Mundine: L’inno è razzista. Se lo suoneranno, non combatterò

Anthony Mundine (48-8-0, 28 ko) ha detto che se ascolterà Adavance Australia Fair prima del match contro Jeff Horn (18-1-1, 12 ko) si siederà sul tappeto, rifiutandosi di combattere.

L’inno australiano per The Man (è il soprannome e anche il titolo della sua autobiografia) è semplicemente la canzone della supremazia bianca e Horn “un uomo bianco privilegiato”.

Boicotterà la sfida, non vuole sentire ragioni.

Il match è in programma al Suncorp Stadium di Brisbane, nel Queensland, per il 30 novembre. L’ex campione dei supermedi per la Wba, è arrivato all’incontro che dovrebbe chiudere la sua carriera. Una sorta di regalo d’addio per i suoi tifosi, 43 anni è l’età giusta per smettere. Ma Mundine vuole farlo nel migliore dei modi.

“Stanno parlando di suonare l’inno. Se lo faranno io rimarrò seduto seduto “, ha detto Mundine dopo un allenamento presso la palestra di suo padre a Sydney “Non posso sopportarlo, è una canzone che esalta la supremazia bianca. La lotta, la triste condizione, la costante ingiustizia quotidiana degli indigeni australiani non devono essere offese. Devono fermarsi. Veniamo violentati e saccheggiati in modi diversi. Non ho intenzione di sopportare quell’inno. Non mi interessa quando verrà suonato. Se lo faranno, io resterò seduto. Lui ha questo privilegio, amici. Sapete tutti di quale privilegio sto parlando. Ha questo privilegio. Io non ho mai avuto questo privilegio. Sto combattendo contro questo più di ogni altra cosa. Sto combattendo per l’uguaglianza e la giustizia. Lui ha il privilegio dell’uomo bianco.”

Questo è il testo di Advance Australia Fair, l’inno nazionale che Anthony Mundine contesta.

Australiani gioiamo,
Perché siamo giovani e liberi;
Abbiamo un suolo dorato e ricchezza per la fatica,
La nostra patria è circondata dal mare;
La nostra terra abbonda di doni della natura
Di una bellezza ricca e rara;
Nella pagina della storia, lascia che ogni fase
Promuova la bella Australia
Con toni gioiosi cantiamo,
“Avanza bella Australia!”
Sotto la nostra lucente Croce del Sud,
Lavoreremo alacremente con il cuore e con le mani;
Per rendere questo nostro Commonwealth
Importante in tutti gli Stati;
Per quelli che sono venuti attraverso i mari
Abbiamo pianure sconfinate da condividere;
Con coraggio collaboriamo tutti insieme
A far progredire l’Australia.
Con toni gioiosi cantiamo
“Avanza bella Australia!”

Un mese fa era stata Harper Nielsen, una bambina di nove anni, a contestare l’inno rifiutandosi di cantarlo assieme alle compagne prima delle lezioni a scuola.
“Ignora gli indigeni australiani. Quando è stato scritto aveva il significato di far avanzare i bianchi, quando dice “siamo giovani”, ignora gli australiani indigeni che erano qui molto prima di noi”.

Il fatto aveva scatenato un dibattito. La politica Pauline Hanson aveva condannato le parole di Harper: “È solo una mocciosa, è una bambina che è stata sottoposta al lavaggio del cervello, io le darei un calcio nel sedere.”

Ora le stesse parole le ha dette Anthony Mundine, pugile, 1.80 per 73 chili. Ventotto knock out all’attivo.

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