L’Aiba difende la nomina di Rakhimov. Oggi scade l’ultimatum del CIO

Il CIO ha ribadito ieri la sua decisione di bloccare i contributi finanziari all’Aiba fino a quando l’Associazione non chiarirà la sua posizione.

Ha in pratica ripetuto l’annuncio fatto il 6 dicembre scorso in una conferenza stampa. Concetto espresso anche nelle due lettere spedite all’epoca presidente a interim Franco Falcinelli (sopra, a destra, con il nuovo presidente a interim Gafur Rakhimov)  il 12 dicembre 2017 e il 12 gennaio 2018.

“Fino a quando l’Aiba non presenterà un esaustivo rapporto su governance, managment, finanza, giudici, arbitri e antidoping quei fondi rimarranno bloccati.”

Nelle due lettere ha stabilito anche la data di scadenza per la presentazione del documento. I termini si chiudono oggi, 31 gennaio 2018. Al momento non vi è annuncio ufficiale da nessuna delle due parti che la richiesta sia stata esaudita.

L’Aiba, per bocca del nuovo presidente a interim Gafur Rakhimov ha fatto sapere che: “È stato raggiunto un accordo extragiudiziale per fare fronte alle richieste del maggiore creditore e porre fine a una lunga battaglia legale. La somma di dieci milioni di dollari sarà restituita alla Benkons a scadenza fisse, con inizio gennaio 2021. Parte del debito sarà trasformato in sponsorizzazione.”

L’Aiba ha inoltre spedito un preciso messaggio al CIO.

“Il successo del Congresso Straordinario di Dubai e la decisione di proporre una nuova guida sono i segnali di un ulteriore positivo sviluppo che dovrebbe essere bene accolto dal Comitato Olimpico Internazionale.”

A leggere i comunicati ufficiali del CIO non sembra che l’Ente che governa lo sport mondiale abbia gradito molto quello che è scaturito dal Congresso di Dubai.

La guerra è appena all’inizio, il commissariamento è dietro l’angolo.

 

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