Cleverly vs Jack, il mondiale delle contraddizioni…

Nathan Cleverly viene dal Sud del Galles, più precisamente da Caerphilly: una piccola cittadina di trentamila abitanti, nota anche come Monkey’s Island, l’isola della scimmia.

Nathan ha il volto pulito del bravo ragazzo, alle spalle una solida famiglia e una laurea in matematica ottenuta all’Università di Cardiff. Sabato difende il titolo Wba dei mediomassimi. Una cintura vinta in modo, diciamo, avventuroso. Per sei round Jurgen Braheme gli era stato superiore, sui cartellini dei tre giudici il tedesco era infatti avanti di due punti. Poi, il ritiro. Apparentemene inspiegabile. Nessuna lamentela precedente, nessun segnale inquietante. Il gomito destro, il ghiaccio in pressione su quel punto indicava che il problema era lì, aveva lavorato a meraviglia anche nell’intera ripresa che aveva preceduto il ritiro.

Il gallese è così tornato campione, dopo avere detenuto la cintura della stessa categoria ma nella versione Wbo.

E adesso affronta quello che è probabilmente il match più difficile della carriera. Lo è perché il meglio del suo talento sembra essere alle spalle, ha perso due degli ultimi quattro match e ha vinto per infortunio quello con il titolo in palio essendo sotto al momento della sospensione. Lo è perché come valore assoluto è inferiore allo sfidante.

Badou Jack viene dai supermedi, solo da un mese è passato tra i mediomassimi. La Wba ha tirato fuori dal cilindro l’ennesimo coniglio, è l’unico modo di interpretare la decisione.

Il 27 luglio la World Boxing Association ordina una sfida tra Cleverly (30-3-0, 16 ko) e il campione a interim Dmitry Bivol (11-0, 9 ko). Il vincitore avrebbe poi sfidanto Anfe Ward per il titolo di supercampione.

Il 9 agosto l’organizzatore Eddie Hearn ufficializza l’incontro tra Cleverly e Jack (21-1-2, 12 ko). Ma Bivol non accetta l’idea di fare un passo indietro.

Il 12 agosto la Wba annuncia una deroga speciale per la sfida tra Cleverly e Jack, imponendo la chiusura di una trattativa tra il vincitore e Bivol entro l’11 settembre. Tutti d’accordo.

Così va la boxe.

Badou è favorito. Boxa meglio e, nonostante sia più grande di età, sembra più fresco di Cleverly. È stato detentore del titolo dei supermedi Wbc che ha lasciato per una sola ragione. Faticava troppo a rientrare nei limiti di peso. Forse è stato proprio questo a pesare sul rendimento degli ultimi due incontri chiusi in parità, anche se poi quello con Lucien Bute si è trasformato in vittoria grazie alla squalifica per doping del rumeno/canadese.

Ha un destro che fa decisamente male. Colpisce duro al volto, tira pugni pesanti al corpo. A me sembra però che abbia qualche lacuna di troppo in difesa.

Lui dice che la colpa è di quel lazy jab che tira ogni tanto. Un pugno pigro che lascia scoperti ampi corridoi. Ne ha approfittato Derek Edward che lo ha spedito due volte al tappeto con il gancio destro ed è l’unico che finora sia riuscito a batterlo. Anche George Groves ha sfruttato la possibilità offerta da quel sinistro basso e ha messo dentro il suo gancio destro. Efficace, ma non abbastanza. I giudici hanno premiato con una split decision lo svedese.

Jack è nato a Stoccolma, padre del Gambia (portabandiera di quella nazione, Badou ha partecipato all’Olimpiade di Pechino 2008), mamma svedese, sette tra fratelli e sorelle. Vive a Las Vegas dove si è trasferito dopo avere firmato con la Mayweather Promotion. Prima era sotto contratto con Lou Di Bella.

Ha un soprannome esagerato, cruento, degno di un film di Tarantino. Si fa chiamare The Ripper, lo squartatore.

Pensate se vostra figlia l’avesse scelto come compagno.

“Mamma, papà, vi presento il mio fidanzato. Il suo nome è Badou Jack, ma gli amici lo chiamano simpaticamente lo squartatore”.

È diventato campione dei supermedi battendo a sorpresa Anthony Dirrell, ha difeso vittoriosamente la corona e ancora contro pronostico in trasferta con Groves. Sogna di affrontare Adonis Stevenson, prima deve superare Nathan Cleverly.

Il gallese preferisce il cuore della battaglia, la corta distanza. Ha coraggio, nei tempi d’oro aveva anche tenuta fisica.

Sabato si gioca tutto.

“Lo so benissimo, in caso di sconfitta non potrei mai tornare a combattere a questi livelli. Quindi, ora o mai più”.

Potrebbe non essere un match piacevole sul piano tecnico. Ma dovrebbe essere un incontro di grande intensità. Entrambi sono in un’età in cui ogni sfida può risultare quella decisiva. Perdere non significherebbe solo fare un passo indietro, probabilmente vorrebbe dire uscire dal giro che conta.

A Las Vegas (T-Mobile Arena, sabato 26 agosto) – Superpiuma (titolo Ibf, 12×3) Gervonta Davis (18-0-0, foto) vs Francisco Fonseca (19-0-1); mediomassimi (titolo Wba, 12×3): Nathan Cleverly (30-3-0) vs Badou Jack (21-1-2); massimi leggeri (titolo NABF, 12×3) Andrew Tabiti 14-0-0) vs Steve Cunningham (29-8-1); superwelter (12×3) Floyd Mayweather jr (49-0-0) vs Conor Mcgregor (debuttante). Arbitro Robert Byrd (Usa), giudici: Burt A. Clements (Usa), Dave Moretti (Usa), Guido Cavalleri (Ita); superleggeri: Juan Heraldez 12-0-0) vs Jose Miguel Borrego (13-0-0); supermedi: Kevin Newman II 7-0-1) vs Mark Anthony Hernandez (9-1-0); supermedi (boxe femminile): Savannah Marshall (debuttante) vs Sydney Leblanc (4-3-1); welter: Yordenis Ugas (19-3-0) vs Thomas Delorme (24-2-0).

 

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