L’Aiba perde i pezzi, ma in Italia non si vede, non si sente, non si parla

Va be’, continuiamo così,
facciamoci del male…
(Nanni Moretti/Michele Apicella, Bianca)

L’AIBA (International Boxing Association) nell’ultimo anno…

  1. Ha visto la destituzione del presidente Wu Ching-kuo.
    (ma a voi non basta…)
  2. Ha subito la momentanea autosospensione e poi le definitive dimissioni del presidente Gafur Rakhimov.
    (ma a voi non basta…)
  3. Ha accettato (è l’ultima novità) le dimissioni del presidente ad interim Mohamed Moustahsane.
    (ma a voi non basta…)
  4. Ha firmato il definitivo azzeramento dell’APB, che avrebbe dovuto sostituire nell’universo professionistico sigle mondiali come WBC, WBA, IBF, WBO.
    (ma a voi non basta…)
  5. Ha sancito il fallimento delle WSB: il torneo che era stato presentato come il futuro del pugilato.
    (ma a voi non basta…)
  6. Ha visto progressivamente diminuire il proprio conto in banca, mentre i debiti restano lì in attesa che qualcuno li saldi.
    (ma a voi non basta…)
  7. Ha subito l’azzeramento del suo ruolo nel mondo olimpico per disposizione del CIO. Come è noto infatti, non sarà l’AIBA a gestire il torneo di boxe ai Giochi di Tokyo 2020, ma una task force guidata dal presidente mondiale della ginnastica.
    (ma a voi non basta…)
  8. Ha prima indetto, per il 15 novembre a Losanna, e poi (quasi sicuramente) rinviato, sembra per carenza di fondi, un Congresso Straordinario che avrebbe dovuto tentare di rimettere assieme un po’ di cocci e trovare un minimo di coesione in vista del dopo Olimpiade.
    (ma a voi non basta…)
  9. Ha continuato a tenere in calendario i Mondiali maschili (7-21 settembre a Ekaterinburg, Russia) e quelli femminili (3-13 ottobre a Ulan Ude, Russia), senza che abbiano alcun valore di qualificazione olimpica. Tradotto: assegnano zero posti per il Giappone.
    (ma a voi non basta…)
  10. Ha visto perdere la sua guida politica per tre volte nel giro di nove mesi e ora ha l’obbligo di eleggere un nuovo presidente ad interim.
    (ma a voi non basta…)
  11.  Ha in animo di eleggere, per statuto, il nuovo presidente scegliendone uno tra gli attuali quattro vice: Osvaldo Bisbol (Argentina), Anas Al Otaiba (Emirati Arabi), Franco Falcinelli (Italia), Edgar Tanner (Australia).
    E di certo a voi non basterà neppure questo.
    Chiedo allora al mondo del pugilato (atleti, maestri, dirigenti, arbitri, medici, federali, sponsor, organizzatori, giornalisti) di cosa avete bisogno per esprimere in totale libertà il vostro pensiero?
    Perché a parlare siamo sempre gli stessi, pochi, maledetti e indicati (quando va bene) come provocatori?
    Riflettete gente, riflettete…

 

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