarà sottoposto all’esame delle Regioni).
Un salto indietro di cent’anni.
C’è scarsità di posti in terapia intensiva e difficoltà nel reperimento di posti letto in ospedale. Scarsità di personale medico e paramedico. Ma questi sono gli effetti, le cause e i colpevoli vanno cercati tra chi negli ultimi venticinque anni ha fatto tagli per trentacinque miliardi di euro alla Sanità. Chi ha provocato la riduzione del personale paramedico fino a 11.000 unità, fino a 8.000 tra i medici . Chi ha inventato l’accorpamento degli ospedali, favorito il dirottamento del pubblico verso il privato.
Adesso, non contenta di avere minato alla base gli elementi che avrebbero potuto salvaguardare la sanità pubblica, la classe politica italiana si lancia nell’ennesima follia. Si rischia la crisi, si corre il pericolo di nuove elezioni. Uno stallo che produrrebbe mesi di vuoto assoluto e il crollo definitivo dell’economia. Viviamo in un Paese che pensa che la democrazia sia la possibilità di fare ciascuno quello che vuole, ignorando gli altri, la collettività. Avendo come riferimento solo sè stessi.
I più deboli, come sempre, sono a rischio.
Sono deboli e quindi non vanno aiutati, sono anzi inevitabilmente condannati a soccombere.
Dove eravate voi grandi pensatori che oggi decidete in questo modo sul nostro futuro, che ora ci buttate giù dai letti, dove eravate quando accadeva lo sfascio della Sanità pubblica?
Aveva ragione Fëdor Dostoevskij.
“La gente spesso parla di crudeltà bestiale dell’uomo, ma questo è terribilmente ingiusto e offensivo per le bestie: un animale non potrebbe mai essere crudele quanto un uomo, crudele in maniera così artistica e creativa”.

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