La scomparsa di Nenci argento all’Olimpiade di Melbourne 1956

A volte basta un nome per regalarti un viaggio nel tempo.

Di Franco Nenci ho sentito solo parlare, quando lui chiudeva l’attività di pugile io cominciavo a occuparmi di questo sport. Oggi che se ne è andato per sempre, mi accorgo di avere perso una grande occasione.

È stato un uomo che Livorno ha sempre amato, anche perché ha portato da quelle parti una ventata di entusiasmo.

Leggo la sua storia sui giornali livornesi. E mi sembra di entrare in un clima di romanticismo che mi affascina. Apprendo dei suoi spettacoli all’Odeon, all’Arena Astra, al Politeama, al Lazzari. Trovo anche nei nomi dei suoi compagni di avventura un buon motivo per dare una scossa ai sentimenti. Loro si chiamano Mario Sitri, Franco Brondi, Luigi Tassi, Ettore Guzzo e Pietro Ziino che a Livorno non era nato, ma che quella città aveva subito adottato.

Era un ottimo tecnico il Nenci. Veloce, preciso. Aveva tutto per diventare, in particolare tra i dilettanti, un pugile di successo. E così è stato.

Essere selezionato e poi scelto da uno come Steve Klaus è già un merito di cui vantarsi per il resto della vita. È il maestro che ha rivoluzionato la boxe di casa nostra, e Franco Nenci è stato uno dei suoi azzurri all’Olimpiade di Melbourne 1956. Boxava nei pesi superleggeri.

Un’Olimpiade maledetta per noi.

Salvatore Burruni era la punta della squadra. Nei mosca era uscito al match d’esordio.
L’altro leader era Giulio Rinaldi, era andato fuori nei quarti. Non era rientrato nei limiti di peso.

Bronzo per Mino Bozzano nei massimi.

Il miglior risultato era stato proprio quello del Nenci.

Batteva Gul, pakistano, ko nell’ultimo round del primo turno.

Poi vittorie ai punti sul tedesco Roth, l’argentino Marcilla e il rumeno Dumitrescu.

In finale trovava il sovietico Vladimir Yengibaryan, campione europeo a Varsavia nel ’53.

Perdeva ai punti, ma al rientro a casa veniva accolto con una grande festa. Il sindaco Badaloni in prima fila.

La boxe l’aveva scoperta a 17 anni, nel primo dopoguerra (l’azzurro era nato il 27 gennaio del ’35), ovviamente all’Associazione Pugilistica Livornese, all’interno del Mercato Centrale,

Subito dopo i Giochi australiani era passato professionista. Sarebbe rimasto sul ring fino al 1967. Quando ne era sceso il suo record recitava 36-13-8, tre ko all’attivo.

Lasciato l’agonismo, si era dedicato all’insegnamento. Era andato avanti fino a due anni fa.

Oggi, a 85 anni compiuti, ci ha lasciati.
E tutti noi ci sentiamo più soli.

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