Aspettavano Hagler vs Leonard, hanno visto le tette di Alechia…

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Il 6 aprile del 1987 Marvin Hagler e Sugar Ray Leonard salivano sul ring di Las Vegas e davano vita a un match pieno di intrighi, polemiche, accuse e contestazioni. Oggi, esattamente trentadue anni dopo, diversi siti americani hanno rievocato quella sfida. Tempo fa ho scritto un libro imperniato proprio su quel mondiale Wbc dei pesi medi, l’ho titolato MERAVIGLIOSO. Stavolta voglio raccontare una storia a latere, una vicenda vissuta in diretta e raccontata su questo blog. Così, tanto per strappare un sorriso e farmi aiutare dalla memoria a ritrovare un lontano ricordo. È la ministoria di una ring card girl, ragazze che a volte (foto in alto), distraggono anche i pugili che all’angolo dovrebbero trovare un minuto per riposarsi e riordinare le idee, figuratevi gli spettatori…

Le tette di Alechia.
Erano uscite all’improvviso dal reggiseno che faticava a custodirle e si erano mostrate in tutto il loro splendore a poche migliaia di fortunati gentiluomini che in quel momento sedevano nell’arena del Caesars Palace in attesa dell’incontro principale. Un boato aveva segnato la performance della signorina.

Alechia Patch era una delle ring card girl (nella foto sopra, le ring card girls di Mayweather jr vs McGregor), una di quelle ragazze che mostrano al pubblico il cartello che indica il susseguirsi dei round. Sono vestite di poco. Generalmente un reggiseno che sottolinea la rotondità del contenuto e un paio di mutandine piene di lustrini e povere di stoffa. Hanno curve generose e provocano la ola degli ormoni tra gli spettatori.

Il combattimento era quello tra Lupe Aquino e Davey Moore, sottoclou dell’evento principale.

Era il 6 aprile del 1987, quella notte, su quel ring Marvin Hagler e Sugar Ray Leonard si sarebbero sfidati per il mondiale dei medi.

Alechia stava entrando sul ring quando una spallina del reggipetto si era impigliata tra le corde, lei non se ne era accorta ed aveva fatto un salto sul quadrato.

E voilà! Topless, tette nude in mondovisione. Evviva!
L’effetto era stato immediato e devastante.

Bingo! Era il caso di dirlo. Scene di entusiasmo al limite del fanatismo, al punto che quando nella seconda ripresa Alechia si era ripresentata sul ring con il seno coperto, era stata travolta da fischi e grida di delusione.

I tre minuti del round erano trascorsi nell’attesa di rivedere lei, o meglio le sue tette. E invece tutto era tornato nella normalità. Nessuno dei presenti sembrava disposto a perdonarla.

Maschilisti?
Probabilmente.
Assatanati?
Sicuramente.

Recentemente si è molto discusso all’interno del mondo del pugilato se portare avanti quella che da molti è considerata una tradizione, o chiudere con l’immagine della donna come oggetto da mostrare per catturare maggiore attenzione del pubblico.

Al Haymon, boss del pugilato mondiale, nel suo Premier Boxing Champions le ha cancellate dagli eventi. La Golden Boy Promotion di Oscar De La Hoya e la Top Rank di Bob Arum hanno continuato a portarle sul ring, alle operazioni di peso  e in conferenza stampa…

Trentadue anni fa il problema non se lo erano neppure posto.

Per quel lavoro, Alechia aveva ricevuto da Bob Arum un assegno da 75 dollari e un biglietto di bordo ring che valeva quasi dieci volte tanto.

Oltre a quei quindici minuti di popolarità, era stata destinataria di un’altra grande fortuna.

Si era potuta godere lo spettacolo da una posizione privilegiata.

Da qualsiasi parte avesse voluto guardare la vicenda, quella sarebbe stata per lei una notte indimenticabile.

Oggi il dibattito è aperto.

 

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