Salva a un passo dal baratro. Lunedì Marion torna a giocare…

Nella vita si può fare solo una cosa: difenderci,
proteggerci, alzando intorno a noi un muro che ci isoli
(Georg Funkquist, Un’estate d’amore)

 

Marion ama l’arte, la pittura. Dipinge, anche.

Ha una passione per la matematica (la leggenda narra sia in grado di recitare a memoria la successione di Fibonacci), per i libri e per Victor Hugo in particolare.

E soprattutto per i suoi due gatti.

Ha il senso dell’umorismo, la battuta pronta.

Marion Bartoli faceva di tutto per non strappare simpatia quando era sul campo da gioco. Picchiava la palla tenendo la racchetta con entrambe le mani, bimane sia di dritto che di rovescio.

E poi quel servizio così elaborato, con il lancio altissimo e l’apertura di braccia che sembrava volutamente esagerata nel gesto tecnico.

Davano fastidio anche i continui saltelli, i colpi a vuoto tra un punto e l’altro, le corsette liberatorie, il pugnetto ostentato in segno di sfida.

Marion era su di peso.

Eppure aveva vinto otto tornei, compreso Wimbledon 2013 dopo essere andata in finale sei anni prima (undici le finali in carriera). Era numero 7 del mondo. E, cosa non disprezzabile, aveva guadagnato circa 11 milioni di dollari in prize money.

Poche settimane dopo il trionfo sull’erba, era uscita di scena.

David Waldstein sul New York Times di mercoledì ci racconta cosa è successo da quel giorno in poi.

Un ragazzo l’aveva tormentata, le aveva ripetuto ogni giorno le stesse cose.

“Sei grassa, devi dimagrire, guarda le altre. Mettiti a dieta, dimagrisci!”

Alla fine lei aveva ceduto.

Un’infiammazione alla spalla destra e la rottura di un tendine erano state le cause del ritiro. La voglia di accontentare quel ragazzo l’aveva portata assai vicina alla tragedia.

Si era imbarcata in una dieta folle, assai vicina al digiuno totale. In diciotto mesi era scesa da 74 a 52 chili. Poi, durante un viaggio in India, era stata infetta da uno strano virus. Quindici giorni di febbre alta l’avevano portata a 41 chili.

“Ero assai vicina alla morte” ha confessato al New York Times.

Chi l’aveva vista in quei giorni, ma anche qualche mese dopo, aveva messo in giro la voce che fosse anoressica. Altri avevano fatto di peggio, raccontando come ormai fosse condannata a una fine terribile.

Lentamente Marion ha rimesso insieme i pezzi. Ha lasciato il ragazzo, ha ritrovato un’alimentazione decisamente migliore e salutare, ha rimesso su un po’ di chili. E nell’ottobre dello scorso anno ha chiamato attorno a sè la sua squadra.

“Si torna a giocare!” ha annunciato.

Dopo quattro anni e mezzo di assenza dal tennis agonistico, lunedì parteciperà al “Tie Breaks Tens” al Madison Square Garden, assieme a Serena e Venus Williams. Poi spera di essere in campo a Miami, a Monterrey e in altri dodici tornei del circuito, inclusi Roland Garros, Wimbledon e US Open.

Ha cambiato il servizio, ora sforza assai di meno la spalla e batte in modo decisamente più convenzionale. I dolori sembrano averla abbandonata. È pronta a ricominciare.

Mario Bartoli, a 32 anni, vuole rimettersi in gioco.

 

 

 

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