Aiba alla resa dei conti, governo temporaneo con Falcinelli presidente

Siamo alla resa dei conti.

Il Comitato Esecutivo (CE) dell’Aiba ha in pratica dichiarato decaduto l’attuale presidente Ching-Kuo Wu (Taipei), rilevandolo da ogni incarico sia di tipo amministrativo che di gestione politica dell’Ente.

Durante il congresso di Mosca (24-25 luglio) è stata approvata la creazione di un Interim Management Committee (IMC), in pratica un CE temporaneo che assumerà la gestione e l’amministrazione dell’Aiba. Il documento è stato firmato da tredici membri del CE. Non hanno aderito i rappresentanti di Turchia e Guyana, quattro gli assenti.

Presidente dell’IMC è stato nominato l’italiano Franco Falcinelli, il dirigente più alto in grado. Fanno parte del Comitato altri quattro membri: Terry Smith (Galles), Pat Fiacco (Canada), Alberto Puig De La Barca (Cuba) e Mohamed Moustahsane (Marocco).

L’IMC ha chiesto al presidente Wu di fornire spiegazioni sui problemi finanziari e di governance, di chiarire al CE le preoccupazioni sulla gestione e la governabilità dell’Ente.

Il CE ha accusato Wu di non rispondere ad alcuna domanda di carattere amministrativo e di avere creato un clima difficile all’interno dell’Aiba instaurando la cultura della paura.

A supporto delle sue affermazioni il CE ha portato vari documenti, tra cui una lettera della Bekons MMC in cui il presidente accusa l’Aiba di avere millantato un accordo per lo scaglionamento del debito di 10 milioni, datato 2011 e con scadenza per la restituzione 2013. La Bekons ha definito falsa questa affermazione. Nessun accordo è stato raggiunto per il dilazionamento della restituzione. Se il debito non sarà onorato entro trenta giorni, la società azera presenterà denuncia al tribunale svizzero.

La madre di tutte le domande è alla fine del documento.

“Il presidente dell’Aiba, che si è fatto garante per il prestito, è in grado di autorizzare la restituzione totale del debito o no?”

Se la risposta, come sembra, sarà no, i guai saranno appena cominciati.

Il CE conferma quanto scritto dal New York Times: l’ammontare dei debiti dell’Aiba è attorno ai trenta milioni, mentre in cassa ce ne sono solo sette.

Il CE ha anche respinto la proposta di approvare la decisione del CIO di portare da tre a cinque le categorie di peso femminili, diminuendo da dieci a otto quelle maschili.

Al Congresso di Mosca è stato messa per iscritto una censura nei confronti di Wu per lo stile lussuoso di viaggiatore a spese dell’Aiba che avrebbe pagato la sua campagna di pubbliche relazioni, compresa quella per il tentativo di essere eletto presidente del Cio.

Il CE ha votato la sfiducia a Wu e gli ha chiesto di dimettersi.

Il presidente ha rifiutato.

L’ Interim Management Committee ha spedito una lettera a tutte le Federazioni Nazionali. Nel documento sono analizzati tutti gli aspetti della questione, comprese le difficoltà clamorose che la stessa Aiba sta attraversando.

L’IMC indirà a breve un Congresso Straordinario con all’ordine del giorno chiarimenti sui problemi finanziari ed elezione di un nuovo presidente.

Sul sito ufficiale dell’Aiba il presidente Wu definisce falsa ogni accusa e si scaglia a sua volta contro il Comitato Esecutivo che, a suo dire, assieme ad alcuni giornalisti starebbe tramando contro di lui.
In un’intervista telefonica alla France Presse dice di essere ancora a capo dell’Aiba, nonostante i numerosi attacchi subiti. “Stanno tentando di estromettermi con un vero e proprio colpo militare”. Wu aggiunge che la mozione di sfiducia non ha appigli legittimi, che le finanze sono solide: in banca ci sarebbero dieci milioni di dollari e nessun debito all’orizzonte a rendere incerto il futuro. Il presidente afferma che l’intero complotto è stato messo in atto dall’ex vice presidente Ho Kim per puro sentimento di vendetta dopo la sua estromissione dal CE.
“Ho parlato con Bach, presidente del Cio. Parleremo ancora ad Amburgo, sarò lì dal giorno dell’inaugurazione il 25 agosto. Niente ci fermerà”.
Il Cio sta monitorando la situazione, presto dovrebbe prendere le prime decisioni.
Sarebbe ora che lo facesse. Una situazione caotica, guerra continua, dubbi sugli aspetti finanziari, inquietanti domande sulla gestione dell’amministrazione, decisioni affrettate. Cosa aspetta a intervenire?

 

 

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