L’AIBA, nonostante il divieto del CIO, apre le qualificazioni olimpiche…

Il pugilato olimpico è sempre più nel caos.

Il CIO ha ripetutamente annunciato che la boxe sarà quasi sicuramente presente a Tokyo 2020, ma che potrebbe non essere più gestita dall’AIBA (che attualmente è sotto inchiesta da parte di una commissione nominata proprio dal Comitato Olimpico Internazionale).

È di ieri la notizia, riportata in esclusiva dal sito insidethegames.biz, che l’AIBA ha reagito attaccando.

Ha infatti spedito una lettera a tutte le Federazioni nazionali informandole che è stata aperta l’asta per l’aggiudicazione di quattro tornei continentali (Africa, Asia, Americhe, Europa) più uno mondiale per la qualificazione a un non meglio precisato evento del 2020. Termine ultimo per presentare l’offerta il 31 marzo 2019.

Nelle lettere non compaiono le parole Olimpiade, Giochi, olimpico o Tokyo 2020 perché il CIO ha ufficialmente vietato all’AIBA di farne uso.

Il Comitato Olimpico Internazionale discuterà del problema in un congresso che terrà dal 26 al 28 di questo mese. In giugno emetterà il verdetto finale. Solo allora sapremo se il pugilato sarà presente Tokyo 2020 e quale Ente sarà incaricato di gestirlo.

Viviamo una situazione surreale.

Il gestore dello sport olimpico mondiale (il CIO) prende assurdamente tempo fino a giugno.

Il gestore del pugilato ex dilettantistico (l’AIBA) ignora le disposizioni del CIO e mette in piedi cinque tornei di qualificazione come se non fosse accaduto nulla.

E se il CIO affidasse a un’altra associazione l’organizzazione dell’evento olimpico, cosa accadrebbe ai qualificati AIBA?

Pugili e Federazioni che accettassero di partecipare ai tornei AIBA o di organizzarli, correranno il rischio di squalifica olimpica?

È di oggi (è sempre insidthegames.biz a riportarlo) anche la replica di Franco Falcinelli ai suoi contestatori. Il dirigente italiano dice di essere sotto attacco da parte di personaggi che vogliono screditarlo per il spòp fatto di avere accettato democraticamente il verdetto delle elezioni AIBA che hanno portato Gafur Rakhimov alla presidenza.

Smentisce contemporaneamente l’ipotesi delle dimissioni da capo della federazione europea, affermando che resterà in carica sino alla fine del mandato: cioè sino al 2022.

 

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