Fpi: Siamo grandi! Chi non ci crede è un volatile impigliato sul trespolo

La boxe italiana gode ottima salute.

E l’intero panorama pugilistico nazionale è entusiasta dell’attuale gestione federale. Lo deduco leggendo http://www.fpi.it.

Un tripudio di consensi per l’operato della Fpi nel Lazio.
Come in Campania, le tante società presenti hanno applaudito l’operato della Federazione, riconoscendogli la qualità del lavoro che sta portando avanti.
Una pioggia di consensi alla gestione Lai in Liguria.

Il Vice Presidente Vicario Dott. Flavio D’Ambrosi resoconta con sottile ironia, senza che il minimo dubbio attraversi la sua mente.
Il lavoro ripaga sempre…..le chiacchiere da bar sono sterili e superflue!
Lo scrivente termina il suo resoconto salutando con mestizia quei pochissimi volatili rimasti impigliati sul trespolo!

Resto stupito per lo spreco di esclamativi, ma non per l’incauto richiamo agli uccelli. Lo considero una diretta conseguenza dell’imbarazzante ripetersi del verbo volare nella titolazione delle news federali.

Resto intanto in attesa dell’appropriazione politica del successo europeo colto da Luca Rigoldi in Francia.

Loro ci hanno sempre creduto e hanno fatto di tutto per mostrarlo.

L’avventura sul sito federale è stata accompagnata da sette righe in presentazione e altrettante in sede di commento, una riga in meno dell’annuncio fatto in occasione della chiusura degli Uffici Federali per il ponte di Ognissanti dall’1 al 4 novembre.

E il sito gemello? Due righe in presentazione, tre a match chiuso, quindici per il commento.

Si vede proprio che ci credevano.

Ampliando lo sguardo, non posso non rilevare il silenzio assordante della stampa nazionale in fase di presentazione e di commento. È la triste conferma di come il pugilato italiano sia orami diventato sport di nicchia, per pochi intimi. Ma del resto, se neppure gli organi federali riescono ad afferrare il valore dell’impresa, con che coraggio andiamo a rimproverare i quotidiani?

Magari domani qualcuno ci tornerà su con un ampio articolo, ma a cose fatte è sin troppo facile cavalcare il successo.

Luca Rigoldi ha portato a termine un lavoro fantastico, magistralmente accompagnato all’angolo da Gino Freo: uno che BoxeRingWeb ha indicato come miglior maestro dell’anno 2017 con la seguente motivazione “Ha portato Luca Rigoldi al titolo dell’Unione Europea, lo ha assistito nella prima vittoriosa difesa contro Daniele Limone. Era all’angolo di Davide Festosi la sera della conquista della cintura italiana dei leggeri vinta contro Marco Siciliano. Il tecnico della Boxe Piovese ha chiuso un’annata in cui i suoi pugili hanno portato a casa risultati importanti e ha confermato le qualità che ne hanno fatto da tempo uno dei migliori maestri italiani”. Noi di BRW abbiamo sempre creduto in lui.

Come abbiamo creduto in Luca Rigoldi: protagonista del match dell’anno 2016, capace di ripetersi nel 2017. Questa la motivazione dell’ultimo riconoscimento nel gennaio scorso: “Rigoldi nel 2016 è stato protagonista del miglior incontro della stagione: la sfida contro Iuliano Gallo. Si è ripetuto nel 2017 quando si è preso la rivincita contro l’imbattuto Vittorio Parrinello nel combattimento che gli è valso il titolo dell’Unione Europea dei supergallo. Un match vibrante, disputato da due dei migliori pugili italiani di oggi. Dodici round equilibrati che alla fine hanno premiato il 24enne di Villaverla”.

Noi non saliamo sul carro dei vincitori, il carro lo scegliamo prima.

In quanto ai trionfi dei dilettanti azzurri sarebbe meglio andarci cauti.

Fermi restando i macroscopici errori commessi con Clemente Russo e Irma Testa, errori sui quali non ho ancora letto una minima ammissione di colpa, ripeto quanto scritto appena pochi giorni fa commentando il flop della ragazza di Torre Annunziata ai Mondiali.
Gli unici eventi che contano sono Europei, Mondiali e Olimpiadi. Il resto è preparazione fisica e mentale in vista di queste tre manifestazioni.

I conti si fanno alla fine.

La speranza è che i conti siano in attivo.

Ho esultato per il successo di Rigoldi. Un messaggio inviato prima della sfida, e uno immediato a successo ottenuto, sono lì a testimoniare interesse e soddisfazione. Esulterò davanti a qualsiasi vittoria di un pugile italiano. Ma non perderò tempo a sottolineare chiacchiere sterili e superflue, non mi avventurerò nell’ornitologia per supportare le mie tesi.

Non è così che funziona.

Fatti, non parole.

Oibò, ma questa l’ho già sentita. Chiedo scusa.

 

 

 

 

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