Appello del maestro Boncinelli. Vuole creare una società, cerca uno sponsor

Maestro Alessandro Boncinelli, è vero che ha chiuso con il pugilato?

“No”.

Ma così ho letto su La Nazione.

“Era vero nel momento in cui ho rilasciato quell’intervista. Ma la passione è troppo forte, non ce la faccio a dire basta. Con la boxe ho in piedi una storia d’amore che non può finire”.

Ha comunque chiuso con l’Accademia Pugilistica Fiorentina. Questo è vero?

“Un’ora dopo la riconquista del titolo dell’Unione Europea dei pesi mosca da parte di Mohammad Obadi, ho rassegnato le dimissioni”.

Ma vuole continuare ad allenare.

“Questo è quello che mi piacerebbe fare. Ho in testa un sogno”.

Quale?

“Creare una mia società, ho già pronto anche il nome”.

Come la chiamerebbe?

“Boxe Florentia”.

Oltre al nome le servirebbe anche un locale dove allenare i ragazzi.

“Certo ed è questo l’ostacolo più grande. Servirebbero qualche migliaio di euro per partire. Avrei bisogno di un finanziatore, uno sponsor che credesse nel mio progetto. Sarei disposto a mettere su dei corsi amatoriali per trovare i soldi con cui pagare poco alla volta il debito. So benissimo che quello che chiedo è tanto, ma mi piacerebbe mettere in piedi una cosa tutta mia. Insomma, provarci”.

Con quali pugili stava lavorando all’AP Fiorentina?

“Stavo portando avanti Yassin Hermi. Un superwelter di 16 anni, ha tecnica e forza fisica. È nel giro della nazionale junior. E poi i due gemelli Diani, Raul e Brando: ventiquattro match in totale, una sola sconfitta. Tra i professionisti c’erano Raffaello Sheshi che ha un gancio destro come se ne vedono pochi in giro, Mohammade Obbadi e Angelo Ardito”.

Nella nuova società chi le piacerebbe allenare?

“Chiunque volesse scommettere su questo vecchietto. Non credo che per me sia ancora arrivato il tempo di smettere. Sento di avere ancora molto da dare. Ogni atleta ha il diritto di scegliere il suo maestro. Io sarei a disposizione di tutti quelli che volessero provarci”.

Da quanti anni era all’AP Fiorentina?

“Sono diventato maestro titolare della palestra l’8 gennaio dell’87”.

Tante soddisfazioni, ce ne rammenti qualcuna.

“Ho allenato otto ragazzi che hanno combattuto con la nazionale, ne ho portati dieci tra dilettanti e professionisti al titolo italiano. Sono stato all’angolo di Obbadi. E ho avuto Leonard Bundu, campione europeo e sfidante mondiale. Un grande campione. E altro ancora…”.

Crede che riuscirà a realizzare il suo sogno?

“Lo spero. Ma sono una persona con i piedi per terra e so che oggi è difficile investire dei soldi senza avere la certezza di un ritorno economico. Io come garanzie posso mettere la professionalità, la carriera e il rapporto con i ragazzi. Sono abbastanza grande per camminare da solo. Lancio un appello: un gesto di fiducia per ricominciare la sfida dopo trentuno anni di soddisfazioni”.

 

 

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