Qui si parla di boxe, dei tecnici italiani e di un cubano, di strane convocazioni…

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Il 22 dicembre scorso ho intervistato Vittorio Lai, vice presidente federale, coordinatore del settore tecnico, responsabile della squadra APB, responsabile tecnico delle Nazionali maschili AOB (ovvero: Olimpiadi, Mondiali, Europei) e WSB.
Le qualifiche sono tratte dal sito della Fpi.

Domande sul nuovo coach azzurro.
Perché è contrario a un italiano alla guida della nazionale?
“Sarebbe un errore. Da noi ogni allenatore si crede il migliore di tutti, per questa ragione contesterebbe chiunque fosse scelto. Bisognerà optare per una persona al di sopra di ogni sospetto”.
Chi è il nome che ha in mente?
“Sono convinto che l’uomo giusto sia Pedro Roque. Cubano, professionista di 60 anni che ha allenato in tutto il mondo. Spariglierebbe i giochi”.
Negli ultimi se ne è andato in giro a intascare stipendi onerosi.
“Come tutti i grandi tecnici itineranti pretende soldi, attualmente credo guadagni dai tredici ai quindicimila dollari al mese. Ma è una persona che fa bene il suo lavoro”.
La Federazione Pugilistica Italiana nell’ultimo quadriennio (anche questi dati sono presi dal sito ufficiale) ha creato 1243 Aspiranti tecnici e 405 Tecnici Sportivi regolarmente tesserati. Nel 2013-2016 su 1653 tecnici italiani che hanno partecipato ai vari corsi tenuti sul nostro territorio solo cinque (lo 0,3%) sono stati bocciati. Tutti e cinque non hanno passato gli esami al Corso Tecnici Sportivi Aiba 2 Stelle che si è tenuto dal 13 al 21 marzo 2016 a Santa Maria degli Angeli.

Nei primi 41 giorni del 2017 la Fpi ha chiamato a gestire gli allenamenti a Santa Maria degli Angeli 16 tecnici italiani di società.

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Il cubano Pedro Roque Otano, 67 anni, è stato premiato come miglior coach del mondo nel 2008.
Negli ultimi anni è stato sfortunato.

È diventato capo allenatore di Cuba (19.000, diciannovemila, pugili affiliati) nel 2005, nello stesso anno la nazionale ha vinto quattro ori ai Mondiali in Cina.

Ha lasciato la squadra dell’isola caraibica dopo aver chiuso la sua unica Olimpiade da head coach, Pechino 2008, senza avere conquistato una medaglia d’oro (non accadeva dal 1972) e avere centrato una sola vittoria ai Mondiali di Milano 2009.

In carriera ha fatto dichiarazioni impegnative.

Non meritano di essere nella nostra squadra di pugilato. Hanno sprecato l’opportunità che gli era stata data e non ne meritano altre” (dopo la fuga negli Stati Uniti di Guillermo RIgondeaux ed Erislandy Lara nel 2007).

Nel 2010 Pedro Roque si è trasferito a Miami.

Nel 2009 ha scatenato una violenta polemica dichiarando: “Sono contrario al pugilato femminile. Le donne devono mostrare i loro bei visini, non prendere pugni sulla faccia”.

Nel 2012 è diventato tecnico della nazionale USA e ha allenato sia la squadra maschile che quella femminile.

Ho nel mio curriculum più di 500 medaglie di tutti i tipi, compreso l’oro di Claressa Shields a Londra2012” (France Press 8 agosto 2016).
Lo confesso, non sono riuscito a trovare un solo riferimento che colleghi Roque a Claressa Shields. E sempre per mia colpa i filmati che ho esaminato sulla finale olimpica di Londra non hanno le immagini di Roque all’angolo della Shields. E, ancora per mia colpa (è l’ultima che mi prendo) ho trovato solo questa incongruenza di date: la Shields conquista l’oro il 9 agosto 2012, l’ingaggio di Roque è datato 11 settembre 2012 (fonte: la Federazione americana).

Ringrazio la Federazione americana per avermi dato la possibilità di lavorare con i suoi pugili. Sono molto soddisfatto e felice per questa opportunità. Prometto di mettere tutta la mia esperienza nazionale ed internazionale al servizio dello sviluppo della boxe negli Stati Uniti e di lavorare assiduamente per ottenere medaglie in tutti i Campionati del Mondo, Giochi Panamericani e Olimpiadi di pugilato maschile e femminile.” (Pedro Roque, intervista concessa al sito teamusa.org/Usa-Boxing l’11 settembre 2012).

Nel 2014, a metà preparazione in vista dei Giochi di Rio 2016, ha comunicato al presidente della Federazione americana la sua intenzione di recedere dall’incarico.

Subito dopo, l’uomo che ha un grande passato alla guida delle squadre giovanili cubane è andato a gestire la nazionale dell’Azerbajan che ai Giochi brasiliani ha centrato un argento e un bronzo.

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Domande sui ritiri delle nazionali a Santa Maria degli Angeli.
Come si dovrebbe muovere il cubano?
“Il tecnico federale dovrà essere itinerante, portare qualità in giro per l’Italia. Ci affideremo ai Comitati Regionali che sono quelli che lavorano più a contatto con la realtà locale. Chiederemo loro di allestire degli stage dove selezionare gli elementi più promettenti. Il coach azzurro sceglierà, parlerà con i tecnici cercando di instaurare una linea comunque, un’unità di intenti”.
Che fine farà il Centro Tecnico di Assisi?
“Di una cosa sono certo: non dovrà più essere un Centro Vacanze. I ragazzi ci andranno con i loro tecnici a fare la rifinitura della preparazione. Ha tutto per essere un luogo di altissima specializzazione. È questo che dovrà essere. Dobbiamo tirare fuori il meglio dai dilettanti senza portarli fuori dal loro ambiente, senza allontanarli da scuola, famiglia e per molti il lavoro. Assisi è un posto fantastico che il mondo ci invidia. Ma deve essere un posto dove allenarsi, dove ritrovare tutti assieme l’orgoglio. Insisto, non potrà essere un Centro Vacanze”.
L’Assemblea per l’elezione del nuovo presidente si terrà a Santa Maria degli Angeli il 25 febbraio 2017.

Dall’1 gennaio a oggi sono stati convocati nel Centro Federale umbro 33 atlete: quattro, dalla consultazione del sito Fpi, non risultano affiliate; un’altra ha nel record 1 vittoria, 2 pari, 8 sconfitte; 68 Under 22. A cui vanno ad aggiungersi 62 convocati dell’Italia Thunder che partecipa al torneo delle WSB: uno del gruppo sembrerebbe essere non affiliato. A Roma sono stati chiamati 20 Youth: tra questi due che non hanno riscontri sul sito federale e un terzo che ha un solo match nel 2016 (al rientro dopo un anno di inattività). In totale 185 convocazioni (sette sprovvisti di affiliazione), di cui 165 a Santa Maria degli Angeli.

Qualche dato sullo stesso periodo del 2013 (primo anno post olimpico).

L’Assemblea per l’elezione del nuovo presidente si è tenuta a Santa Maria degli Angeli il 17 gennaio 2013.

Nel periodo omologo (quarantuno giorni) a quello già preso in considerazione le convocazioni sono state 28 (20 Junior e Schoolboy, 8 Elite). La squadra delle WSB, la Dolce&Gabbana Italia Thunder, non faceva riferimento diretto alla Federboxe, era una franchigia che si gestiva in proprio.
Chiudo con alcune note sul nome che con maggiore frequenza è comparso in questo articolo: Santa Maria degli Angeli, il centro attorno a cui gira la vita della Federazione Pugilistica Italiana che (stranamente) ha ancora sede a Roma.

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Santa Maria degli Angeli è una frazione del comune di Assisi, in provincia di Perugia, a 179 chilometri da Roma. Due ore di macchina, a patto che non ci sia traffico. Cittadina d’arte, posto meraviglioso per la meditazione e la cultura. Dal 2001 è la capitale della boxe di casa nostra.

 

 

 

 

 

 

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