Ruiz vs Joshua, mai come stavolta sarà la testa a decidere il mondiale

Anthony Joshua ha detto che ci sarà un terzo match.
Questo farebbe pensare che è sicuro di vincere, ma potrebbe allo stesso tempo fare nascere il dubbio che il pacchetto sia stato preparato in anticipo.
Non voglio crederci, nel primo incontro non ho visto nulla di finto. Anche perché se così fosse, non avrebbe fatto affermazioni del genere.
Dice che ha commesso uno sbaglio alla vigilia del mondiale al Madison Square Garden, che presto renderà pubblico un errore che è stato soltanto suo. E allora mi tornano alla mente le polemiche che hanno accompagnato quella sfida. Il gonfiore sotto il suo occhio sinistro, il taglio al naso, le chiacchiere sulla botta subita da Joey Dawejko durante una delle ultime sessioni di sparring, la lite nello spogliatoio prima di andare sul ring, gli insulti del papà contro Eddie Hearn a fine incontro. E mi chiedo se davvero, ricordando le parole di Robert Joshua: “Mio figlio non doveva combattere, il match andava rinviato”, sia stato commesso un peccato mortale quella notte a New York.
Sono passati sei mesi e la sfida si ripropone.

Se avrà imparato la lezione, AJ mostrerà al mondo di essere diventato un pugile migliore. La prima volta non ha saputo fronteggiare una situazione inaspettata. È salito sul ring senza difese, sicuro di vincere. Davanti a sé vedeva quello che molti altri vedevano. Un piccolo, grasso messicano che di certo non era al suo livello pugilistico.
Direi che paradossalmente gli è mancata la paura.
Quanto serva lo ha spiegato a suo tempo Cus D’Amato.
“L’eroe e il vigliacco sentono entrambi la paura, ma l’eroe usa la sua paura, la proietta sull’avversario, mentre il codardo scappa. La paura è la stessa, ma è quello che fai con essa che conta.”
Il primo di giugno al Garden ci ha provato, ha messo knock down lo sfidante, lo ha centrato nuovamente con un destro che avrebbe atterrato un cavallo e quello l’ha portato via senza danni apparenti. È poi entrato in una crisi prolungata, esperienza a lui sconosciuta. Non aveva un piano di riserva. Ne è uscito arrendendosi. Non secondo i crismi del regolamento, ma permettendo all’arbitro di sostituirsi a lui nel prendere la decisione di fermare il match.

Detta così sembrerebbe che Andy Ruiz jr sia stato solo un uomo fortunato.
Fortunato nell’avere piazzato un gancio sinistro alla tempia del campione, pugno che ha rappresentato l’inizio della fine per AJ.
Fortunato nell’avere approfittato di una situazione favorevole.
Se ancora oggi Anthony Joshua ne fosse convinto, il titolo avrebbe grandi possibilità di rimanere saldamente nelle mani di chi al momento lo detiene.
Ruiz jr è salito sul ring del Madison da ragazzo paffuto venuto dal nulla, ne è sceso da guerriero che ha realizzato un sogno.
Ma solo chi non l’aveva mai visto combattere poteva ridere di lui.
Andy non rappresenta la vendetta dell’uomo comune sugli dei del pugilato come molti di voi hanno pensato. Non illudetevi. Di comune ha davvero poco. È un fighter di livello medio-alto, ha grande capacità difensiva, elevata velocità di braccia, mobilità sul tronco, pesantezza nei colpi, coraggio e resistenza. Non vedo in giro molti pugili con queste qualità.
Diretto destro, gancio sinistro hanno chiuso la prima sfida.
Possono fare la stessa cosa nella replica.

Gli ultimi mesi però potrebbero avere cambiato qualcosa.
AJ ha rafforzato il team dei maestri chiamando Angel Fernandez e Joby Clayton. Sembra più magro, direi più asciutto, meno muscoloso. Domani alle 14 la bilancia ci darà una dimensione più esatta della situazione.
Ha lavorato per aumentare la velocità, qualità in cui è apparso decisamente inferiore a Ruiz jr nel match americano. Si è affidato a Jamie Reynolds, un mago in questo campo.
Ha modificato gli allenamenti. Ha concesso molto più spazio a boxe, tecnica e sparring. Meno alla costruzione fisica del corpo. Il primo lato della medaglia segna un punto in suo favore, la scelta merita attenzione e rispetto. Ma sabato la medaglia potrebbe mostrare il suo rovescio. Il livello degli sparring con cui ha lavorato, Chisora escluso, non dovrebbe avergli creato né dubbi, né problemi. Potrebbe averne pericolosamente accresciuto l’autostima, convincendolo di avere ripreso in mano la vita da pugile. Di essere tornato padrone del destino. Una volta sul ring rischierebbe di scoprire quanto sia differente la battaglia contro uno tosto e determinato come il campione.

Andy Ruiz jr in questi sei mesi ha fatto un’esperienza fino allo scorso giugno sconosciuta. Ha vissuto da ricco e famoso. Ha comprato una Rolls Royce, una mega villa, gioielli e regali. Sembra che dentro sia rimasto lo stesso di prima, almeno questa è l’impressione che ho ricevuto guardando l’ultima conferenza stampa. Ma queste sono cose che si scoprono vivendo. Se anche solo una parte di quella fame che l’ha portato in cima, è stata lasciata per strada, il pronostico è segnato. Lui ha bisogno di una rabbia positiva, perché per vincere deve fare il match perfetto. L’altro può permettersi di sbagliare qualcosa.

La chiave di lettura tecnica è abbastanza semplice.
Se vorrà vincere, AJ dovrà fare esattamente il contrario di quello che ha fatto nella prima sfida. Usare il jab sinistro come arma principale, tenere a distanza il rivale, piazzare il diretto destro per sgretolarne la resistenza e provare a chiudere con il gancio sinistro. La maggiore mobilità di gambe, acquisita in questi sei mesi, gli servirà per evitare che Ruiz jr tagli il ring e raggiunga la corta distanza. Ma anche per entrare nella zona in cui potrebbe decidere il mondiale, quella media distanza in cui jab e diretto possono fare la differenza.

Andy avrà l’obbligo di ripetere tattica e prestazione del Madison. Accorciare muovendosi sul tronco per schivare i colpi di sbarramento, raggiungere la corta distanza e scaricare velocemente la serie. Cosa che sembra gli riesca benissimo.
Potrà sembrare un paradosso, ma a me sembra che Ruiz jr possa vincere solo per ko, AJ unicamente ai punti.
Dovessi fare un pronostico di pancia direi Ruiz jr attorno al decimo round.
Per l’errore fatto da AJ nella scelta degli sparring, uno sbaglio che potrebbe pagare sul piano psicologico davanti alle prime difficoltà.
Per il minore appagamento, nonostante tutto, che il massimo di origini messicane credo abbia rispetto al rivale.
Andy mi sembra abbia pochi punti in comune con James Buster Douglas, sabato vedremo quanto questa mia impressione corrisponda al vero.
Dovessi fare un pronostico seguendo unicamente percorsi tecnici direi Joshua ai punti. Ha maggiore stazza fisica, più potenza, può scegliere diverse soluzioni tattiche, boxa meglio.

Mi permetto di dare un consiglio.
Non avvicinatevi al match facendovi guidare dalla simpatia per l’uno o per l’altro. Non ho mai sopportato Floyd Mayweather jr, ma sono sempre stato convinto che fosse il migliore.

DIRETTA TV SU DAZN
Dall’Arabia Saudita: domani alle ore 14:00 le operazioni di peso. Sabato 7 dicembre a partire dalle 18:00 (fuso orario italiano) diretta. Il mondiale massimi è previsto attorno alle 21:45 (fuso orario italiano).

ANDY RUIZ JR
età: 30 anni
record: 33-1-0 (22 ko)
percentuale ko: 64.7 %
altezza: 1.88
peso ultimo match: 121,560 kg

ANTHONY JOSHUA
età: 30 anni
record: 22-1-0 (21 ko)
percentuale ko: 93.8 %
altezza: 1.98
peso ultimo match: 112,400 kg

Le scommesse
Netto favorito Anthony Joshua: 2/5 (punti 5 euro, ne prendi sette: 2 di vincita, più i 5 della puntata). Andy Ruiz jr 2/1 (vinci il doppio della puntata). Nel primo match le quote erano: Joshua 1/33, Ruiz jr 14/1.

IL PROGRAMMA
Massimi
(Wba, Wbo, Ibf, Ibo) Andy Ruiz Jr vs Anthony Joshua; (WBC interim) Dillian Whyte (26-1-0) vs Mariusz Wach (35-5-0); Alexander Povetkin (35-2-0) vs Michael Hunter (18-1-0); (WBC Internazionale) Filip Hrgovic (9-0) vs Eric Molina (27-5-0); Mahammadrasul Majidov (1-0) vs Tom Little (10-7-0). Medi: Diego Pacheco 7-0) vs Levan Sonia (15-17-0). Supergallo: Ivan Hopey Price (1-0) vs Swedi Mohamed (12-6-2). Leggeri (Wbc Middle East) Zuhayz Al Qahtani (7-0) vs Omar Dusary (7-0-1).

 

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