Rakhimov nuovo presidente Aiba, che cosa ne sarà della boxe ai Giochi?

Gafur Rakhimov è il nuovo presidente dell’AIBA.

L’uzbeko ha vinto nettamente (86 voti per lui su un totale di 134) la sfida con Serik Konakbayev che si è detto pronto a guidare un’organizzazione rivale se il CIO dovesse confermare le sue decisioni.

Il Comitato Olimpico Internazionale nelle settimane precedenti al Congresso di Mosca aveva detto che, nel caso di elezione di Rakhimov, avrebbe tolto all’AIBA lo status di Federazione internazionale, privandola così della gestione dei pugili impegnati nei Giochi olimpici.

Ora che Rakhimov è stato eletto, il CIO ha fatto, attraverso il portavoce presidenziale Mark Adams, una dichiarazione ufficiale al sito specializzato insidethegames.biz.

“Prendiamo atto delle decisioni del Congresso AIBA a Mosca. Il CIO ha chiarito fin dall’inizio che vi sono questioni di grave preoccupazione per l’AIBA in merito al settore arbitri e giudici, alla finanza, al programma antidoping e alla governance, che include ma non si limita all’elezione del Presidente dell’AIBA. Come previsto, valuteremo attentamente tutte queste aree nel prossimo Consiglio Esecutivo del CIO che si terrà a Tokyo dal 30 novembre al 2 dicembre. Va inoltre notato che eventuali ulteriori azioni del CIO saranno prese non solo su decisioni e dichiarazioni dell’AIBA, ma anche sulla riuscita attuazione di tali decisioni e su una chiara tabella di marcia per una riforma sostenibile a lungo termine della Federazione. Qualunque siano i risultati delle deliberazioni del Comitato esecutivo del CIO, continueremo a fare tutti gli sforzi per proteggere gli atleti e per avere un torneo di boxe ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020. Nel frattempo, e fino a nuovo avviso, le precedenti decisioni del Comitato Esecutivo del CIO, incluso la più recente presa nel luglio 2018, rimangono in vigore, compresa la riserva del diritto di rivedere l’inclusione del pugilato sul programma di entrambi i Giochi Olimpici di Tokyo 2020 e Parigi 2024, e il congelamento di tutti i contatti con l’AIBA, ad eccezione di quelli sul piano di lavoro che sono necessari per attuare le rispettive decisioni del CIO. ”

In altre parole il Comitato Olimpico Internazionale ha preso tempo. Resta in piedi la possibilità di escludere la boxe dalle Olimpiadi. Ma non credo che alla fine questa minaccia andrà in porto. Sono convinto che questo sport sarà nel programma olimpico di Tokyo 2020. Ma non so proprio chi sarà a gestirlo e in che modo potrà farlo. Per questo bisognerà attenere un altro mese. Nel Congresso che il CIO ha fissato in Giappone uscirà una parola definitiva sul problema.

Insomma, il pugilato resta impelagato in una situazione paludosa e difficile da risolvere. Non se ne sentiva la mancanza.

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