Blandamura vola in Giappone, ha ritrovato lo spirito guerriero dei Sioux

Oggi pomeriggio Emanuele Blandamura parte per Tokyo. Ha inizio la parte finale della grande avventura. Domenica 15 sfiderà Ryota Murata per il mondiale Wba dei pesi medi, vedremo il match in diretta all’ora di pranzo su FoxSports.

Lele è un uomo di origine friulane, ma romano d’adozione.

Aveva meno di un anno quando è venuto a vivere nella Capitale.

Si è innamorato della boxe attorno ai diciott’anni, non l’ha più lasciata. Il primo impatto l’ha avuto nella palestra di Guido Fiermonte, in quel luogo magico al 414 di via Salaria, tra i quartieri Parioli e Trieste. L’antro segreto dove ha imparato l’antica arte del pugilato.

A Fiermonte ha promesso, ormai vent’anni fa, che sarebbe diventato campione del mondo. Adesso ha l’occasione per tenere fede a quella promessa.

Blandamura è un personaggio fuori da ogni cliché.

Ama la musica classica, legge libri di filosofia e nei giorni liberi se ne va per musei. Ha ridotto quasi a brandelli “Il vecchio e il mare” di Hemingway per le mille volte che lo ha letto, cercandovi risposte alle grandi domande della vita.

Sul ring le risposte le ha avute un po’ alla volta.

È diventato campione europeo al terzo tentativo. Un ottimo match contro Billy Joe Saunders, finito come l’altro contro Michel Sorò: due sconfitte prima del limite. Ma bisogna scavare nelle pieghe di quegli incontri, non accontentarsi solo del risultato per capire quanto abbia dato Lele in entrambe le sfide, soprattutto nella prima.

Poi è arrivata la lunga, agognata rivincita contro Matteo Signani che lo aveva battuto da dilettante. Una vittoria dura, sofferta, meritata. Lì ha messo sul piatto la tripla che ogni guerriero deve rispettare per portare a casa il successo.

Sangue, sudore e lacrime dovevano essere.

Sangue, sudore e lacrime sono state.

Una difesa contro Alessandro Goddi, più complessa di quanto pensasse. Il fatto è che per chissà quale ragione, Lele sentiva di avvicinarsi al giorno in cui avrebbe salutato tutti e sarebbe andato a cercarsi un lavoro, l’ennesimo. Di mestieri ne ha fatti mille, dal panettiere al conciatore di pellami. Quello di pugilatore è senza dubbio quello che gli è piaciuto di più. Ma in giro il mercato della boxe era decisamente in ribasso e lui aveva bisogno di guadagnare.

Ancora un paio di difese e poi lascio. Così pensava.

Fino a quando, un pomeriggio, seduto a un bar di Piazza Vescovio si è lanciato in una lunga chiacchierata con Marco Rustichelli. Amici da sempre, si sono incontrati di nuovo dopo tanto tempo.

Marco ha fatto una esperienza di quindici anni in Thailandia, predica la filosofia orientale, il potere della mente sul corpo. È stato ed è preparatore atletico di molti campioni dello sport. Ha lanciato la proposta e il vecchio amico ha raccolto la sfida. Sarebbe rinato, avrebbe ritrovato motivazioni ed entusiasmo. E avrebbe alzato l’asticella delle ambizioni.

Quando Christian Cherchi, il manager amico, gli ha telefonato per dirgli che la trattiva del mondiale Wba contro Ryota Murata era chiusa, Blandamura ha fatto un salto di gioia. Finalmente la sorte lo ripagava dei mille sgarbi che gli aveva fatto in passato.

Eugenio Agnuzzi l’ha preparato alla Pro Fighting Gym, la palestra di Torpignattara dove assieme hanno studiato come sconvolgere scommesse e pronostici. Eugenio ha capacità e tatto per una sfida ad alto livello. Conosce la psicologia dei sui ragazzi e sa come portarli al top una volta sul ring.

Oggi partono per la grande avventura.

Un solo rimpianto. L’assensa di nonno Felice, l’uomo che ha insegnato a Emauele che “La vita è bella e merita di essere vissuta con amore”. Felice se ne è andato per sempre quattro anni fa, Lele è cresciuto con lui, si è fatto guidare, ha raccolto i suoi consigli. E prima di ogni sfida importante va a visitarlo e parla a lungo con lui. Come faceva quando era ancora in vita. Lele si siede davanti alla tomba del nonno al cimitero di Cerignola e dà il via a un colloquio surreale. Dice che gli fa bene, gli dà forza, gli fa sentire in modo meno violento la mancanza di una persona che lo ha preso per mano e condotto vero la serenità.

Domenica 15 aprile Lele sfiderà Ryota Murata nell’Arena da 17.000 posti a Yokohama. Porterà sul ring la memoria di tutto quello che è stato e i sogni di quello che spera sarà. Ha sofferto, lottato e lavorato per avere questa occasione. Da Piazza Vimercati, Nuovo Salario, è volato fino in Giappone per raccogliere il fiore vietato. Laggiù, nel regno della sua religione: il buddismo, proverà a rendere realtà il grande progetto.

Lo farà con lo spirito di un guerriero. In fondo per lui Sioux non è solo un soprannome, sente davvero nell’anima la forza e l’amore di quel popolo nobile.

Forza Lele, c’è un titolo da conquistare.

A maggio, nelle più importanti librerie e sui principali store online (Amazon, Mondadori, Feltrinelli, Ibis, Libreria Universitaria e tanti altri), uscirà “Che LOTTA è la VITA”: un romanzo che racconta la storia drammatica e commovente di Emanuele Blandamura.

EMANUELE BLANDAMURA

Record
27-2-0, 5 ko
ex campione europeo dei pesi medi
Età
38 anni
Caratteristiche fisiche
1.78 altezza, 1.81 allungo
Ultimi tre match
Goran Milenkov (12-10-0) UD 6
Matteo Signani (23-4-3) SD 12 (113-115, 116-112, 115-113); europeo medi
Alessandro Goddi (30-1-1) UD 12 europeo medi

 

 

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