I due allenatori cubani non possono andare all’angolo degli azzurri

Sono sempre in attesa di una risposta da parte del presidente federale.
La domanda che ho posto, in fondo era semplice.
Quali sono i curricula dei due allenatori cubani scelti per gestire la rinascita del pugilato italiano?
Tutto tace, un assordante silenzio incombe nei corridoi dei sospiri di viale Tiziano.
Io comunque una prima risposta l’ho in qualche modo ricevuta.
Di certo il sessantatreenne Jorge Valdes Perez e il cinquantaseienne Gerardo Gonzalez Bicet non hanno alcun riconoscimento a livello mondiale.
Si sono infatti iscritti al corso (12-20 marzo a Santa Maria degli Angeli) per ottenere la prima stella Aiba. Senza di quella, se si dovesse rispettare il regolamento della federazione internazionale, non potrebbero neppure andare all’angolo nei tornei.


Traduco, per chiarezza. Il presidente federale ha assunto due tecnici che non possono seguire i pugili azzurri durante le competizioni.
Per la regola 16.1.1 del Regolamento tecnico infatti, solo quelli che hanno ottenuto la certificazione possono lavorare come secondi nelle riunioni Aiba.
Quale è il problema?
Sento già l’obiezione nell’aria. C’è comunque un direttore tecnico a gestire la situazione. Il dt in questione è Giancarlo Ottavio Ranno che, come è uso nell’attuale Federazione, ricopre un doppio incarico. Fa parte del CF e dovrebbe svolgere anche un ruolo operativo sul campo. Sembra però, e qui mi fido di testimonianze esterne, che dopo la nomina non sia andato all’angolo di un pugile italiano.


Nella Fpi deve esserci un’epidemia, perché anche Biagio Zurlo (responsabile delle Wbs e consigliere federale, ovviamente un doppio ruolo anche per lui) non si è visto all’angolo. Almeno nelle prime due uscite dell’Italia Thunder in cui ha svolto unicamente il ruolo di commentatore tecnico televisivo.
Chiedo ai consiglieri federali (tanto lo so, il presidente non risponderebbe), a voi sembra così normale che i ruoli di controllore e controllato siano affidati alla stessa persona?
Ricordo che il duo cubano è stato assunto con un contratto trimestrale che scadrà a fine marzo. Che accadrà dopo? Voci provenienti dall’interno del palazzo di viale Tiziano dicono che l’accordo sarà rinnovato sino alla fine dell’anno. Poi, sarà nominato un tecnico italiano. Nel caso fosse vero, si tratterebbe di una strategia suicida. Non posso credere che il rumor corrisponda a verità.
È la terza domanda a rimanere senza risposta.
Cosa accadrà a fine marzo?

Non vorrei essere frainteso. Non sto contestando le qualità dei due tecnici caraibici. Non potrei farlo. Loro sono in Italia da soli due mesi e, per mia colpa unita alla mancanza di chiarezza da parte della presidenza federale, non conosco il loro passato.
Hanno vinto, a livello senior, medaglie olimpiche o mondiali?
Hanno gestito la carriera di qualche pugile cubano, senior, di grande livello?
Chi può dirlo?
In Italia, per ottenere la qualifica di maestro devi avere precisi requisiti.

Abbiamo allenatori tre stelle Aiba (il massimo), tecnici segnalati tra i migliori del mondo, maestri che hanno gestito grandi campioni. Eppure non sono stati giudicati all’altezza di guidare la rinascita della nazionale italiana. Gli sono stati preferiti tecnici (con incarico trimestrale) che non possono neppure andare all’angolo.
È un evidente paradosso. Non si è cercata una soluzione che portasse al bene della boxe, si è scelta la strada meno chiara, quella imposta dall’ennesimo aiutino.

Altre cose risultano incomprensibili. Si ha l’impressione che anzichè accettare un dialogo con l’opposizione, si sia cercato di imbavagliare i contestatori. O è forse un caso che presto si tornerà a votare per le cariche dell’Associazione Nazionale Allenatori Pugilato?

Ultima annotazione. Nel corso per ottenere la seconda stella Aiba, stessa sede e stesse date, si ripresenterà Massimo Scioti dopo la bocciatura di due anni fa. Con lui c’è il dt Biagio Zurlo.
In quello per la prima stella ci sono anche Valeria Calabrese, Riccardo D’Andrea, Roberto Cammarelle e (sorpresa!) Clemente Russo.

 

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