Agosto torrido per tutti, non per Sandro Mazzinghi…

Agosto. Caldo, umidità, vacanze. Il pugilato non ha molte platee dove esibirsi.
Sandro Mazzinghi in vent’anni di carriera ha combattuto due sole volte in questo torrido mese d’estate.

Il 19 agosto del 1962 supera ai punti in otto riprese Fabio Bettini a Sanremo.

Il pugile romano aveva un record di 14-3-1, un’ottima reputazione di pugile tosto e spettacolare. Sandro (16-1) prima di quel match aveva perso soltanto contro Paolo Melis.

Così la Gazzetta dello Sport racconta la sfida.

“Alessandro Mazzinghi lascia terminare ai punti Fabio Bettini, un pugile di indubbia fama, che durante tutto l’arco dell’incontro ha badato solamente a difendersi. Limpidissima comunque ai punti la vittoria del pugile di Pontedera”.

Fabio Bettini era nato a Roma, ma all’età di undici anni si era trasferito con tutta la famiglia in Francia. Il primo a entrare in una palestra di boxe era stato il fratello Carlo, lui l’aveva seguito. Centocinquanta match da dilettante, professionista a 23 anni. Non ha mai rifiutato un avversario, ha affrontato tutti i migliori: Sugar Ray Robinson (foto sotto), Benvenuti, Mazzinghi, Bogs, Rubin “Hurricane” Carter (foto sopra), Bouttier, Tonna. È stato campione di Francia nei welter e nei medi. Su di lui Caroline Bettini e Frederic Laiz hanno scritto un libro: “Fabio Bettini le Maitre à boxer”.

È morto dopo una lunga malattia nel 2012, all’età di 73 anni.

Il 14 agosto del ’64 Mazzinghi ha sconfitto per ko 5 Cecil Mott a Terracina. L’avversario era un giovane ventiduenne di Portland (Oregon) che aveva esordito al professionismo quando di anni ne aveva solo sedici. Al momento del match il suo record era di 17-8-3. Sandro (33-1) era in una fase estremamente delicata della carriera e della vita, veniva dalla tragedia dell’incidente automobilistico in cui era morta la moglie Vera e doveva prepararsi alla difesa del mondiale medi jr contro Tony Montano.

Così il 15 agosto del 1964 il pugile scriveva di quell’incontro sul suo diario.

“I recenti trascorsi non avevano fugato i miei dubbi e nemmeno quelli della stampa sportiva. Ieri, per la prima volta da quando sono risalito sul ring, ho avuto la sensazione di una rinnovata volontà di vittoria. Non c’è stato match e lo statunitense Cecil Mott è crollato al quinto tempo. Ritengo di avere ritrovato una parte di me stesso. Non sono ancora io, ma sento dentro l’animo la voglia di reagire, la determinazione di difendere il mio titolo. La vita non può sconfiggermi definitivamente ed io non posso e non devo soccombere”.

Vittima di un crudele destino Cecil Mott è morto nel ’66 in seguito a un incidente stradale.

Agosto caldo per tutti. Non per Sandro Mazzinghi, un uomo senza paura, nato per combattere.

 

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