Un ex rivale di Patrizio Oliva si è candidato alla presidenza dell’Aiba

Serik Konakbayev ha presentato ufficialmente la sua candidatura alla presidenza dell’Aiba. Attualmente è vice presidente dell’Associazione, presidente della Confederazione asiatica e membro del Parlamento kazako. La sua federazione ha scritto una lettera a tutte le federazioni affiliate annunciando la sua scelta e chiedendo di appoggiare il proprio uomo.
Konakbayev, che il prossimo 25 ottobre compirà 59 anni, ha vinto un argento olimpico, uno mondiale e due titoli euroepi. Noi italiani lo conosciamo bene. Ha scippato l’europeo a Patrizio Oliva nell’edizione del 1979 a Colonia. Il napoletano si è preso la rivincita battendolo nella finale dei Giochi di Mosca 1980.
Proprio nella città russa, il 2 e il 3 novembre, si svolgerà il Congresso elettivo dell’Aiba.
L’altro candidato è l’attuale presidente a interim Gafur Rakhimov, uzbeko. Se lo eleggeranno, la boxe potrebbe rischiare di rimanere fuori dai Giochi di Tokyo 2020.
Il CIO avrebbe già potuto pronunciarsi nella 133esima sessione che terrà a Buenos Aires l’8 e 9 ottobre.

Ma ha comunicato per tempo la sua intenzione di aspettare.
L’Associazione Mondiale di pugilato non ha mai risposto nella maniera in cui il CIO avrebbe voluto alla madre di tutte le domande: “Sarà nel rispetto delle regole il problema della governance?”
La voglia di uscire da un imbarazzante equivoco è tanta.
L’attuale presidente a interim dell’AIBA è lo stesso di cui il prestigioso quotidiano britannico Guardian ha scritto: “Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti lo ha definito uno dei principali criminali del suo Paese, una persona coinvolta nel traffico di eroina collegato al gruppo criminale Thieves-in-Law”.
Gli Stati Uniti gli hanno negato il visto d’ingresso.
Il CIO non accetterà che resti alla guida del movimento e, ma questo non lo ha chiesto, credo che lo stesso farà con chi lo ha difeso e appoggiato.
L’AIBA finora si è schierata con il suo dirigente: “È vittima di una campagna diffamatoria, non è mai stato condannato per alcun crimine”.

Se l’Associazione confermerà Rakhimov alla presidenza e gli affiancherà le persone che ne hanno assecondato la politica, il CIO, scegliendo a supporto della decisione una spiegazione meno diretta, taglierà definitivamente i contributi e cancellerà il pugilato dai Giochi Olimpici.
Questo è lo scenario. Konokbayev offre una via d’uscita.
C’è tempo fino al 23 di questo mese per ufficializzare altre eventuali candidature.

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