La notte magica di Gianfranco Rosi, l’umbro di ferro (video)

il


Perugia, 2 ottobre 1987

Sì, è lui Rocky. Quello vero. Soffre, ma non si lascia calpestare.
E diventa campione, non certo per caso.
Gianfranco Rosi fa impazzire Perugia. Strappa ad Aquino il mondiale con un match senza errori. In ogni istante del combattimento è perfettamente consapevole di quello che deve fare.
Parte come una scheggia. L’altro si aspettava un avvio meno pimpante, ma Gianfranco sa che è indispensabile imporre subito la sua legge.
Nei sei round iniziali anticipa, praticamente sempre, il messicano. Poi, ferito nella quarta ripresa, con il sopracciglio sinistro che perde vistosamente sangue, continua a mulinare le braccia. Disperatamente, ma con determinazione e seguendo un preciso piano tattico.
Non sono colpi vagabondi, pugni che non conoscono la strada da percorrere. Aquino li prende in faccia e anche se li porta via con apparente disinvoltura, so che stanno lasciando il segno.
Temo che Rosi rischi troppo accettando la battaglia a corta distanza, ho paura che alla lunga sarà l’uomo venuto da lontano ad avere la meglio.
E invece no.
Ancora una volta Gianfranco mi stupisce. Ha capito tutto, lui. Solo strappando l’iniziativa al campione può comandare l’incontro.
Aquino è un carro armato. Avanza incurante dei colpi che l’avversario gli spara sul viso. Contro un tipo così è difficile non perdere la calma, non demoralizzarti.
Il messicano è bravo, glaciale in ogni momento della sfida.
Anche quando tenta la strada della provocazione.
Avanza a braccia basse, cambia guardia. Niente. Gianfranco non abbocca. È sempre lì, pronto a sparare i suoi colpi.
E anche quando, nella parte centrale del mondiale, il campione comincia a macinare attacchi con maggiore consistenza, Rosi sa contenere quelle sfuriate senza eccessivo affanno.
Poi, il gran finale. Un finale che difficilmente dimenticherò.
Prima che suoni il gong che dà inizio all’ultima ripresa, i giudici Smoger e Morgan hanno un verdetto di parità. Solo O’Connor segna tre punti in favore di Gianfranco.
ALL IN!
Ci si gioca tutto in tre minuti.

A prendere il piatto è lui, l’uomo che non si arrende mai. Rabbia e determinazione lo accompagnano in quel round. La gente scandisce il suo nome, urla senza sosta.
«Cam-pio-ne! Cam-pio-ne!».
Tutti in piedi per Rocky, quello vero. Un pugile che ha cuore, cervello e gambe.
Il nuovo re del mondo è Gianfranco Rosi, l’umbro di ferro.

(da ERAVAMO L’AMERICA, gli anni Ottanta del pugilato italiano)

 

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