È nato e cresciuto nel fango. Ma non si è mai lasciato sporcare

Toledo è una città difficile. Gli omicidi toccano quota 13,3 ogni centomila abitanti, quando la media annuale dello Stato è 5,6 e quella nazionale non supera i 5,3.

South Toledo è la parte brutta della città.

“Sono nato e cresciuto nel fango” dice Robert jr.

Fa una breve pausa, poi aggiunge.

“Ma non mi sono mai lasciato sporcare.”

Come spesso accade, anche lui ha voluto scrivere sul corpo la storia della sua vita, tatuaggi che raccontano l’anima di questo uomo ormai vicino ai 27 anni.

Appena sopra la clavicola, su ciascun lato del collo, ha i nomi delle persone che l’hanno salvato: Robin Ellis e Robert sr, mamma e papà.

Sull’avambraccio sinistro si è fatto ritrarre il volto di un amico morto in una sparatoria davanti a un bar di South Toledo. Un monito, un messaggio a se stesso per tenere sempre a mente come sia riuscito a sfuggire a droga, crimine e omicidi; come abbia avitato l’ospedale o il cimitero.

Viene da una famiglia di divorziati. La mamma ha tirato su da sola con grande dignità otto figli, lui era il terzo in ordine di nascita. Quando ha cominciato a frequentare l’high school si è trasferito dal papà.

Robert sr ha fatto il pugile, è stato un mediomassimo di discreto livello che ha combattuto nella seconda metà degli anni Novanta chiudendo con un record di 9-3-2, 6 ko. A cinque anni Junior ha cominciato a infilare i nastri dei match del genitore nel videoregistratore. Poi andava in bagno e provava a imitarlo davanti allo specchio.

Ha mangiato pane e boxe tutta la vita.

Ma se si esagera, anche le cose belle stancano.

Chiuso nella sua stanzetta il 15enne Robert jr piangeva come un vitello. Aveva chiamato mamma al telefono e si era sfogato.

“Non ce la faccio più. Non ne posso più del pugilato, voglio essere un ragazzo normale.”

“Parlane con papà, vedrai che capirà” gli aveva detto Robin.

E così era stato.

“Non è obbligatorio che tu torni in palestra, figliolo. Fai le tue scelte senza sentirti forzato a fare nulla.”

Due giorni dopo il giovanotto era di nuovo lì ad allenarsi.

Duecentotrenta match da dilettante, 213 vittorie ma nessun risultato eclatante.

Lo allenava Robert sr. Il papà rubava qualche ora a una giornata che era già fin troppo piena. Due lavori, da Wendy’s e da autista per il Centro medico dell’Università di Toledo, per non fare mancare niente al ragazzo.

La boxe era un affare di famiglia.

Pugile il nonno, James sr.

Pugile il padre, Robert sr.

Pugile il figlio, Robert jr.

Se Junior avesse avuto il minimo dubbio su cosa fare nella vita, Adrien Broner glielo aveva tolto. Il quattro volte campione del mondo e il suo allenatore Mike Stafford avevano infatti invitato i due Easter ad allenarsi a Cincinnati.

Detto, fatto.

Esordio il 10 novembre del 2012 allo Staple Center di Los Angels, vittoria per ko 2.

Oggi i successi sono diventati 20, nessuna sconfitta e nessun pari a macchiare il record.

“The winner by split decision, and new champion of the world, from Toledo Ohio…” il resto Junior non lo aveva neppure sentito. Un urlo di gioia, l’abbraccio al papà, la cintura dorata.

Era il nuovo campione Ibf dei pesi leggeri.

Lui, un lungagnone di 1.80, era il re delle 135 libbre (61,360 kg). Roba da non crederci.

Viso ovale, sguardo impenetrabile da Inca, baffetti sottili e barbetta a volte folta a volte leggera a incorniciare il volto.

Robert Easter jr è un pugile tosto. Veloce e potente, 14 vittorie le ha messe assieme con altrettanti ko. Sabato difenderà la corona al Barclay Center di Brooklyn, New York, contro Javier Fortuna (33-1-1, 23 ko, 28enne della Repubblica Domenicana).

“Le nostre feste? Abbiamo passato Natale e Capodanno in palestra” racconta il papà.

“Nel pugilato non esiste vacanza, la boxe non prevede scorciatoie”, dice Junior dimostrando così di avere imparato perfettamente la lezione.

Per esserne ancora più sicuri basta dare un’occhiata al suo telefonino.

In grassetto rosso sulla schermata iniziale sono scritti cinque avvertimenti.

“I will not lose”

“I will remain champion of the world”

“I will remain focused”

“I will win”

“Hard work. Dedication”

Se vieni da South Toledo sai che la vita è dura.

The mud, il fango. Così chiamano la zona da quelle parti.

Robert Easter jr viene da lì, ha visto amici perdersi lungo il cammino, li ha accompagnati in ospedale, ha seguito in lacrime più di un funerale. Devi lottare per tirarti fuori dal fango. Devi lottare ogni giorno della tua esistenza.

Robert sr glielo ripete da quando era piccolo.

“La boxe è dura, pretende sacrifici e dedizione. Ma se hai talento, e tu ce l’hai, ti porterà fuori dalla zona minata.”

Junior è campione dal 9 settembre del 2016, ha già sostenuto due difese vittoriose. Fortuna è il prossimo passo verso i livelli ancora più alti, quelli che portano ai guadagni milionari.

Padre e figlio ci credono. In fondo, sognare non costa nulla.

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