Tyson e Jones jr, custodire i ricordi senza illudersi costa fatica…

Hanno messo in vendita le foto del loro passato, hanno lucrato sui ricordi. Lo show di ieri notte è stato esaltante (forse) solo per gli organizzatori.
Mike Tyson e Roy Jones jr sono saliti sul ring e hanno offerto l’immagine del tempo che è stato, l’hanno fatto per portare soldi nelle casse di chi aveva messo in piedi lo spettacolo e, spero, anche sul loro conto. Beneficenza a parte.
In forma fisicamente, capaci di apprezzabili gesti tecnici, di qualche lodabile combinazione. Sì, ma riferita a una seduta di sparring over 50. Perché questo è stato.
Non poteva essere un match, volevano farci credere che non fosse un’esibizione.
E così qualche ooohh di gioia per alcuni movimenti sul tronco di Tyson, per qualche jab di Roy Jones jr, per un paio di ganci di Iron Mike. Ma quanti clinch, quanti tempi morti, quanti colpi a vuoto, quanta noia.
Che volevi da un pugile che ha 54 anni e mezzo e da un altro che ne compirà 52 il prossimo mese?
Niente. Avrei solo preferito che non salissero sul ring.
Perché così facendo hanno davvero tirato giù il telo che proteggeva la boxe moderna. Non quella che giovani pugili di talento combattono sui ring di tutto il mondo, ma quella che non lascia più amore negli occhi e nel cuore della gente. E allora ci si rifugia nel passato. Può essere bello. Si scartano i momenti brutti, si godono quelli esaltanti e ci si sente felici come allora. Ma la vita va vissuta oggi, giorno per giorno, il riferimento deve essere il futuro. La memoria serve a non commettere errori, a emozionarsi ritornando con la mente ai giorni felici. Ma non può essere usata da altri per ingannarci, per abbindolarci mettendo illusioni sul piatto dello spettacolo spacciandole per verità.
Tyson era in perfetta forma, un ottimo atleta. Per un uomo della sua età.
Ecco, se ci fermiamo a questo concetto, si può anche discutere. Avventurarci al gradino successivo vorrebbe dire offendere il suo passato. Ma era una esibizione! Lo sento quel grido. Ma non può essere un’esibizione solo quando vi fa comodo.
Sono stati bravi, ciascuno nel loro ruolo. Preparati sul piano fisico e atletico, anche se il ritmo delle otto riprese da due minuti è stato più da ballo lento che da rock&roll. A molti è bastato questo per sentirsi appagati, la goduria di vedere il santino nuovamente esposto, dopo essere stato per tanto tempo nascosto in sacrestia, ha provocato attacchi di nostalgia.
Non si torna indietro nel tempo. Purtroppo. E ogni tentativo per creare questa illusione è un’utopia, può solo provocare danni. Ho letto in giro che Iron Mike batterebbe molti dei pesi massimi di oggi, che potrebbe addirittura cimentarsi in una sfida mondiale. Non accettiamo la realtà perché non ci piace, perché vorrebbe dire riconoscere il percorso che abbiamo compiuto, quello che potremmo compiere. Gli eroi di ieri sono i nostri eroi. Quelli di oggi spesso neppure li conosciamo. Meglio pensare che lo scorrere del tempo si sia fermato, che il passato possa tornare ad essere il presente. Siamo attaccati ai ricordi, separarcene ci sembra impossibile. Custodirli senza illuderci costa fatica.
Mike Tyson è stato un campione.
Roy Jones jr è stato un fenomeno.
Ma tutto questo accadeva molti anni fa.
Le vecchie foto a volte riscaldano il cuore, altre provocano solo tristezza.
Soprattutto se in mezzo ci sono i soldi.

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