Sono un massimo, combatto positivo. Doping, squalifiche e facili perdoni

Deontay Wilder dice di essere furioso. Negli ultimi sedici mesi tre suoi rivali sono stati fermati dalla WADA per essere risultati positivi all’antidoping: Povetkin, Wawrzyk e adesso Luis Ortiz.

Wilder non sente ragioni, nonostante il Wbc abbia bloccato la sfida lui vuole andare avanti. Non ha alcuna voglia di rinunciare al match.

Ha ragione ad agitarsi, ma il problema non è solo il suo. È l’intera categoria dei pesi massimi che negli ultimi anni ha evidenziato un’imbarazzante familiarità con il doping.

La cosa da sola sarebbe già grave, ma ad aumentare sdegno e sfiducia è il fatto che questi signori hanno conservato (anche in caso di squalifica) la possibilità di battersi in tempi brevi per il titolo.

È un discorso che ho già fatto, ma credo sia opportuno ripetere.

Bisogna tenere sempre viva la memoria delle colpe dei pugili e di quelle degli Enti che avrebbero dovuto garantire la pulizia della boxe.

Luis Ortiz.

Positivo l’11 settembre 2014 nel match contro Lateef Kayode.

Squalificato per nove mesi.

Una settimana dopo la fine della squalifica batte Byron Polley (27-18-1).

Quattro mesi dopo disputa l’interim Wba e sconfigge Matias Ariel Vidondo.

Giovedì scorso positivo al doping in vista della sfida a Deontay WIlder per il titolo Wbc.

È numero 1 Wba, numero 2 Wbc.

Shannon Briggs.

Positivo in aprile a un controllo in vista del match del 3 giugno 2017 contro Fres Oquendo per il titolo Wba.

La Wba lo sospende per sei mesi.

Briggs ha 45 anni.

Fres Oquendo.

Positivo il 6 luglio 2104 nel match contro Ruslan Chagaev.

Non combatte da quel giorno.

La Wba lo designa per il titolo contro Shannon Briggs. Match saltato per la positività di Briggs.

È numero 3 Wba.

Bermane Stiverne.

Positivo il 4 novembre 2016 a un controllo in vista del match del 17 dicembre contro Alexander Povetkin per designare lo sfidante ufficiale di Deontay Wilder per il titolo Wbc.

Settantacinquemila dollari di multa.

Negli ultimi due anni, un solo match: sconfigge Deric Rossy (30-10-0) finendo al tappeto nel primo round e vincendo di stretta misua (96-93 96-93 95-94).

Il Wbc lo nomina sfidante ufficiale di Deontay Wilder.

Tornerà (forse) sul ring il 4 novembre contro Dominic Brazeale.

È numero 1 Wbc.

Alexander Povetkin.

Positivo il 21 maggio 2016 a un test sostenuto sette giorni prima.

Niente squalifica.

Il 17 dicembre 2016 deve affrontare Bermane Stiverne per designare lo sfidante ufficiale di Deontay Wilder.

Il 15 dicembre l’annuncio di una nuova positività.

Ancora nessuna squalifica.

Stiverne si rifiuta di fare l’incontro.

Il 3 marzo 2017 il Wbc lo multa di 250.000 dollari e lo squalifica a tempo indeterminato, potrà presentare la richiesta di licenza il 4 marzo 2018. Fino a quella data non sarà autorizzato a combattere per alcuni titolo Wbc.

L’1 luglio 2017 batte Andriy Rudeski per i titoli Wba Continentale e Wbo Internazionale.

È numero 5 Wba, numero 8 Wbo, numero 12 Ibf.

Lucas Browne.

Positivo il 5 marzo del 2016 nel match vinto contro Ruslan Chagaev per la cintura Wba.

Titolo revocato, sanzione pecuniaria, sei mesi di squalifica. Pena ridotta.

Torna sul ring il 2 giugno, batte prima del limite Matthew Greer (16-20-0, dieci sconfitte per ko).

La Wba lo designa sfidante ufficiale al titolo contro Shannon Briggs.

È numero 13 Wbc.

Dillian Whyte.

Positivo nel 2012.

Il BBBC lo squalifica per due anni.

Torna nel marzo 2013.

Adesso si propone per Wilder.

Ultimo appunto sulla categoria.

Non si tratta di doping, ma credo aiuti a capire come siano fatte le classifiche degli Enti mondiali.

Manuel Charr ha un record di 30-4-0.

Ha perso tre degli ultimi sette match.

Ha vinto gli altri quattro contro:

Michael Grant, quattro sconfitte negli ultimi sei match, 45 anni.

Alex Leapai (30-6-3), 38 anni.

Andrei Mazanik (12-8-0) 34 anni.

Sergei Seferi (21-0) 38 anni.

Manuel Charr è numero 4 della World Boxing Association…

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