Andy Ruiz jr prima annuncia, poi si smentisce. Ha imparato in fretta

Uno è padrone di ciò che tace
e schiavo di ciò di cui parla
(Sigmund Freud)

Andy Ruiz jr ha stupito il mondo l’1 giugno scorso quando ha vinto il mondiale massimi Wba, Ibf, Wbo battendo Anthony Joshua per kot 7 a Las Vegas.
Mi era sembrato un pugile diverso, uno che non stava tanto a sentire quello che gli altri raccontavano di lui, tirava dritto per la sua strada senza curarsi delle conseguenze. Un po’ anticonvenzionale.
Veloce di braccia e ti mente sul ring, capace di emozionarci fuori con dichiarazioni d’amore per la mamma e la famiglia.
Poi si è cominciato a parlare di soldi.
Eddie Hearn aveva fissato data e sede della rivincita, ma il nuovo campione il 14 agosto annunciava che lui non era su questa linea. Non avrebbe combattuto, lo scriveva sul suo profilo Instagram.

“So che tutti parlano del match e tutto il resto, presto avremo notizie vere. L’incontro avverrà molto presto. La rivincita ci sarà. Sto cercando di dare speranze, motivazioni a tutta la mia gente. Il mondiale però si farà alle mie condizioni, alle nostre condizioni. Lo disputeremo qui, negli Stati Uniti. Come ho già detto, non avrei alcuna protezione laggiù in Arabia Saudita”.

Il promoter inglese depositava presso la New York Southern District Court una denuncia contro Andy Ruiz jr per mancato rispetto del contratto firmato alla vigilia del primo match.
Il nuovo campione diventava più disponibile e quando Hearn portava da nove (come scritto sull’accordo) a dieci milioni di dollari il minimo garantito, tutto si risolveva.

“Sono entusiasta di annunciare la mia rivincita con Anthony Joshua. Nel primo combattimento ho fatto la storia e sono diventato il primo campione mondiale messicano / americano dei pesi massimi.  Sono grato all’Arabia Saudita per avermi invitato. Ho preso il titolo ad AJ nella Grande Mela  e non vedo l’ora di chiudere la sua carriera nel deserto. Non perdete questa battaglia! Mostrerò la grandezza del pugilato messicano in Arabia Saudita e nel resto del mondo. Viva Mexico!”

Il governo messicano e la federazione pugilistica di quel Paese aprivano una campagna di reclutamento dei migliori professionisti per i Giochi di Tokyo 2020.
Il primo a rispondere, entusiasta, era proprio lui Ruiz jr.
Lo faceva il 30 settembre.

“Sarebbe un grande onore rappresentare il Messico ai Giochi Olimpici. Devo esaminare i possibili impegni contrattuali, ma farò tutto il possibile per contribuire in qualsiasi modo a riportare in alto il nome del Messico. Grande iniziativa! ”

Ieri ci ha ripensato e a ESPN Tv ha dichiarato esattamente il contrario.

“I Giochi Olimpici non fanno per me. Sto bene dove sto. Preferisco dare ai giovani l’opportunità di realizzare quel sogno che si portano dentro. La mia carriera dilettantistica è finita molto tempo fa. Tutta la mia famiglia è messicana, ho combattuto per il Messico, ho combattuto per Mexicali molte volte. Non sono riuscito ad arrivare all’Olimpiade di Pechino nel 2008, ma ho sempre rappresentato il mio Messico con tutto il cuore”.

Il 7 dicembre a Diriyah, Arabia Saudita, Andy Ruiz jr (33-1-0, 22 ko) difenderà il mondiale massimi Wba/Wbo/Ibf contro Anthony Joshua (22-1-0, 21 ko) per un minimo garantito di 10 milioni di dollari.
Andy Ruiz non più Junior, merita quello che ha conquistato.
Ma perché urlare al mondo una cosa e smentire se stesso poco tempo dopo?
È quello che fanno molti politici, alcuni campioni dello sport, i protagonisti con il potere in mano. Lui è arrivato in alto (a sorpresa) quattro mesi mesi fa. Ha imparato in fretta…

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