La bella Caroline, Million Dollar (dimenticati) Baby

Caroline Wozniacki ha battuto in finale Simona Halep 7-6 (2) 3-6 6-4 in poco meno di tre ore, ha vinto gli Australian Open e lunedì dopo sei anni tornerà numero 1 della Wta. A lei ho dedicato un capitolo del libro Storie in controtempo.

 

Il denaro è una parola, è una convenzione: c’è tanta gente che senza denaro riesce a vivere come se avesse milioni. C’è tanta gente poi, carica di milioni, che vive come se non avesse nemmeno un soldo

(Eduardo De Filippo, A che servono questi quattrini?)

Caroline Wozniacki è una tennista fuori dagli schemi.

Non certo in campo, dove picchia la palla come le recenti tradizioni tennistiche impongono. Ma in un contesto più ampio. Nei rapporti con il mondo.

Gli sportivi di successo sono spesso descritti come seguaci di una religione che gode di molta popolarità, quella che venera il dio dollaro.

Caro, come la chiamano gli amici, no.

Lei si è dimenticata di ritirare 1,45 milioni di dollari!

Solo un’ora dopo essere tornata nella sua casa di Manhattan è risalita in macchina per riprendere la strada del Billie Jean King Nazional Tennis Center e intascare così l’assegno che le spettava per la finale degli ultimi US Open, quella persa contro Serena Williams.

Caro non sapeva che le spettavano, e per questo non ha chiesto, mezzo milione di bonus degli sponsor. Ci ha pensato John Tobias, il suo manager, a sollecitare la pratica.

La ragazza non sa quanto ha sul conto in banca, semplicemente perché non lo controlla. Non sa quanto versa a suo padre Piotr che le fa da allenatore (“Non mi interessa, può prendere quello che vuole”). E nei contratti con gli sponsor non è la cifra in fondo ai fogli che va a controllare per prima, ma sta bene attenta a cosa possa rappresentare l’accordo, a quale impatto possa avere sulla sua filosofia di vita.

Non è certo una sprovveduta la 24enne danese che vuole prendere una laurea in gestione aziendale. Parla con proprietà quattro lingue, altre tre le conosce in modo da potere sostenere una conversazione. A 10 anni ha praticamente chiuso da sola il contratto con l’Adidas. A 13, vinto il primo torneo, è passata alla Nike. Quando le cose sono andate ancora meglio ha chiesto al manager di tornare alla casa tedesca, la prima azienda che aveva creduto in lei.

È una potenziale macchina da soldi. Non solo per i quasi venti milioni di dollari intascati come prize money, ma anche e soprattutto per i 10 milioni annuali che vale in sponsorizzazioni.

La gente ama sempre di più questa bella ragazza che ispira allegria. Ha quasi ottocentomila followers su Twitter, un milione e trecentomila amici su Facebook.

Il sogno è un felice futuro di coppia, quello che vivono da molto tempo i genitori. Per lei la rappresentazione del grande amore.

Non le è andata bene con il golfista Rory McIlroy che l’ha lasciata alla vigilia delle nozze. Per due anni avevano vissuto sempre assieme. E Caro aveva pagato caro tanta passione. Il tennis non figurava più in cima ai suoi pensieri, così era lentamente scivolata dal numero 1 al 18 del mondo, perdendo i bonus degli sponsor per un valore totale di otto milioni di dollari.

Se qualcuno glielo faceva notare, lei faceva spallucce.

“Non sono i soldi a motivarmi. Ne ho abbastanza per vivere bene, mangiare e comprarmi le scarpe che sogno.”

Ha dimostrato coerenza quando una rivista si è presentata con un bell’assegno per fotografarla nuda e realizzare un calendario.

“Cosa ho risposto? Semplicemente che preferisco rimanere con i vestiti addosso.”

Rory le aveva regalato un anello da 250.000 $, ma non ci ha messo molto a chiamarsi fuori quando ha capito che il matrimonio non faceva per lui.

Nei giorni scorsi Caro ha ricevuto un omaggio meno impegnativo: un braccialetto di diamanti e oro giallo, valore 15.000 $. Non arriva da un altro fidanzato generoso, ma dalla Moët & Chandon e dai gioiellieri neozelandesi Naveya & Sloane. È una sorta di ingaggio per il torneo che si disputerà ad Auckland dal 5 al 10 gennaio del 2015.

Il 2014 è stato l’anno della riscossa per Caroline Wozniacki, tornata nella Top 10, ora fissa al numero 8. Finalista agli US Open e a Tokyo, vincitrice a Istanbul. Semifinalista in cinque tornei compreso il Master di fine stagione a Singapore.

Il suo sorriso splendente è tornato in prima pagina.

Ha arricchito lo spessore del personaggio con la maratona di New York chiusa in 3h26’. Il tennis non è il suo unico sport.

Le piace, ad esempio, la boxe. C’è lei che tira pugni nel video principale del suo sito web. Quando è sotto stress si prepara come un pugile che deve affrontare un campionato del mondo. Ginnastica, corsa, pallone medicinale, pera, sacco, esercizi a vuoto sul ring. Tutto, tranne prendere cazzotti.

Caro è vestita dalla stilista Stella McCartney, la figlia di Paul. La Wozniacki non era ancora nata quando i Beatles conquistavano il mondo, ma la loro musica le è sempre piaciuta. Come le piace la moda.

Quando lo scorso settembre ha passato i quarti di finale agli US Open ha ricevuto uno splendido mazzo di fiori, accompagnato da un bigliettino firmato Michael Kors. Talentuoso disegnatore di una linea di abbigliamento femminile. Lei ha ricambiato con due biglietti di semifinale per il box di famiglia.

“Non so se questo possa essere l’inizio di un rapporto di lavoro, ma comunque vada sarà una buona pubblicità” ha commentato il manager.

“Sono semplicemente contenta di incontrarlo” ha replicato lei.

A una sfilata ha incrociato la dea della moda Anna Wintour, direttrice di Vouge, quella impersonata da Meryl Streep in “Il diavolo veste Prada” (Miranda Priestly nel film).

“Cara, dovresti cambiare il tuo taglio di capelli. È un po’ antiquato, non ti dona” le ha detto la Wintour.

“Come potrei non seguire un suo consiglio?” le ha risposto la tennista.

E ha mantenuto quei capelli lunghi, biondi, mossi, da bambolina.

È fatta così Caroline Wozniacki, rispettosa con tutti, ma fermamente intenzionata a non lasciarsi influenzare da nessuno.

I giornali l’hanno seguita nella turbolenta storia d’amore con McIlroy, lungo le strade di New York mentre lasciava dietro atleti più abituati di lei alle maratone, mentre picchiava la pallina da tennis con la violenza di un peso massimo nei principali tornei del circuito, quando si lasciava immortalare in tenere foto con il suo cane Bruno.

Poi, si sono tutti meravigliati dell’amicizia con Serena Williams. Un rapporto vero, forte. Come se due campionesse popolari, ricche e vincenti non potessero coltivare un sentimento nobile come è appunto l’amicizia.

Caro non si è curata di questa strana meraviglia ed è andata avanti.

“I miei genitori fin da ragazzina mi hanno dato un consiglio. Divertiti. Hai la fortuna di guadagnare soldi giocando a tennis, non sprecare questo regalo. Non importa se sarai la numero 1 o la numero mille, divertiti per quello che fai.”

È in casa che ha scoperto quanto possa aiutare un sorriso.

E così si è scatenata.

Ha fatto scoppiare un palloncino alle spalle di Maria Sharapova che stava concendo un’intervista televisiva. Si è fatta fotografare dopo avere messo alcuni asciugamani dentro la camicia e nella gonna con l’intento di somigliare a Serena Williams. Ha postato una foto di McIlroy con la bocca aperta e il bicchiere ancora in mano. Si diverte così, la ragazza.

Caroline Wozniacki è tornata a sorridere. Il 2014 è stato un anno difficile, tormentato, ma si è chiuso con un grande sorriso. La ragazza che si dimentica di ritirare quasi due milioni di dollari di premi ha ripreso il suo posto nel mondo del tennis. Ho la sensazione che tornerà a spingere come nella stagione che l’ha portata al numero 1, soltanto tre anni fa.

“La mia motivazione non sono i soldi. A spingermi è la passione per il tennis, la gioia quando vinco un trofeo.”

Dicembre 2014

“Storie in controtempo” Federer, Ivanisevic, Serena, Kournikova e… Viaggio senza limiti tra gli eroi del tennis, di Dario Torromeo (Absolutelyfree editore, 324 pagine, 15 euro)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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