Nel 2014 aveva conquistato Tyson, ora passerà sette anni in carcere (video)

“In futuro tutti saremo famosi per 15 minuti”, parole finite addirittura sulle mura del New York Museum of Modern Art (MOMA). Si è soliti attribuirle all’artista Andy Warhol, recentemente qualcuno ha insinuato il dubbio che siano invece nate nella mente del fotografo Nat Finkelstein. Chiunque le abbia pensate, restano comunque parole simboliche. E più o meno veritiere.

Craig Vitale i suoi quindici minuti di fama li ha avuto nel 2014.

Due devastanti montanti lo avevano lanciato nel mondo dei social. Su YouTube le vittorie per ko contro Johnny Kavana (in 52 secondi) e Joe Muir (in meno di due round) avevano fatto il giro del mondo, cinquecentomila persone avevano visto quei filmati. Tra queste c’era un personaggio importante, l’eroe di Craig. Il suo idolo. Iron Mike Tyson.
L’ex campione del mondo aveva telefonato prima al manager Adam Wilcock e poi al maestro Sam Brizzi. Voleva portare Vitale negli States, allenarlo, farlo combattere.

I due conoscevano pregi e difetti del loro uomo. Era forte, ma era ancora troppo grezzo per tentare la grande avventura americana. Avevano negato il permesso.

Craig Vitale aveva 25 anni e solo dodici mesi da pugile professionista, sei match, sei vittorie, tre ko da marzo 2013 a marzo 2014. E non è che da dilettante avesse combattuto molto di più: 7-0 recitava il suo record. Era dunque imbattuto. Così in molti si erano meravigliati, quando poco dopo aveva deciso di chiuderla lì. Niente Tyson, niente Stati Uniti, niente pugilato.

L’unico modo per rivederlo sul ring era quello di collegarsi a YouTube.

Adesso questo signore, nato nelle Isole Samoa ma residente ia Sunshine nello Stato di Victoria in Australia, ha 29 anni. Passerà almeno i prossimi sette, se non diventeranno undici, in carcere.

Il giudice Michael Croucher lo ha condannato per rapina a mano armata.
Lui e il fratello sono entrati in un drugstore, lui ha puntato un fucile da caccia contro i clienti, poi ha sparato un colpo verso la cassiera non colpendola, ha invece ferito a una mano un signore appena entrato per comprare delle patatine ai figli.

“È difficile capire perché abbia deciso di presentarsi armato per derubare una donna che è la metà del suo peso e ha il doppio dei suoi anni, per portarle via pochi miserabili dollari e un paio di cassette di Jim Beam” ha detto il magistrato.

Jim Beam, per chi non lo sapesse, è bourbon: un whiskey che prende il nome da una contea dello Stato del Kentucky.

Cappuccio della tuta calato sulla testa, fucile in mano, minaccioso ha fatto la rapina. Poi ha cercato di scappare, è stato catturato.

Sognava di diventare il campione dei pesi massimi, ora dovrà meditare sui suoi errori. Chiuso in cella, avrà dai sette agli undici anni per farlo.

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