Tokyo 2020: AIBA fuori e pugilato dentro? Il caos è dietro l’angolo

Mercoledì 22 maggio 2019.

È una data che potrebbe entrare nella storia del pugilato olimpico.

Tutto è cominciato lo scorso novembre con una dichiarazione ufficiale del Comitato Olimpico Internazionale.
Il Consiglio Esecutivo del CIO ha deciso di iniziare un’indagine sull’Associazione Internazionale di Pugilato. Questo è il primo atto di una procedura che può portare alla revoca del riconoscimento dell’AIBA. Ha inoltre deciso di congelare la pianificazione del torneo olimpico di pugilato di Tokyo 2020, compresi i contatti ufficiali tra AIBA e Comitato Organizzatore, la vendita dei biglietti, l’approvazione e l’implementazione di un sistema di qualificazione, la pianificazione degli eventi di selezione e la finalizzazione del programma della competizione”.
Sei mesi dopo siamo alla resa dei conti.

Senza i soldi del CIO, l’AIBA fallirà. Ha debiti per sedici milioni di dollari. La sua unica salvezza è riposta nella speranza che il Comitato Olimpico Internazionale riprenda a versare i contributi: 14,5 milioni entro il 2020 e altri 3,6 entro il 2021.

Voci interne dicono che all’Associazione sarà tolto lo status di Federazione Internazionale e di conseguenza non arriverà neppure un dollaro.

Il mese scorso Thomas Bach, presidente del CIO, ha detto: “Il pugilato è uno sport importante nella storia dell’olimpismo, lo vogliamo all’interno del programma di Tokyo 2020. Se dovessero sorgere complicazioni sulla gestione del torneo, dovremmo fare uno sforzo per trovare una soluzione al problema. Seguiremo lo stesso percorso anche per individuare il giusto processo nelle fasi di qualificazione. Organizzare un evento sportivo non è una scienza missilistica, quindi credo che saremo in grado di gestirlo“.
Un messaggio chiaro. Dentro la boxe, fuori l’AIBA dai Giochi.

Dopo 73 anni una nuova organizzazione potrebbe prenderne il posto.

Se ciò accadesse ci sarebbero altri problemi da risolvere.

Andrebbe messo in piedi un regolamento che specificasse i criteri di qualificazione per i Giochi 2020; andrebbero individuate le località dove svolgere i tornei di selezione; andrebbero reperiti arbitri e giudici abilitati a svolgere il compito (escluderei quelli che operano nel professionismo: la boxe pro’ e quella dilettantistica sono due sport diversi). In altre parole, bisognerebbe trovare un soggetto operativo in grado di mettere in piedi una macchina estremamente complessa.

Se comunque la scelta fosse quella di chiudere la porta in faccia all’AIBA, che fino a diciotto mesi fa ha fatto di tutto per auto eliminarsi, cosa accadrebbe alle Federazioni Nazionali? Si affilierebbero al nuovo organismo? Resterebbero fuori dall’Olimpiade? Cercherebbero di formare un’altra Associazione?

Il caos è alle porte.

E neppure l’idea di conservare l’attuale governo AIBA è una soluzione che garantirebbe un futuro sereno. Il CIO l’ha messa sotto inchiesta, obbligandola a dare risposte e prove di miglioramenti evidenti nella governance, etica, finanza, arbitri e giudici, antidoping. Ebbene, la maggior parte dei capi dell’Associazione sono gli stessi che erano in carica nel corso della disastrosa (così l’ha definita lo stesso ex presidente Rakhimov) gestione precedente. Il rinnovamento dovrebbe essere totale, altrimenti non ci sarebbe spazio per alcun miglioramento.

Chi ha sbagliato per anni non credo possa cambiare improvvisamente, neppure sotto la minaccia di essere tagliato fuori per sempre.

Voci all’interno del CIO fanno intendere che l’AIBA sarà estromessa dal suo ruolo. Ma nella politica sportiva tutto è possibile. Anche una rivoluzione del pensiero nel breve volgere di poche ore.

La boxe dovrebbe restare nel programma. Su questo punto le probabilità sono altissime. Anche se c’è una forte corrente interna al CIO che vorrebbe eliminarla, in pratica quelle nazioni che non attingono al medagliere. Ma la storia, l’universalità e la popolarità di questo sport meritano un rispetto tale che sembra assai duro cancellarlo. A conferma di tutto questo, c’è anche un fattore che non può essere ignorato. In ogni uscita pubblica Bach ha ufficialmente affermato che la boxe sarà inserita nel programma di Tokyo 2020. Farla fuori vorrebbe dire in pratica votare la sfiducia all’attuale presidente.

Mercoledì mattina la Commissione di inchiesta, dopo avere letto le settemila pagine di documentazione presentate dall’AIBA, riassumerà al Comitato Esecutivo del CIO le sue conclusioni. Nel pomeriggio, in una conferenza stampa al Museo Olimpico di Losanna, il CIO renderà pubbliche le raccomandazioni che porterà alla Sessione generale che si terrà dal 22 al 24 giugno.

Siamo alla svolta finale, mancano ormai solo quattordici mesi al via. Mai la boxe amatoriale è stata così vicina all’estinzione. Sa chi deve ringraziare.

L’AIBA in primo luogo, le gestioni avventurose del passato hanno portato allo scontro, quelle recenti (elezione di Rakhimov alla presidenza) lo hanno esasperato.

Il CIO in secondo luogo, per avere ignorato i segnali clamorosi che arrivavano da una maldestra amministrazione dei tornei olimpici. Le proteste globali su giudici e arbitri, la mancanza di un’adeguata politica antidoping, i fallimentari investimenti in tornei senza futuro erano elementi sotto gli occhi di tutti. Praticare la politica del non intervento, seguita da un temporeggiare esasperato, non sono state certo di aiuto per questo sport.

Infine le Federazioni Nazionali. Quasi tutte perseguono una visione miope dei propri compiti. Nessuna contestazione al regime, nessuna richiesta di chiarezza. E silenzio assoluto, qualsiasi cosa accada.

Eccoci qui. In attesa di sapere quale futuro toccherà a quei ragazzi che hanno scelto la via del sangue, sudore e lacrime pur di vedere realizzati i loro sogni. La paura è che, come spesso accade, gli unici incolpevoli finiscano per pagare per colpa di quelli che hanno sbagliato.

La speranza è che per una volta nella vita questo non accada.

E per chiudere, un ultimo dubbio.

Nasce dall’ordine del giorno di mercoledì per la riunione dell’Excecutive Board del CIO: “L’obiettivo principale di questo incontro è quello di preparare le decisioni per la sessione del CIO programmate dal 24 al 26 giugno. I membri EB del CIO riceveranno la relazione finale del comitato di inchiesta, che ha indagato e valutato le aree di maggiore interesse all’interno dell’AIBA, tra cui governance, etica, gestione finanziaria, arbitraggio e giudici. Il comitato di inchiesta redigerà una raccomandazione per il Comitato Esecutivo del CIO in merito a potenziali misure e sanzioni in conformità con la Carta olimpica”.

Ci aspetta un altro rinvio?

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...