Nino operato, sta bene. Presto a casa. Mazzinghi gli telefona: Forza Giovanni!

È arrivata la telefonata più inaspettata, quella che deve avergli fatto particolarmente piacere.
Sandro Mazzinghi ha chiamato in ospedale Nino Benvenuti e gli ha fatto gli auguri di una pronta guarigione. Ha aspettato un paio di giorni, non aveva il numero del suo rivale sul ring. Quando l’ha trovato non ha atteso un attimo. Nino è stato felice di sentirlo. Non si parlavano da almeno vent’anni.
I rapporti erano stati a lungo tesi, poi nell’aprile dello scorso anno era improvvisamente scoppiata la pace.
C’erano state incomprensioni, malintesi. Dopo cinquant’anni, Nino e Sandro si erano scambiati parole d’affetto.
 Benvenuti, intervistato da Davide Novelli su Rai 3 in occasione della trasmissione dedicata al primo match con Griffith (17 aprile 1967/17 aprile 2017) aveva detto: “Anche Sandro Mazzinghi ha avuto parte di gloria in quella sfida. Perché per me è stato un avversario durissimo, difficilissimo, vicino anche alla vittoria. È stato un rivale temibile per me che sono andato poi a vincere un titolo mondiale mondiale in America. È per questo che dico: una parte di quel titolo la può sentire sua: Sandro era un grande campione, dico era perché ormai non fa più nulla (sorride, ndr), abbiamo chiuso (ride, ndr). Alessandro è stato per me, come Griffith, un avversario da tenere a memoria, perché non si può dimenticare la sua irruenza, la sua potenza. La tua potenza, come eri e come combattevi. Lo so che adesso ti starai mettendo a ridere. Ti garantisco che tu sei stato un grande campione”.
Nino aveva chiuso con un bacio lanciato attraverso la telecamera.

Pronta era stata la risposta di Mazzinghi: “Lui con Griffith, io con Ki-Soo Kim. È bello con gli anni ricordare queste grandi imprese perchè sia io che Nino abbiamo fatto la storia del pugilato italiano, quando la boxe era uno sport veramente amato dai tifosi. Noi in quei favolosi anni abbiamo movimentato l’intero sistema pugilistico italiano, spaccando un’intera nazione in due. Sempre l’uno contro l’altro, come solo i grandi sanno fare. Ho visto l’intervista a Nino e mi ha fatto molto piacere sentire le sue parole di stima nei miei confronti, ricambio con altrettanta stima il bacio che mi ha inviato. Ciao Giovanni“.
Quando giovedì 26 aprile Benvenuti aveva festeggiato l’ottantesimo compleanno, Mazzinghi gli aveva fatto gli auguri via social network: “Ci siamo arrivati, ottantanni un bel traguardo. Tra qualche mese sarà il mio turno. È un’età importante, possiamo ricordare il nostro passato con un po’ di nostalgia per i tanti momenti di gloria e non che ci hanno accumunato, ma sempre con l’amore e l’ardore per questo bellissimo sport. Tanti Auguri Giovanni. Firmato: Alessandro”.
Insomma si era creato un buon feeling, anche se non avevano più avuto occasione di incrociare le loro strade.
Sabato scorso Benvenuti è stato ricoverato d’urgenza in ospedale, codice rosso recitava la nota d’agenzia.
“Dio Mio, non so cosa dire. Forza Giovanni!” aveva scritto Sandro sul suo profilo Facebook.

Aveva cercato il numero del pugile che assieme a lui aveva diviso l’Italia pugilistica e non solo, come nessuno era mai stato capace di fare prima e nessuno è più stato in grado di fare dopo. La boxe, grazie a Nino Benvenuti e Sandro Mazzinghi aveva conquistato una popolarità pazzesca.
È nata così l’idea della telefonata, messe via tutte le incomprensioni (“Siamo capitoli di uno stesso libro” ha detto Sandro) si sono ritrovati.
Un applauso, l’ennesimo, per due grandi campioni.
Buone notizie anche sul fronte medico.
Benvenuti è stato operato al Policlinico Tor Vergata. Gli è stato rimosso un calcolo alla coliciste, l’operazione è durata poco meno di tre quarti d’ora. Nino sta bene, tutto è andato per il meglio. È addirittura probabile che possa tornare a casa nel fine settimana. Dovrà osservare un periodo di riposo assoluto.

 

 

 

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