Metto in fila i quindici round che mi piace ricordare. Così, per gioco…

È solo un gioco.

Mi sono divertito ad abbinare riprese e match seguendo alcune semplici regole.

Gli accoppiamenti li ho fatti seguendo la memoria, le emozioni e qualche appunto. Ho scritto il primo combattimento che mi veniva in mente, senza stare tanto a pensarci su.

Per ogni ripresa ho segnalato l’incontro che, a mio avviso, proprio in quel round aveva vissuto il massimo delle emozioni.

Sottolineo alcuni avvertimenti per l’uso.

Non si tratta dei migliori quindici match di sempre.

Non si tratta delle migliori riprese nella storia del pugilato.

Tutte le scelte sono assolutamente personali e corrispondono al mio stato d’animo, quindi sono insindacabili.

Se pensate che non rispecchino i vostri gusti, divertitevi e tirate giù la vostra lista.

Il match su cui si svolge il giochino è sui quindici round, come si faceva una volta.

Cominciamo.

ROUND 1
George Foreman b Joe Frazier ko 2 (22 gennaio 1973)
Frazier mette a segno due terribili ganci sinistri, Foreman continua ad avanzare. Montante destro di Big George, Smokin’ Joe è al tappeto. Sono passati due minuti dall’inizio del match. Joe finirà kd altre due volte prima della fine della ripresa.

ROUND 2
Mike Tyson b Trevor Berbick kot 2 (22 novembre 1986)
Tre ganci destri e un sinistro mandano Berbick al tappeto dopo pochi secondi. Si rialza e va avanti. Un gancio sinistro di Tyson provoca un atterramento a effetto ritardato. Berbick rimane un istante in piedi poi va giù, privo del senso dell’equilibrio. Prova ad alzarsi. Le gambe però gli si piegano e cade all’indietro. Tenta ancora e precipita in avanti. Un altro tentativo, e si appoggia malfermo alle corde. Barcolla, è kot. Tyson è il più giovane campione nella storia dei massimi.

ROUND 3
Marvin Hagler b Thomas Hearns kot 3 (15 aprile 1985)
Tre sinistri in fila del Cobra. Poi, la fine. Il primo destro di Hagler centra Hearns appena dietro l’orecchio sinistro. Thomas perde l’equilibrio, sbarella. Marvin lo insegue. Ancora un destro che fa fare allo sfidante un mezzo giro su se stesso, Hearns cerca rifugio alle corde. Non fa a tempo ad arrivarci. Il terzo destro di Hagler è un gancio che si abbatte come una mannaia sulla mascella di Hearns. Una botta terribile, una sorta di esecuzione.

ROUND 4
George Foreman b Ron Lyle ko 5 (24 gennaio 1976)
È una delle più selvagge riprese nella storia della boxe. Lyle mette giù Foreman che poco dopo si riscatta. A tre secondi dalla fine Big George è ancora giù “È giunta la mia ora, morirò prima che l’arbitro abbia contato fino a otto.” Invece si rialza e nel round successivo vince per knock out.

ROUND 5
Anthony Joshua b Wladimir Klitschko kot 11 (29 aprile 2017)
Uno dei più bei round degli ultimi anni. Fantastico il modo in cui Joshua travolge l’ucraino. Un gancio sinistro accende l’azione, la potenza della serie di colpi la chiude con l’atterramento del rivale. Primo knock down per Klitschko. Poi però AJ paga pegno alla sua inesperienza, va a cercare il knock out sprecando energie in quantità. Vuoto e in debito di ossigeno si espone alla reazione dell’ucraino che lo scuote.

ROUND 6
Marvin Hagler b Joe Mugabi ko 11 (10 marzo 1986)
Il diretto sinistro di Hagler centra Mugabi. È l’inizio di un’azione che sembra non devva mai avere fine. Un minuto di attacchi, di colpi mai interrotti. E’ lungo un minuto sul ring, picchiare per così tanto tempo ti prosciuga le energie, ti succhia l’anima. L’ugandese riesce a rimanere in piedi e negli ultimi trenta secondi è lui a picchiare. Mazzate che si abbattono sul fisico carico di lavoro del campione. Prima l’uno, poi l’altro sembrano sul punto di crollare, vicini al baratro del knock out. Ma rimangono in piedi dando vita a una guerra feroce, selvaggia.

ROUND 7
Gene Tunney b Jack Dempsey  UD 10 (22 settembre 1927)
Cinquanta secondi dopo il suono del gong, Dempsey spara un gancio sinistro sulla mascella di Tunney. Ancora un destro, un gancio sinistro e Gene Tunney va giù. Dave Barry è l’arbitro. «Jack, vai all’angolo neutro». «Io resto qui». Barry prende il braccio di Dempsey e lo trascina nell’angolo più lontano. Paul Beeler è il cronometrista ufficiale e scandisce il tempo. L’arbitro non lo sente. Quando comincia il conteggio, il ko di Tunney avrebbe dovuto già essere stato decretato. Ho visto più volte il filmato del mondiale, ho cronometrato l’intervallo di tempo tra l’atterramento e l’inizio del conteggio: 15 secondi! Il Long Count entra nella storia.

ROUND 8
Muhammad Ali b George Foreman ko 8 (30 aprile 1974)
È la ripresa in cui si compie il capolavoro. Muhammad Ali, che ha sofferto a lungo nel corso del match, esce dall’angolo, mette in fila una serie infinita di colpi chiudendo con un destro che viene direttamente dal cielo.

ROUND 9
Micky Ward b Arturo Gatti MD 10 (18 maggio 2002)
Primo atto della trilogia. Dopo 15 secondi un gancio sinistro di Ward manda al tappeto Gatti che al 9 si rialza e poco dopo riparte in attacco, costringendo Ward alle corde. È un alternarsi di colpi senza soluzione di continuità. Una battaglia feroce. Gatti è ferito e sofferente, ma resiste e reagisce. Il suo coach Buddy McGirt vorrebbe fermarlo, Ward esulta. Ma l’arbitro Frank Cappuccino gli fa segno che bisogna andare avanti. È un combattimento incredibile.

ROUND 10
Aaron Pryor b Alexis Arguello ko 10 (9 settembre 1983)
Pryor mette per tre volte Arguello al tappeto: una volta nel primo round, una seconda nel quarto, e per il ko nel decimo. Arguello è contato out mentre siede sul tappeto con le braccia incrociate intorno alle ginocchia.

ROUND 11
Nino Benvenuti b Luis Rodriguez ko 11 (22 novembre 1969)
Sotto nel punteggio, ferito e sanguinante Nino cerca una via d’uscita. La trova in un gancio sinistro di fantastica fattura. Lo finta per due volte, poi parte improvviso, saettante. Un colpo solo e Rodriguez è knock out.

ROUND 12
Julio Cesar Chavez b Meldrick Taylor kot 12 (17 marzo 1990)
Taylor avanti su due dei tre cartellini all’inizio dell’ultimo round. A 20 dalla fine Meldrick attacca e colpisce duro Chavez che reagisce e centra il rivale con un diretto destro che manda Taylor al tappeto. Lo statunitense si rialza al 5, ma non è in grado di continuare. L’arbitro Richard Steele decreta il kot in favore di Julio Cesar. Mancano quattro secondi alla fine.

ROUND 13
Rocky Marciano b Jersey Joe Walcott ko 13 (23 settembre 1952)
Walcott è senza difesa alle corde, colpito da un destro alla mascella. È a terra. Potrebbe essere ko, non credo riuscirà ad alzarsi. Un diretto destro terribile alla mascella e Walcott è fuori combattimento. Abbiamo un nuovo campione del mondo. È Rocky Marciano, ancora imbattuto, da Brockton, Massachusets (dalla radiocronaca del match).

ROUND 14
Salvador Sanchez b Danny Lopez kot 14 (21 giugno 1980)
Sanchez concede la rivincita. Lopez applica una pressione costante, senza mai fare un passo indietro, tentando di colpire Sanchez ovunque veda un’apertura. Nel round numero 14, Lopez prova ancora ad attaccare. Sanchez si scatena in una lunga, interminabile serie di colpi veloci e precisi, costringendo l’arbitro Mills Lane a fermare quella che stava diventando una pericolosa punizione. Un’altra grande dimostrazione da parte di un fuoriclasse assoluto.

ROUND 15
Sandro Mazzinghi b Ki Soo-Kim SD 15 (26 maggio 1968)
Quindici riprese sono lunghe da passare. È un tunnel che i due percorrono correndo una maratona con il ritmo di un velocista. Sembra impossibile che possano arrivare sino alla fine. Eppure ci riescono. Stanchi, esausti, pagando un conto esorbitante alla fatica. Ma ci riescono. Negli occhi della folla resta il film di una violenza mai vista, una scena in cui il colore dominante è il rosso del sangue. È una guerra condotta da gladiatori impegnati nella più difficile sfida della loro vita.

 

 

 

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