Demchenko campione UE grazie a un devastante ko contro Zoulikha

Tutto cambia quando Demchenko decide finalmente di boxare a media distanza. Un gancio destro alla tempia fulmina Hakim Zoulikha che fino a quel momento, parlo della quinta ripresa, aveva messo a segno il maggior numero di colpi. Quasi esclusivamente ganci, soprattutti destri.
Quel gancio devastante di Demechenko cambia l’inerzia del match. Il francese barcolla, gira su se stesso, finisce al tappeto. È visibilmente scosso, ma con un grande sforzo di volontà riesce a chiudere la ripresa. Il suo destino però è segnato.
L’ucraino di Roma adesso si è finalmente sciolto da quella sorta di blocco che l’aveva accompagnato per tutta la fase iniziale del match. Contratto, quasi fermo davanti al rivale che sparava dei gancioni larghi e prevedibili che però finivano comunque a segno.
Dal quinto round in poi il match voltava pagina. Diretti al corpo, montante sinistro/gancio destro e altro ancora. Sino alla lunga serie di colpi che chiudeva la sfida nel corso della settima ripresa.
Una vittoria meritata, cercata, sofferta. A 39 anni una soddisfazione, non solo per il titolo conquistato, ma soprattutto per il modo in cui lo ha vinto. L’ha fatto al termine di una sfida intensa, giocata col cuore e con la mente.
Una vittoria dedicata al figlio Maximilian, alla Roma che ha da sempre nel cuore. Campione dell’Unione Europea. Un titolo vinto con sacrificio, sofferenza e forza di volontà.
Ha avuto ragione lui, il maestro Vittorio Oi.
Francesco Cataldo ha accettato con coraggio di disputare il match contro Tommy McCarthy con pochissimo preavviso. Ha retto onorevolmente nel primo round, poi ha subito due atterramenti, il primo per un diretto destro del britannico, il secondo a conclusione di una serie. Tutto nella seconda ripresa.

Cataldo avrebbe voluto continuare. Un abbandono per un combattente sembra qualcosa di disonorevole. Il maestro ha una visione più generale, più profonda della realtà. Non ha niente da rimproverarsi il massimo leggero italiano. Ma la differenza era troppo evidente, avrebbe rischiato molto.

“Stavo ancora bene, ho preso il colpo perché non riuscivo a tenere la giusta distanza. Avrei voluto continuare” ha detto il pugile.

Il maestro Oi dice: “Come sanno tutti abbiamo avuto solo tre giorni di preavviso, abbiamo onorato la battaglia. Il mio lavoro è salvaguardare il pugile, il nostro lavoro. Francesco è un cuore di leone, sarebbe andato avanti sino alla fine. Ma credo sia stato giusto interrompere”.

Esordio senza problemi per Valentino Manfredonia, un approccio secondo tradizione. Sokol Arsic, collaudatore con pochi match all’attivo, era sul ring per fare da sparring all’italiano. Positiva comunque per il ritmo dell’azione la prestazione del napoletano nato in Brasile. Avrebbe potuto evitare un paio di colpi nel finale, figli di una guardia a mani basse ereditata dal dilettantismo. Ora che ha spezzato il cordone ombelicale che lo legava a una buona carriera in azzurro, sperimenterà le difficoltà del professionismo. Il match di stasera serviva a introdurlo nel nuovo mondo. Buona fortuna a un ragazzo che la merita tutta.

RISULTATI – Superwelter: Vincenzo Bevilacqua (16-0, Italia, 71,150) b Novak Radulovic (9-4-1, 4 ko, Serbia, 71,050) p. 6;  Superwelter: Mirko Natalizi (6-0, 3ko, Italia, 70,700) b Antonio Gomez (4-4-2, 2 ko, Spagna, 70,650) p. 6; Leggeri: Emiliano Marsili (38-0-1, 15 ko, Italia, 62,900) b Brayan Mairena (10-12-1, 4 ko, Nicaragua, 61,700) p. 6;  Mediomassimi: Valentino Manfredonia (1-0, Italia, 79,150) b Sokol Arsic (1-2-2, Serbia, 78,600) p. 4; Massimi leggeri: Tommy McCarthy (15-2-0, 8 ko, Inghilterra/Irlanda del Nord, 90,600) b Francesco Cataldo (7-6-0, 2 ko, Italia, 92) kot 3; Mediomassimi (Unione Europea, titolo vacante) Sergio Demchenko (22-15-1, 14 ko, Italia/Ucraina, 77,250) b Hakim Zoulikha (26-11-0, 11 ko, Francia, 79,100) kot 7; Medi (Internazionale silver Wbc, vacante) Emanuele Blandamura (29-3-0, 5 ko, 72,550) b Marcus Morrison (20-3-0, 14 ko, 72,050).

 

 

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