AJ centra un altro ko. Povetkin è bravo, ma Joshua è il migliore

 

Anthony Joshua è il migliore peso massimo che ci sia in circolazione.

Per un attimo Alexander Povetkin ha pensato di potere realizzare il suo grande sogno. È accaduto nel finale del primo round. Un montante destro doppiato da un gancio sinistro del russo hanno scosso AJ che ha visibilmente barcollato. L’altro gli è saltato addosso, ma non è riuscito a chiudere come avrebbe voluto l’azione. Il gong glielo ha impedito.

Poi, lentamente, con calma e determinazione, AJ si è ripreso il ruolo che gli spetta. Il suo jab sinistro ha comandato la scena, ha dettato i tempi, ha imposto il ritmo della recita. Per carità, Povetkin ha tenuto sempre e comunque botta. Il suo gancio destro ha centrato con inquietante frequenza il volto del campione che sembrava non fosse proprio in grado di evitarlo. La sfida si è sviluppata seguendo un copione di grande intensità. Il russo sempre attivo, sempre pericoloso. Ma era la calma, la serenità, la padronanza del ring di Joshua a dare l’impressione quasi certa di chi alla fine avrebbe portato a casa la vittoria.

A Povetkin restava solo qualche fiammata. Intense provocazioni, slanci di energia che non trovavano più nè la carica da parte sua, nè la mancanza di attenzione da parte del rivale. Una combinazione che aveva scatenato l’illusione nella ripresa di esordio.

Solo il suo clan credeva in lui. I bookmaker avevano bocciato Povetkin offrendo una quota da sballo: avrebbero pagato otto volte la puntata in caso di una sua vittoria. Non ci credevano i giornalisti, me compreso. Nè gli uomini che ogni giorno vivono a contatto con il mondo della boxe. Lo avevamo visto tutti contro David Price. E non ci era per nulla piaciuto. Ci era sembrato pesante, lento e disattento. Era stato contato anche contro uno slow hand quale l’ultimo Price si è dimostrato di essere anche stasera. E invece contro AJ il russo è sembrato rigenerato. A 39 anni ha saputo reinventarsi per l’ennesima volta. E ha meritato ogni dollaro gli sia entrato in banca.

Ma non ce l’ha fatta. La combinazione con cui Joshua ha chiuso il combattimento è da applausi a scena aperta. È un gol su rovesciata, un sorpasso in curva sulla moto proprio lì dove nessuno tranne te vede lo spazio dove infilarsi. È la volata senza se e senza ma lungo il rettilineo che porta all’arrivo di un mondiale di ciclismo.

Destro, ancora destro, sinistro. Gancio sinistro e diretto destro a chiudere. 

Bum. Alexander Povetkin è stato spedito al tappeto, si è rialzato con la forza dell’orgoglio ma ha resistito pochi secondi. Poi è andato giù e l’arbitro ha detto basta.

No, non lo so e non mi va in questo momento di pensarci. Non mi importa che posto occupi oggi AJ nella storia dei pesi massimi, non so neppure quale gradino possa salire nella classifica degli ultimi dieci anni. Figuratevi nella storia. Aspettiamo che finisca la carriera e poi ci divertiremo a litigare.

Una cosa però mi sento di dirla. AJ ha restituito al campione del mondo dei pesi massimi la dignità di eroe popolare. Portare novantamila persone in uno stadio non è impresa così semplice come qualcuno possa pensare. Ha smosso interessi economici che sembravano dimenticati per sempre, ha riacceso il sacro fuoco dei media, ha innescato la miccia di discussioni e rivalità. Almeno su questo credo si possa essere tutti d’accordo.

Chiudo dicendo che questo mondiale mi è piaciuto. E per uno a cui la boxe piace da morire, regalo più bello non poteva esserci. Non so quanti saranno a pensarla come me, Ma credetemi. Anthony Joshua merita rispetto. Più di quanto non gliene sia stato dato sino ad oggi.

RISULTATI – Welter: Shakhram Giyasov (5-0, 4 ko) b Julio Laguna (14-1-0, 10 ko) kot 4 dopo 0:38; Massimi: Sergej Kuzmin (13-0, 10 ko) b David Price (22-6-0, 18 ko) abb. intervallo 4 e 5 round; Massimi leggeri: Lawrence Okolie (10-0, 7 ko) b Matty Askin (23-4-1, 15 ko) p. 12 (116-110, 114-112, 114-113); leggeri: Luke Campbell (20-2-0, 15 ko) b Yvan Mendy (40-6-1, 19 ko) p. 12 (119-109, 118-111, 116-112); massimi (mondiale Wba, Ibf, Wbo, Ibo) Anthony Joshua (Gbr, detentore, 22-0, 21 ko, kg 111,360) b Alexander Povetkin (Rus, 34-2-0, 24 ko, kg 100,78) kot dopo 1:59 della settima ripresa. Arbitro: Steve Gray (Gbr), Giudici: Carlos Sucre (Usa), Jean Robert Laine (Mco), Matteo Montella (Ita).

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