L’incredibile storia di Kristof, il 19enne triste che ha strappato il mondiale a Phelps

Un ragazzo di diciannove anni con la faccia triste anche nel momento del trionfo. È questa l’immagine che ho di Kristof Milak. Uno che fatica a gioire. Gli occhi non brillano, l’espressione è costantemente pensierosa, mi sembra che gli manchi l’allegria devastante della giovinezza.

CRONOLOGIA RECENTE DEL RECORD

Aveva tredici mesi quando un fenomeno venuto da Baltimora segnava il suo primo record del mondo. Michael Phelps, 15 anni all’epoca, tirava giù il primato dei 200 farfalla ad Austin sino a portarlo a 1:54.92. Era il 30 marzo 2001.
L’ungherese di Budapest aveva nove anni quando, ai Mondiali di Roma nel 2009, l’americano fissava il record a 1:51.51.

FRAZIONI A CONFRONTO

Kristof aveva visto la gara su un vecchio computer, poi aveva rivisto mille volte quelle immagini sgranate da una tecnologia antica e da uno strumento in cattivo stato. Michael Phelps era diventato il suo idolo di ragazzo.
Il nuoto piaceva al giovane ungherese che preferiva la specialità del dorso, sentiva che quella sarebbe diventata la sua disciplina. Con il tempo ha cambiato idea.
Si allenava al club, ma continuava a farlo anche quando tornava a casa. Nella piscina di famiglia lavorava come se non ci fosse un domani. Una vasca dietro l’altra sino allo sfinimento.
Faticava, un po’ troppo secondo i medici. I recuperi erano più lenti del previsto, meglio approfondire il problema. Esami, visite, consulti. A sedici anni si sottoponeva a un’operazione al cuore.
“Un intervento di routine” diceva lui ai giornali di casa.
Di certo qualcosa lo aveva bloccato per un po’ di tempo.
“Ha l’asma” insinuava qualcuno.
“Invenzioni dei giornalisti” rispondeva lui.
Un’infezione virale lo ha comunque tenuto a letto per tre settimane lo scorso anno.
Sembrava che una maledizione lo seguisse come la nuvola di pioggia seguiva Fantozzi.
Ora è finalmente tornato il tempo bello.

Mercoledì 24 luglio, all’Acquatic Center di Gwangju nella Corea del Sud, ha stupito il mondo, come si usa dire in queste occasioni. Ha vinto i 200 farfalla ai Mondiali e ha portato via il record al suo idolo con il tempo di 1:50.73. Fantastico.
Chiuso in una stanza della sua casa negli States, Michael Phelps ha guardato l’impresa su un computer ultramoderno. E ha esultato.

“Sono triste per il primato che mi è stato tolto, ma sono felice di avere visto la gara in cui qualcuno mi ha superato. I secondi cento di quel ragazzo sono stati fantastici” ha detto al New York Times.
E pensare che Kristof Milak i 200 non voleva proprio farli. Il suo obiettivo erano i cento, per le ultime due vasche pensava di non avere forza a sufficienza…

 

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