Ex campionessa del mondo, diventa uomo e si sposa

Simona la chiamava Barbie Girl, in realtà Renata Szebeledi era una donna che il pugilato lo sapeva fare. È stata la prima a mettere al tappeto Simona Galassi, la prima a sconfiggerla per kot.

È accaduto a Ferrara il 27 aprile del 2012.

Dopo quella sconfitta Simo ha continuato a boxare, l’ha fatto per altri tre anni. Renata invece è salita sul ring solo un’altra volta, poi ha detto basta.

Il 19 maggio del 2013 ha perso match e titolo Wbc dei mosca contro Go Shindo e si è ritirata.

La giapponese aveva alle spalle una drammatica storia da raccontare.

L’ha scritta Takeshi Ozawa sul Japan Times.

Sul registro di famiglia la campionessa aveva il nome di Megumi Hashimoto, nata a Maniwa il 18 luglio 1987, sesso: femminile.

Da piccola sognava di diventare una maestra o un vigile del fuoco.

Da bambina preferiva giocare con i maschietti, vestiva con i pantaloncini del fratello. Durante tutte le elementari non ha mai indossato una gonna. Correva a torso nudo nel cortile della scuola.

“Il fatto crea imbarazzo” aveva detto la preside ai genitori.

“Non capisco perché” aveva risposto lei.

Alle superiori le piacevano le ragazze.

I compagni dicevano fosse lesbica, per questo era vittima di bullismo e di discriminazioni nella vita di tutti i giorni.

Lo sport l’aveva aiutata a farsi forte, a superare le difficoltà.

Giocava a basket. All’Università era entrata nella squadra titolare.

Aveva allacciato una relazione sentimentale con un’altra giocatrice.

Erano ricominciati gli episodi di bullismo.

La ragazza non ce l’aveva fatta e aveva lasciato Megumi Hashimoto che si era ritrovata improvvisamente sola, isolata dal resto della scuola.

Aveva abbandonato gli studi, aveva cominciato a frequentare locali notturni, a bere alcolici, a ubriacarsi. Era arrivata a pensare al suicidio.

Poi un’amica del gruppo della notte le aveva parlato.

“Vederti così mi rattrista. Stai semplicemente cercando di fuggire dalla realtà, stai provando a respingere la persona che sei veramente.”

Lei aveva capito, aveva rivelato alla famiglia e agli amici la sua identità sessuale, era diventata Go Shindo.

Nel 2008 aveva preso la decisione di provare con il pugilato professionista dietro consiglio di Tetsuya Harada, il titolare della Kuratoki Boxing Gym dove si allenava.

Il primo tentativo mondiale, datato 2012, contro Mariana Suarez era fallito. Poi aveva affrontato Renata Szebeledi ed era arrivato il mondiale femminile Wbc dei pesi mosca.

Tre difese vittoriose seguite dalla sconfitta contro Arely Mucino nel 2014.

Ultimo match lo scorso anno, tentativo fallito di conquistare il titolo Wbo dei gallo.

Il finale di questa storia l’ha raccontatno Joe Koizumi su Fightnews.com.

Go Shindo è diventato ufficialmente un uomo, ha cambiato anche nel registro di famiglia il suo nome in Go Hashimoto. Si è sposato con una ragazza di nome Ayuka e ha annunciato il ritiro dal pugilato alla Federazione giapponese. Inizialmente avrebbe voluto arrivare al mondiale maschile dei mosca, ma presto ha capito che il traguardo era almeno improbabile.

Go Shindo ha chiuso con un record di 16-4 (11 ko).

Go Hashimoto continuerà a combattere nella vita.

Per la sua nuova famiglia.

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