Oliva: Tyson e Jones jr sul ring? Una buffonata che fa male alla boxe

Patrizio Oliva, che pensi del fatto che Mike Tyson e Roy Jones jr sabato prossimo saliranno su un ring per prendersi a pugni?
Una cosa è se lo faranno per beneficienza, un’esibizione a ritmi moderati. Un’altra se, come dicono, trasformeranno l’evento in un match. Ma stiamo scherzando?
In che senso?
Fare un combattimento vero a 54 anni sarebbe estremamente pericoloso. Il corpo invecchia, i tempi di recupero si allungano, la resistenza cala. È la natura. Tyson non combatte da 15 anni e negli ultimi incontri veri non è certo andato bene, rimediando tre sconfitte in quattro match. Adesso, dopo tanto tempo e alla sua età, parla di sfida vera. Dall’altra parte c’è Roy Jones jr, uno che ha preso suonate memorabili contro Lebedev e Maccarinelli. È stato un grande, un fenomeno del pugilato. Ma a 51 anni farebbe meglio a non parlare di match a viso aperto.
Dicono che sarà un’esibizione, la Commissione Atletica della California giura di avere mandato sul ring l’arbitro Ray Corona per evitare brutte sorprese. Se vedrà che uno dei due proverà a portare colpi pesanti, sospenderà subito l’evento.
E allora sarà sancita la buffonata. Negli Stati Uniti faranno pagare 50 dollari per vederli in televisione e poi al primo colpo un po’ più duro fermeranno tutto? Sono proprio curioso di vedere come riusciranno a impedire a Tyson di pressare e colpire. Il suo pugilato è sempre stato solo questo. Pressare e colpire, pressare e colpire. E adesso dovrebbe mettersi a scherzare sul ring con uno come Roy Jones jr che in questo gli è superiore? Voglio vedere cosa accadrà quando l’arbitro avvicinerà Tyson per dirgli: Vai piano o smetti.
Che pensi di tutto questo?
Lo ripeto, è una buffonata. Stanno promuovendo l’evento in modo non corretto. Da una parte dicono: Tranquilli, sono due over 50, ma è un’esibizione. Dall’altra fanno dire a Tyson e Jones j: Io vado sul ring e lo metto ko. L’importante è che la gente tiri fuori i cinquanta dollari.
Tyson ha detto che darà la sua borsa in beneficenza.
Ma voi credete che in America qualcuno metta in piedi un’operazione come questa, investa tanti soldi per comprare i diritti televisivi, mettere in atto la trasmissione in pay per view, organizzare l’evento e devolva l’incasso in beneficenza? Sì? Voi siete liberi di crederci, io mi tiro fuori.


In molti, anche in Italia, hanno detto che tutto questo gran parlare di boxe abbia fatto bene alla promozione dello sport.
Non sono d’accordo. È una promozione che genera un’idea falsa del pugilato. Un uomo di 54 anni e uno di 51, entrambi con un finale di carriera assolutamente non all’altezza del loro passato, da tempo lontani dal ring, avversari in un match vero? Perché è questo che, nonostante le smentite, stanno vendendo. Perché dovrebbe fare del bene alla boxe? Farà credere a tutti che il pugilato sia quello che andrete, io non ci sarò, a vedere sabato prossimo. Mi suona tutto falso. Se non sarà match, sarà una buffonata che non avrà niente a che vedere con il pugilato vero. A vincere saranno quelli che alla fine del gioco si metteranno i soldi in tasca, se soldi ce ne saranno.
Lo sai che i bookmaker hanno dato le quote per il match?
E qui siamo in pieno paradosso. Non ci sarà verdetto, così dice la Commissione Atletica della California. Come faranno a sapere chi ha vinto? Che senso ha aprire le scommesse?
Negli Stati Uniti danno spesso delle etichette ai combattimenti. Questo come lo chiameresti?
Un affare per pochi.

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