Storia di Mike Lee, studente modello e benefattore. Ma è anche un campione?

È una bella storia, ma mi lascia dentro una strana sensazione. È tutta vera, ma è come se qualcuno l’avesse costruita apposta per giustificare un evento.
Mi spiego meglio.
Stanotte a Las Vegas un uomo di 32 anni si batterà per il mondiale supermedi IBF. Sfiderà il campione Caleb Plant.
Quell’uomo si chiama Michael Gene Lee, Mike Lee detto White Bear: l’Orso Bianco.

Viene dall’Illinois e ha un record di 21-0 (11 ko).
Non ci sono nomi importante tra gli avversari sconfitti. È un mediomassimo che scende di categoria. Non è nella Top 15 dell’IBF nei supermedi, appare come quindicesimo nella lista dei mediomassimi. I bookmaker lo pagano a 11 (scommetti un dollaro e, se vince, ne incassi 11), mentre il campione paga poco più che alla pari: 1.03.
Ma ha una bella storia.
Si è laureato in Scienze Finanziarie alla Notre Dame University, ha lavorato a Wall Street.

È stato per tre anni campione dei Bengal Bouts, tornei di pugilato che si svolgono in Bangladesh con lo scopo di raccogliere fondi in favore dei bambini poveri (i corpi forti combattono, i corpi deboli possono essere nutriti, è lo slogan dell’associazione Notre Dame University). In quel Paese ha insegnato inglese e matematica per due settimane. Ha raccolto, assieme a altri pugili, centomila dollari che ha donato per costruire scuole; ha dato parte delle sue borse di pugile professionista alla popolazione bisognosa.
È stato uno dei protagonisti dello spot commerciale della Subways, una catena di ristorazione, nella pubblicità proiettata durante l’ultimo Super Bowl.
Ha fatto il commentatore per la CBS Sports.
È stato allenato da Ronnie Shields e Chris Byrd.
Imbattuto da dilettante, ha firmato un contratto da professionista con la Top Rank di Bob Arum. Poi ha rotto l’accordo e ora ha come manager suo papà John.

I biografi hanno raccontato anche un altro momento molto delicato della sua vita. Nel 2012 è stato colpito da spondite anchilosante, una forma di artrite che infiamma le vertebre e tocca la spina dorsale. È stato fermo dal 15 settembre 2012 al 4 aprile 2014. Poi, ha ripreso a combattere.
E adesso eccolo, pronto per un mondiale vero.
Dopo anni a battersi sulle 4/6 riprese e una decina di incontri sugli 8/10 round salirà sul ring dell’MGM Grand Arena e tenterà il colpo grosso.

Stanotte Mike Lee da Downers Grove, Illinois, dovrà dirci se la sua è solo una bella storia o se dietro quella storia c’è un campione.

 

 

 

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